non è vero che più si cresce più si diventa forti, io più cresco più mi sento vulnerabile.

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@soltantounareverie
non è vero che più si cresce più si diventa forti, io più cresco più mi sento vulnerabile.
Nel corso della mia vita ho sognato più volte la morte del padre di un mio amico delle elementari: un aikidoka famosissimo in Italia, sino a che poi se n'è andato davvero. Oggi ho sognato invece la morte della mamma che poi si è trasformata di nuovo nella morte del padre. Ho frequentato spesso quella casa e mangiato giapponese trent'anni fa prima che fosse di moda, mangiato macrobiotico senza sapere cosa fosse, avendo a che fare con CNV educazione dolce, prima di venirne a contatto d adulto. Ho sempre provato un fascino misterico per quella famiglia e quella casa, grande e spaziosa, che sapeva di pulito non chimico arredata minimal ed in legno prima che diventasse un trend. Forse proprio quella sua peculiarità prima che queste cose fossero banalmente rigurgitate e consumate rendevano quei pomeriggi così belli e magici: giocare con giochi costruiti, non avere la televisione ed anche annoiarsi era pane di tutti i giorni. Li ho assaggiato il riso al vapore, le alghe, la salsa di soia ma anche portato un pomeriggio di nascosto il Nintendo per farglielo provare. non so cosa rappresentino queste morti, ma a loro ho sempre associato la casa, e forse in procinto di trasferirmi e lasciare la mia casa, potrebbe avere un senso sognare la morte dell'alterità infantile, del luogo sicuro ed amato. Casa e Madre. Quando ho saputo del trasferìmento ho provato molto rabbia
Attraverso questa casa mi sono attraversato, ed ora che il tempo l'ha resa abitabile devo lasciarla presto. La costruzione della casa è un processo lungo, meditativo, scandito dalla routine dei pasti e del sonno, mi ha visto renderla via via accogliente, come me, più clemente. In quelle scale si sono seduti tutti, mentre cucinavo o sbarazzavo, in quel letto ci ho fatto molte volte l'amore ma anche tanti pianti e qualche notte insonne e queste mura hanno sentito silenzio e note musicali, ad un mese dal trasferimento ho portato le ultime cose in discarica che riposavano in taverna. prima di andare ci farò un'insegna, la casa dell'uno dove tutto un po' si è integrato, un po' per volta, una cosa alla volta.
in questa vacanza elbana ho assistito ad un applauso al sole che tramontava. Evidentemente era un posto consigliato per fare esperienza. Nemmeno per vedere un tramonto abbiamo più fantasia, o desiderio.
Sono diventato a tutti gli effetti proprietario della mia casetta sui colli e poco prima dell'atto incontro la persona che me l'ha venduta tre anni fa. Ci facciamo delle chiacchiere al bar, le racconto della vita qui, alle volte ci ho pensato di aver sbagliato a venderla ma ti vedo felice e che la stai vivendo, anche l'altra casa che ho venduto, i ragazzi mi hanno detto che la loro vita è cambiata e la tua? Penso a tutto ciò che mi è accaduto in questi tre anni e si, questa vita l'ho vissuta tutta. Questo anno si chiudono i grandi temi contenitore della vita: il lavoro, ho vinto il concorso a scuola dieci giorni fa, la casa, la terapia. In questo momento di congiunzione mi ritrovo ad incontrare A. completamente fuori da ogni previsione. Non ho ansia, non ho farfalline, ma una profonda curiosità di chi sente un legame di cuore che ti porta ad un battito placido
ti sei addormentata sul tappeto.
Per tanto tempo sedermi a quel tavolo mi ha ricordato una domenica di giugno che è stato preludio ad un momento molto difficile della mia vita. Oggi sono andato a fare colazione e bevendo il cappuccino ho pensato quanto siano cambiate le cose da quella domenica di un anno fa. Sono circondato di persone meravigliose, ho ripreso a suonare, ho quasi una casa mia, ho vinto il concorso scuola, ho conosciuto a, in un momento totalmente inaspettato. Una mia collega anni fa mi disse che le cose vanno in ordine nel momento in cui le priorità dentro di noi sono chiare. credo che questa estate in mezzo a tutta questa sofferenza abbia silenziosamente cominciato a fare ordine dentro e le cose in un certo senso si sono ordinate, pianto dopo pianto e dolore dopo dolore. C'era forse una ferita che nel suo pulsare direzionava un po' la mia vita ed ora mi sento un po' di più timoniere.
ero a fare aperitivo con A. non ho parlato di A. perché è tutto magico.
