scrivendo mentre cerco disperatamente di non fare scendere le lacrime per la quarantesima volte oggi. ogni ora di questa giornata è stata un sasso sulle mie sopracciglia, le chiacchierate sul futuro, quelle parole distruttive, la chiamata di mio padre, la gentilezza mista a noncuranza di mia madre. non sono tanto gli occhi ad essere tremolanti ma il mio petto che ogni secondo sprofonda sempre di più sotto il peso di un milione di parole non dette e altrettante che si potevano evitare. vorrei essere nel mio letto caldo nella città non mia, di cui nulla mi appartiene se non il ricordo di giornate in cui non pensavo a niente senza accorgermi di quale lusso stessi trascurando. senza sensi di colpa e responsabilità di sentimenti di altre persone che non dovrebbero essere affar mio. non posso accettare che sia tutto finito, che sia passato. non riesco a lasciarlo andare.