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I just don’t want to keep hiding anymore I want to experience more, live life, be at peace, and joyful.
i’ll never get tired of seeing this quote
Chi si preoccupa continuamente per gli altri ha sempre il cuore triste
Ilaria Sansò
Troppi cuori vuoti si sono nutriti del mio, prosciugandolo.
Di stelle, affetto e voglia di vicinanza.
Tanto tempo fa, sulle sponde del fiume Amanogawa (il fiume celeste, la via lattea) viveva il sovrano di tutti gli dei e imperatore del Cielo, Tentei, la cui figlia Orihime (la stella Vega) passava le giornate a tessere e cucire stoffe e vestiti regali per le divinità.
Lavorava di giorno e di notte e senza avere mai un attimo di sosta maneggiava con rapidità e destrezza il suo fuso e realizzava abiti sempre più belli e splendidi per poter vestire tutte le divinità.
Lavorava talmente tanto che non aveva neppure il tempo di pensare a sè stessa e ai propri interessi. Giunta all’età adulta però, il padre mosso da pietà, giacchè alla figlia non era mai stato concesso altro che lavorare il fuso, le scelse un marito: era un giovane mandriano, di nome Hikoboshi (la stella Altair) la cui attività consisteva nel far pascolare i sacri buoi del Re e fare attraversare loro le sponde dell'Amanogawa. Era un grande lavoratore e anche lui non pensava ad altro che a svolgere il suo lavoro, godendo pertanto della stima e fiducia di Tentei.
Essendo un matrimonio combinato, i due finirono per conoscersi solo il giorno delle nozze; poco male però perché non appena i due si conobbero finirono per innamorarsi follemente l’uno dell’altro. Furono talmente presi dal profondo sentimento che provavano l’un per l’altro che dimenticarono completamente i loro doveri, il loro lavoro e gli altri Dei. La loro unica ragione di vita sembrava essere diventata l’amore e la passione.
Così la mandria di buoi finì per essere abbandonata a sé stessa e agli dei cominciarono a mancare gli abiti fino ad ora confezionati da Orihime. A questo punto il sovrano degli dei non poté trattenere la rabbia e punì i due severamente: i due sposi, che fino a quel momento erano diventati inseparabili, avrebbero dovuto vivere le loro vite separatamente. Per evitare che i due potessero incontrarsi, rischiando così di abbandonare nuovamente i loro doveri, il Re del Cielo li confinò ai due lati estremi del suo regno, sulle sponde opposte del fiume celeste, rendendolo anche impetuoso e privo di ponti fece si che i due non potessero mai più incontrarsi.
Il risultato non fu però quello sperato: il pastore sognando e pensando sempre alla sua innamorata non accudiva ugualmente le bestie e neppure la dolce fanciulla, pensando continuamente al suo amore non cuciva più i vestiti agli dei. Il sovrano allora, disperato e mosso da pietà e commozione, con il consenso anche degli altri dei altrettanto commossi, emise tale sentenza: “Se tornerete a svolgere i vostri doveri vi consentirò di incontrarvi una volta l'anno, il settimo giorno del settimo mese, così da poter rinnovare e ritrovare il vostro amore.”
A queste parole, i due giovani innamorati, pensando all’idea di potersi incontrare di nuovo ripresero di buona lena a lavorare sodo con la speranza di potersi presto riabbracciare. Allo scoccare del settimo giorno del settimo mese, Re Tentei ordinò a uno stormo di gazze di creare un ponte tra le due sponde dell'Amanogawa, così finalmente i due sposi poterono ritrovarsi come promesso.
...
Questa è la leggenda dietro a Tanabata Matsuri, la festa delle stelle innamorate, che si celebra in Giappone oggi, 7 Luglio.
E' una festa molto importante per i giapponesi ma anche per me; avrei voluto organizzare una festa per celebrarla in compagnia vostra così da conoscervi di persona e potervi esprimere la mia riconoscenza per la vicinanza che mi avete dimostrato in questo periodo buio.
La salute mi impedisce di realizzare il mio intento, quindi sappiate che cercherò di organizzarla per il prossimo anno sulle colline di Parma.
E' un bel sogno, spero di poterlo realizzare.
Capita che sfiori la vita di qualcuno, ti innamori e decidi che la cosa più importante è toccarlo, viverlo, convivere le malinconie e le inquietudini, arrivare a riconoscersi nello sguardo dell’altro, sentire che non ne puoi più fare a meno… e cosa importa se per avere tutto questo devi aspettare cinquantatré anni sette mesi e undici giorni notti comprese.
Gabriel García Márquez
Potrebbero essere mesi, potrebbero essere anni
Ma un giorno ci rincontreremo
E ripartiremo da dove ci eravamo lasciati
Perché la nostra storia non finisce mai di finire.
in this room the hours of love still make shadows.
for Jane, Charles Bukowski
....♥️
- @pandiloved
Natalie Díaz, from “American Arithmetic”, Postcolonial Love Poem (2020)
“Believe with your eyes, not with your ears.”
— Unknown