ed eravamo là con gli occhi sbriluccicanti di farfalle e vino ed entro dentro a prendere un altro giro. Ti trovo là in piedi sul bancone mi guardi dritto e mi saluti. Ci siamo incontrati altre volte ma eri col tuo ragazzo, controllata. Io incredulo di trovarti, nello stesso bar in cui un anno fa ti poggiasti a me per dirmi che era finita, ho ricambiato.
ordino da bere all’altra cameriera. Tornando al tavolo parte una canzone. Ti ripetevo spesso i versi: e tutto questo amore lo possiamo sostenere? Non è un caso, l’hai messa tu, ne sono certo. Alzo lo sguardo e ti vedo fissarci una felicità che avremmo potuto sostenere ma non hai voluto. Ho il cuore pieno ed in questi giorni spesso mi sono ripetuto che si, tutto si può sostenere, anche il dolore immenso provato, anche tollerare tutto quello che non mi hai saputo dire e trovare pace.
sono in pace e te ne auguro altrettanta
al corso un bambino porta la sua bottiglietta fresca di frigorifero. Dopo una corsa in giardino ne prende un sorso, si avvicina a me dicendo che l’acqua ha bruciato ed ha un sapore strano. Panico. Me la fa annusare. Tiro un sospiro. Dove l’hai presa? Me l’ha data la nonna. Era grappa.
Mio nonno, falegname per diletto, costruisce negli anni ‘80 diverse cose per la casa: cassettiere, pensili, sgabelli di varie misure. Alcuni di questi oggetti dopo tre traslochi e quasi cinquanta anni sono ancora a casa di mia mamma, perfetti. Tutti a mano con seghetti ed incastri, nessun banco, pialla filo spessore etc. Non un cassetto sfondato, un piano imbarcato, o problemi di qualsiasi tipo. In questi giorni a casa di mia mamma ammiravo la cassettiera della cucina. Unica pecca, massello rivestito in formica 😅. Forse ha senso che segua questa onda artigianale e provi a rifarmi la cucina.
non capisco perché giovani e meno giovani donne in sardegna hanno mediamente un viso addolorato
Per tutte le stanze che abbiamo esplorato insieme e per quello che potró esplorare in sicurezza
Un grazie a noi ricordando Bion e un grazie a me per non essere scappato alla prima seduta. incipit vita nova
quanto è bello dormire insieme e stare negli abbracci, nell'odore e negli incastri e sopratutto nella tranquillità , c'è sempre tempo per altro, ma sentire come si dorme è sottovalutato.
Stamattina M. mi ha restituito delle cose lasciate a casa sua, tra cui una vecchia macchina fotografica compatta che ho dal 2009. Ho trovato la scheda SD dentro con foto risalenti a 12 anni fa, alcune nostre alle prime volte che ci vedevamo. Quanto eravamo piccoli e di li a poco meno di un anno saremmo andati a convivere. La storia con M, durata quasi dieci anni è stato il mistero della mia esistenza e sembra un mistero anche per gli altri, perché siamo rimasti amici e legati e siamo riusciti a non rovinare nulla ne sporcarlo. Nella mia vita gli esempi sono stati disastrosi con un padre che non sapeva relazionarsi con gli esseri umani, una madre chiusa in un dolore immenso e guardandoci ancora, credo che siamo riusciti a compiere qualcosa di straordinario insieme nonostante, ad avere attraversato con delicatezza una parte centrale della nostra esistenza. Se mi ha insegnato qualcosa questa relazione, delle forme che l'amore ha preso, è stata la costanza ed aver vissuto in prima persona la cura delle cose. La vita si è regolata da sola tra noi, nella gestione dei carichi, ed in ciò che ognuno sapeva fare, senza prevaricare, nello stare in quello che c'era ma anche in quello che non c'era e non c'è stato. Mi sono chiesto spesso se qualcosa di così potrà capitarmi ancora con tale spontaneità , la spontaneità di una vita davanti e dell'incoscienza, ma rimango in attesa ancora di questo mistero.
penso che il capitolo quasi conclusivo di questa saga sia che abbassano la potenza per una bolletta non pagata ed io ed un'altra maestra carichiamo le pizze in macchina per andare a farle cuocere al forno vicino.
Ho aperto un libro che volevo mettere in vendita e trovo dentro questi tre biglietti scritti tre anni fa da una psicoterapeuta berlinese che viveva in italia. Come si fa a scrivere queste cose e poi ghostare per dei giorni, negarsi al telefono, e poi liquidarti con un messaggio? I misteri dell’esistenza
Giorni che vorrei scrivere qualcosa allora leggo parole d'altri.