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"Sei bella da non capire l'età.."
Dopo una frase così non sai cosa dire..
La primavera è arrivata. La primavera è la mia stagione preferita. La primavera da l’inizio alle temperature miti e quindi a vestirsi meno pesanti. Io sono ancora in versione tardo inverno perché non ho il coraggio di tirare fuori niente dall’armadio di più leggero perché non voglio scoprirmi. Soffro il caldo in silenzio. Ho vergogna del mio corpo, sento di non meritarmi di sentirmi carina. Pensavo di aver finito quel periodo, mi sentivo leggermente meglio. Invece sono ricaduta con tutte e due le gambe e le mie braccia. Ho bisogno di fare shopping ma non mi sto comprando nulla perché mi dico che ho l’armadio pieno di cose che però non posso più indossare perche piccole ma non ho il coraggio di buttare perché penso che non posso farlo, troppi ricordi. È un cane che si morde e la coda. I miei sensi di colpa non mi abbandonano, anzi, stanno diventando sempre più pesanti. Come macigni sulla schiena ma faccio finta che va tutto bene perché alla fine non mi manca nulla. Forse sono davvero una cattiva persona, senza il forse visto le persone come mi trattano ultimamente. Me lo meriterò.
Ricorderò per sempre il dolore silenzioso nel vedere gli altri fiorire mentre io lottavo per sopravvivere.
Settimana scorsa sono andata all’Oviesse a fare un giretto e ho provato un abito ma la taglia più grossa non mi entrava.
Il giorno dopo vado in ufficio e la collega perfetta indossa proprio quel vestito. Mi è venuto un nervoso, perché madre natura mi ha fatto così brutta, con questo fisico di merda, per non parlare dei capelli, crespi e mezzi ricci. Perché non sono nata magra e con quel capelli lisci? Lei è sempre vestita perfetta. Io sembro sempre una stracciona anche se provo a curarmi un po’.
Tutte le volte mi dico che devo farmene una ragione ma non ci riesco, é più forte di me. Non riesco proprio a concepire che io sia così brutta. Ma è come lottare contro i mulini a vento. Non c’è magrezza o parrucchiere che tenga. Mi faccio sempre schifo.
Ascolto sempre musica in ufficio, mi rilassa mentre lavoro.
Oggi parte questa canzone e le lacrime non si sono fatte attendere:
“Se adesso te ne vai e fai crollare il mondo su di me
Adesso te ne vai ed io non vivo più
Lo so mi abituerò a camminare senza averti accanto
Non è così per te che lo sapevi già..”
La riconoscete?
E' da tantissimo che non scrivo, penso piu di un anno. Sono cambiate molte cose in questi mesi, prima di tutti mi sono trasferita nella casa nuova da qualche mese oramai. Purtroppo ci sono un sacco di problemi nel condominio e quindi, anche se nuovo, non è tutto rose e fiori. La casa è molto carina, sono stata molto brava ad arredarla ma tutti i problemi che ha diciamo che non me la fanno vivere a pieno. Appena potrò probabilmente la metterò in vendita e spero di trovarne una piu grandicella perche questa è davvero piccola. Io, invece, faccio finta di star bene. A giorni alterni sorrido dentro e fuori, ma la maggior parte delle volte il sorriso è solo di facciata. I sensi di colpa mi continuano a divorare. Non posso far finta che non ci siano. Sono stata una codarda e questa cose me la porterò per sempre. Avrò anche risolto una cosa ma me ne sono creata un'altra che non mi da pace. Qualsiasi cosa faccio che mi fa un po sorridere, alla fine mi dico che non me la merito e torno nella mia tristezza, torno in quella cosa dove mi dico che non merito nulla. Sentivo di non meritarmi nemmeno un evento aziendale, come se la colpa fosse mia che era stato organizzato. Sono riuscita a non godermi nemmeno quello, era stato organizzato in una location splendida e non ho visto praticamente niente. Mi sono limitata a quelle due sale dove c'era stato il convegno e dove abbiamo pranzato, mentre i miei colleghi hanno visto tutta la splendida villa. Questa sensazione non mi passerà mai, ma credo sia giusto cosi. Mi merito questa sensazione di tristezza perenne dopo cio che ho fatto.
Mi chiedo quante cose non ho detto per paura di essere fraintesa. Quanti sogni ho soffocato per timore di essere giudicata. Mi chiedo quanto di me ho perso per non disturbare gli altri.
Mi sento sempre la piccola fiammiferaia però allo stesso tempo credo di non meritare di essere carina e più femminile anche io. Mi sento sempre un pesce fuori dall'acqua, diversa da tutte come se fossi io la più brutta. Sono anni che mi dico che devo farmene una ragione e che questo non è una buona scusa per risultare sciatta e insignificante ma alla fine torno sempre allo stesso punto di partenza. Combatto come sempre contro i miei mulini a vento, creati solo da me.
Per tornare a casa devo attraversare un ponte per poter raggiungere la fermata dell'autobus. Sotto questo ponte passa un fiume. Io non so nuotare. Tutte le volte che ci passo un pensierino lo faccio. Sono arrivata al capolinea.
Vorrei che questa giornata non finisse mai. Oggi è la fine di forse qualcosa che non volevo, speravo davvero che non arrivasse mai questo giorno. Da domani non si può piu tornare indietro ed io vorrei solo che rimassero le 23.59 per sempre. Ma non si può perché il tempo non sente ragioni, fa quello che deve fare e nel frattempo io muoio dentro.