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@solitamentetusembridistante
Perchè son ore che tremo pensando che ci rivedremo
Mecna (via solitamentetusembridistante)
Oggi è il caso
16/06/2016
E’ inevitabile che, nei giorni in cui sei costretta a stare in casa, per motivi di salute, tornino a galla una serie di pensieri che credevi di aver sepolto in fondo al mare dei ricordi.
E’ giugno. Giugno di cinque anni fa, mio padre era ancora qui, tra noi, a lottare contro quel male che lo ha divorato fino all’ultimo. Scene di quei giorni, sono tornate a galla. Ricordo le mie sensazioni. Le mie paure. La mia rabbia. La mia “delusione”.
Torna tutto a galla. Chi non c’è più su questa terra, chi non c’è più per scelta o per mia scelta.
Lui, che tornò nella mia vita un anno fa, ora non c’è più di nuovo. Non mi pensa, non gli vengo in mente. Che cosa sei tornato a fare allora? Per andartene alla stessa maniera di due anni fa? E poi, un altro Lui, con cui ho dovuto chiudere ogni rapporto, perché la sua assenza (e quel po’ di presenza che di dava), mi facevano stare troppo male. Ma anche ora, a distanza di mesi, nonostante a volte, il suo pensiero mi sembra così lontano, torna a galla anche lui, torna prepotentemente in superficie, vuole respirare. E quasi mi si ferma il cuore.
C’è così tanta assenza nella mia vita. A cui cerco di non pensare, voglio solo dare importanza alle presenze che ho. Ma giornate come queste, si fanno più forti, e tornano prepotentemente ad affollare la mia mente.
Il mio cimitero di assenze. Di gente perduta.
https://www.youtube.com/watch?v=EoaPhxNubL0
Sembri una tutta equilibrata ma in realtà sei emotivamente disturbata. E poi hai questi enormi occhi, e la cosa certe volte mi stravolge.
- C. Bukowski (via toanywhere)
04/06/2016
Spero che nel guardare la luna, tu continui a pensare a me.
29.05.2016
Ti ho chiesto scusa ieri. Ho fatto la cosa giusta.
Ora posso dedicarmi a me stessa, senza più rimorsi e rimpianti. Guardare avanti.
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Vorrei raccontarvi una storia.
Era settembre. Quel settembre che attendevo con ansia, in quegli ultimi giorni di agosto, quegli ultimi giorni di lavoro. Quella voglia di evadere e staccare la spina.
Era il mio ultimo giorno in quella città. Quella città che mi aveva accolta a braccia aperte. Che mi aveva fatta sentire a mio agio, al mio posto. Il tassello mancante del puzzle, ero io.
Eravamo io e lui, in quell'ultima giornata, in quella camera del b&b che ci aveva visti nascere. A scambiarci carezze e parole mai dette. A piangere sulla spalla dell'altro. Quando all'improvviso, dal piano di sotto, udiamo queste note. La signora dell'albergo ci stava offrendo il perfetto sottofondo al nostro ultimo giorno.
Continuiamo a sussurrarci parole e piangere. E poi a baciarci, a scambiarci le anime, a far toccare i nostri cuori. Ad amarci. Perché sono certa che quello che c'è stato in quei giorni è qualcosa di puro, vero, concreto. Non l'ho provato solo io. Lo abbiamo provato in due.
Siamo stati due cuori impavidi.
Ma poi uno dei due ha fatto dietrofront. Mentre il mio cuore è stato impavido fino alla fine.
– Citazioni Tumblr
Vattelaapianderculociao
Mi sento un po’ come il mare: abbastanza calma per intraprendere nuovi rapporti umani ma periodicamente in tempesta per allontanare tutti, per starmene da sola.
Alda Merini
E anche in quei momenti ho bisogno di qualcuno ,complice, per assaporare meglio il silenzio.
(via parolecomesabbia)
M’accorsi come le sue pupille erano rosse di pianto; non mi parlò, ma mi ammazzò con un’occhiata quasi volesse dirmi: Tu mi hai ridotta così.
Ugo Foscolo | Innamorata-delle-parole (via innamorata-delle-parole)
me too my guy
14/05/2016
Vorrei saperlo, dove sei adesso. Oggi, non so perché, mi manchi più del solito. Vorrei scriverti, vorrei chiamarti, ma non posso. Non posso farlo. Perché io ti ho allontanato, mi stavi facendo troppo male. Mi hai ferito così profondamente, che forse non te ne sei neanche reso conto. La cicatrice è rimasta. Ma qualche volta capita che se la tocco, fa ancora male. Quasi potrebbe riprendere a sanguinare. Giorni come questi mi maledico, perché non sono abbastanza forte. Non sono abbastanza forte da non guardare il tuo profilo. Riguardare le tue foto. Cercare quei pochi screen che mi sono rimasti. Perché ti ho cancellato. Ho cancellato le nostre conversazioni, il tuo numero, tutto. Quello che c’è stato tra noi, è rimasto salvato nella cartella backup di whatsapp, che ho sul pc. Che non rimetterò mai più sul cellulare. Vorrei sapere cosa fai, come passi le tue giornate. Se hai più letto le lettere che ti ho mandato. Se i Pink Floyd suonano “per caso”, nei posti in cui vai. Se hai mai pensato di scrivermi, ma non lo hai fatto, perché ti ho chiesto chiaramente di non farlo più. Se qualche volta ti torna alla memoria quello che siamo stati. Se ti manco.
Eppure so che un giorno le nostre strade si incroceranno di nuovo. Non so nè quando, nè come, ma lo so. Anche se nelle ultime notti, ho sperato così tanto in tuo messaggio. Ma non è questo il momento. Mi manchi. Oggi è così.