Hasta la Poltrona, Siempre!
Hasta la Poltrona, siempre!
Rivoluzionari, civili ed incivili, di tutta Italia unitevi, vedrete che una poltrona la troviamo a tutti! Che lo pseudo movimento di Ingroia non fosse proprio nato sotto i migliori auspici lo si era già evinto dal fuggi fuggi più o meno generalizzato dei primi promotori del curioso assemblamento; la conferma definitiva e “localizzata” l’abbiamo senza dubbio avuta ieri sera alla presentazione dei candidati della lista Rivoluzione Civile ai faentini. In fondo basta una mano di arancione e rosso per far sparire simboli e partiti diventati oramai impresentabili (in primis l’IdV), ma a guardar bene le persone sono sempre le stesse: ieri sera a presentare la serata in qualità di “coordinatore locale della lista Rivoluzione Civile” c’era lo stesso Zagonara di sempre, già “responsabile” IdV Faenza, e in platea c’era tutto ciò che rimane del partito dipietrista ravennate, compreso l’indefesso Gabriele Rossi, ad oggi il politico, pensionato eni, con il reddito più alto del consiglio provinciale, coordinatore per la provincia di Ravenna, già noto alle cronache locali e non per l’occupazione della poltrona di AD in Nuova Quasco, per il maneggio malriuscito per quella in Ravenna Holding e per l’infausto l’accordo per trovare al suddetto Zagonara un bel posto “ben remunerato” come AD dell’Aser spa. Per cui non meraviglierà se qualcuno nell’incontro di ieri sera s’è inalberato quando Rossi ha avuto il coraggio di intonare un pistolotto contro “l’ingerenza politica nelle società partecipate” e contro “l’occupazione politica delle poltrone”; forse sarà stato inelegante, d’altronte è difficile rimanere impassibili quando qualcuno passa in questo modo il limite della decenza. Limite oltrepassato abbondantemente anche dalla claque di Rossi, che, grazie alla scuola politica IdV, ha reagito con fini argomentazioni degne della peggior osteria dei bassifondi di Caracas. Dopo aver buttato fuori a spintoni chi tentava di far capire cosa si stia nascondendo dietro l’etichetta “Rivoluzione Civile”, al grido di “quella poltrona gli spettava!”, la claque ha fatto posto allo stesso Rossi, che ha continuato la raffinata disanima iniziata dai colleghi. Non meglio è andata in prima serata, alla presenza dell’ex-grillino saltafossi Favia, che attonito non ha saputo che rispondere quando qualcuno gli ha fatto notare che la combriccola che lo stava presentando alla città era quanto di più distante dall’idea di “buon amministratore” si possa immaginare. Non possiamo che sperare che il 4% faccia il suo dovere e cancelli dalla faccia dell’agone politico questa marmaglia di riciclati e mangia poltrone, perché non basta cambiare colore per nascondere il puzzo di fogna. Silvia Bandini e i “burdèl di scapazon” silviabandini.tumblr.com [email protected]







