Cinque dischi italiani che non hanno avuto successo ma che all’estero avrebbero fatto faville
Il mercato discografico, ce lo ripetono da anni, è in crisi. Ma in crisi a volte c'è anche chi compra i dischi o, meglio, chi non li compra: progetti innovativi, album sorprendenti o semplicemente cantanti che potrebbero riempire gli stadi e invece si ritrovano a fare i conti con i tradizionalissimi gusti del mercato italiano. Abbiamo selezionato cinque dischi degli ultimi anni che nel resto del mondo avrebbero macinato record su record ma che da noi ci hanno solo fatto esclamare L’Italia non è pronta!
Raffaella Fico, quella del Grande Fratello prima e dell’Isola dopo, quella della verginità all’asta, quella in guerra con Mario Balotelli per il riconoscimento della figlia Pia, quella che si reinventa volto per la famiglie partecipando a Tale E Quale. Raffaella Fico che, forte dell’esperienza canora con Carlo Conti, decide di conquistare anche il mondo della musica. Rush è un timidissimo e per certi versi perfino sorprendente tentativo tutto italiano di musica urban: a produrlo è Gianluca Tozzi, fidanzato della Fico e figlio di un certo Umberto Tozzi. Lei ci crede al punto da creare un video interattivo per il secondo singolo e programmare un concerto al Teatro della Luna di Assago, il riscontro però non è esattamente quello di quando Paris Hilton mise le mani su quel gioiellino di Stars Are Blind.
COM’È ANDATA: il concerto poi è stato annullato e l’album non è andato oltre la 67ª posizione in classifica.
COME SAREBBE DOVUTA ANDARE: Rush è uscito in esclusiva su Tidal; HBO ha realizzato un documentario sulla sua storica alleanza con Valerio Scanu.
Giungla di Paola & Chiara
Giungla è l’ultimo album di Paola & Chiara, realizzato in un clima difficile e arrivato nei negozi nel momento di massima tensione tra le due sorelle. Peccato perché, pur non essendo il più ispirato della loro discografia, è quello nelle intenzioni più internazionale: ci sono i rapper prima che l’Italia sdoganasse i rapper nel pop (Razza Krasta nel singolone Divertiamoci, Moreno non ancora vincitore di Amici), c’è una cover di Rihanna, c’è perfino la versione cinese di A modo mio. In particolare c’è quell’idea, costante nella discografia delle sorelle Iezzi, di fare un disco pop che non debba giustificarsi per il suo essere semplicemente pop.
COM’È ANDATA: ha debuttato al 13° posto della classifica italiana, trascorrendo appena tre settimane nella Top 100.
COME SAREBBE DOVUTA ANDARE: forte del successo di Tu devi essere pazzo (feat. Sean Paul) il disco è stato certificato platino negli Stati Uniti; ha infranto ogni record di permanenza per un artista straniero in vetta alla China V Chart.
Tra i vari travestimenti di Syria, quello di reginetta dei sintetizzatori è forse il più riuscito. Il frutto è un EP, Vivo Amo Esco, prodotto dagli Hot Gossip, tiratissimo, debitore tanto di una certa scena milanese ancora ossessionata da myspace quanto di Donatella Rettore, di cui ha reinterpretato Io ho te. L’alter ego Airys nasce come progetto parallelo della carriera di Syria ma tanto è l’affetto dimostrato dai fan da ritornare, anche se decisamente annacquato, in tanti dei pezzi del suo ultimo disco Syria 10.
COM’È ANDATA: hanno venduto più copie del numero di Rolling Stone con il suo photoshoot senza veli per promuovere l’EP che copie dell’EP.
COME SAREBBE DOVUTA ANDARE: è uno dei quattro coach dell’edizione statunitense di The Voice; in una delle ultime puntate ha rivelato ad Adam Levine che una collega misteriosa (unico indizio: il suo nome inizia con la D) sarebbe molto invidiosa di lei.
Supereroe di Andrea Nardinocchi
Andrea Nardinocchi è ormai da troppi anni la migliore promessa del pop italiano. Non è mai esploso, nonostante una partecipazione a Sanremo e il favore di praticamente tutti: addetti ai lavori, gente che ascolta le sue canzoni per caso, Elisa. Supereroe, più che la faticosa prova del secondo album, potrebbe essere il suo greatest hits: con quel sound un po’ funky incastrato negli anni Ottanta farebbe impazzire le radio senza però sfigurare nelle playlist fighette di Spotify.
COM’È ANDATA: in classifica ha debuttato alla 60 per poi sparire dalla Top 100 la settimana successiva.
COME SAREBBE DOVUTA ANDARE: dopo aver vinto il BBC Sound Of 2015, Supereroe è il disco di un artista straniero più venduto dell’anno nel Regno Unito; ha lavorato a due pezzi di Lemonade.
Un punto di svolta nella carriera di Noemi, apprezzatissima interprete della musica italiana ma sempre più ombra di quella Fiorella Mannoia che le aveva lanciato la carriera. Made In London è una sterzata verso l’elettronica: è la stessa Noemi che negli anni ha conquistato Sanremo (e infatti Bagnati dal sole finisce a un dignitoso quinto posto), ma più coraggiosa, divertente e soprattutto interessante. Lei dice di essere scappata e aver fatto suo il sound di Londra (spoiler: non proprio), ma a quanto pare l’Italia non le ha più perdonato il tradimento.
COM’È ANDATA: è il primo disco di Noemi a non ottenere nessuna certificazione.
COME SAREBBE DOVUTA ANDARE: il video di Bagnati dal sole ha ispirato Kylie Minogue che ha omaggiato l’outfit di Noemi nel video di Can’t get you out of my head; Acciaio è stato estratto come singolo.
Maxxeo per Signorponza.com