Il vento
Eccomi qui, di nuovo davanti a mille carte sfiorate dal tremore delle mie mani, ad accartocciare parole mai dette. Non bisognerebbe arrabbiarsi coi miei sospiri, piuttosto girarci intorno, chiudere gli occhi e ascoltarli lentamente; il rumore del vento si confonde col mio respiro.
Lo stai seguendo? Stai seguendo il vento?
È strano, crea un po' di disordine sulla mia scrivania, poi và via come se niente fosse. Forse è un po' ribelle, forse ha solo capito che l'ordinario non va bene e che il disordine è ciò con cui i miei pensieri si tengono per mano. Un giorno mi prese teneramente, poi mi fece volare al ritmo del suo soffio ed io diventai una piccola piuma che non sapeva dove atterrare. Una piuma leggera, leggera più di un sussurro, più di una carezza.
Atterrai agli inizi di un sentiero fatto di tessere colorare. Colori esplosivi, troppo accesi per essere attraversati da una piuma pallida come me.
"Cosa fai? Perché non attraversi il sentiero?" Mi chiese il vento. Mi feci coraggio, quindi, ed attraversai quei colori. Li sfioravo timidamente, come per paura di poterli sbiadire, per paura di poterli addirittura sporcare.
Una tessera rossa, un'altra blu... Il cuore mi batteva all'impazzata, volavo sempre più veloce, ballavo coi colori e loro mi accoglievano con un abbraccio, mi dicevano di non temere, di non temere mai nulla.
Una tessera gialla, un'altra verde... Avevo attraversato migliaia di colori.
Il vento si fece di nuovo vivo. Indicò il resto del mio cammino e mi sorrise compiaciuto. "Guardati" mi disse.
Ogni traccia di bianco pallido era scomparso.
Ero diventata un arcobaleno.














