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George Munteanu
“This isn’t the 60’s. It’s Baltimore, April 2015.”
Winter Fog | By Tiina Törmänen
Progettazione dei siti web
Per intraprendere l’esame di Web Design, è stato richiesto di creare da zero due siti internet, uno sul lancio di un’applicazione mail per smartphone l’altro invece doveva essere il sito portfolio personale o una monografia.
L’applicazione scelta per il lancio è CloudMagic, un sistema di “mail hosting” capace di gestire più mail possibili (Gmail, Yahoo, Hotmail e persino iCloud), il tutto in un’unica piattaforma.
Le mail arrivano rapidamente e vengono notificate immediatamente, anche offline; oltretutto viene fornito un servizio di visualizzazione della posta in arrivo anche dal proprio dispositivo settato offline, senza avere la possibilità però di rispondere o compiere azioni online.
CloudMagic gestisce quindi scaricamento, invio e gestione delle mail in maniera più che impeccabile e veloce, regalandoci anche un “reminder” di una mail, che può essere di grande aiuto, ogni giorno.
Passando alla progettazione del sito, ho dovuto riflettere e creare un sito intuitivo ed essenziale, nulla di troppo complesso o architettato.
L’utente medio che viene su un sito, non vuole perdersi tra milioni di pagine, testi infiniti e immagini casuali, ma vuole arrivare al sodo subito, senza perdere tempo.
Il sito internet, monopagina, può essere visualizzato tutto in due “scroll”, arrivando rapidamente al “footer“e quindi a ciò che realmente cercava, cioè poter scaricare l’applicazione dai due siti in cui è disponibile, sia su Google Play che sull’AppStore.
Ho inserito uno “slider”, in modo tale da poter dare una rapida e fugace visione d’insieme dell’applicazione e un testo di grandi dimensioni, aiutando l’utente a leggere facilmente il tutto.
Creare anche pagine web, significa saperle contestualizzare, realizzandole in base alla sua funzione alla sua destinazione.
Inoltre, è importante non disorientare l’utente nella navigazione, aiutandolo passo per passo ad arrivare al fulcro della pagina.
Per il secondo sito invece, ho scelto di realizzare una monografia su un artista, che sia esso grafico, pittore o illustratore: nel mio caso, ho deciso di inserire Fortunato Depero, grande figura di spicco del XX secolo, nato a Rovereto, in provincia di Trento.
Futurista, pittore, scultore, sarto, grafico, designer; sono queste e molte altre le professioni e i campi dove Depero si è spinto oltre, utilizzando tutte le innovazioni e qualità dell’inizio ‘900.
Ricordato per soprattutto per la realizzazione della bottiglietta del famoso analcolico Campari, Depero si cimenta sempre in più ambiti, come il teatro, la realizzazione di arazzi, la tessitura e cucitura di abiti in stile moderno e futurista, la creazione di diversi ambienti in pieno stile avanguardista.
Il sito internet, costruito per omaggiare il roveretano futurista, è stato redatto utilizzando dei colori tipici della “palette” futurista, in questo caso, il rosso e il nero, dotati di forti e netti contrasti; la leggibilità del testo, è aiutata da un colore bianco, su sfondo nero, il quale aiuta l’utente ad una migliore visibilità degli scritti.
Dotato di home (raggiungibile cliccando il marchio in alto a sinistra), una discreta biografia e una “gallery”, il sito monografia, dispone anche di una pagina dedicata ai collegamenti esterni, dove poter trovare maggiori informazioni sull’artista e sulla sua carriera.
La home, da un piccolo assaggio al visitatore di chi sia stato Depero e a cosa si è dedicato nel corso della sua vita: vi è uno “slider” sotto la testata, con un riassunto visivo dei suoi lavori e della sua persona, una sua importante citazione e una piccola anteprima di chi fosse in linee generali.
La biografia, è semplice, scrollabile e riassuntiva, mostrando anche qualche suo piccolo (si fa per dire) lavoro.
La gallery da una maggiore ampiezza alle sue creazioni: dotata di animazioni, grazie al Javascript, possiamo visualizzare le foto delle sue opere con un click ma rimanendo comunque sulla stessa pagina, dandoci la possibilità di scorrerle rapidamente.
La pagina dei collegamenti, non è altro che una lista dettagliata, di altri suoi lavori, collaborazioni, opere teatrali e foniche, poesie e quant’altro. Cliccando su uno dei link inseriti, si aprirà un nuovo pannello del browser, mostrando il suo contenuto.
Navigare sul sito è semplice e alla mano di tutti.
Relazione sui libri di web design
Per il corso di Web Design,vennero assegnati dei libri modo da poter intraprendere razionalmente e con ponderatezza il sentiero per la programmazione e costruzione dei siti web.
I libri assegnati erano “Don’t make me think” di Steve Krug, “Le leggi della semplicità” di John Maeda e “HTML&CSS Book” di Jon Duckett.
La maggioranza degli argomenti del libro “Don’t make me think” è finalizzata a costruire chiarezza nei siti web con lo scopo che gli utenti possano capire quello che stanno vedendo e come usarlo senza sforzi eccessivi. Questa è l’usabilità, assicurarsi che qualcosa funzioni a dovere, che una persona di abilità ed esperienza nella media possa utilizzare un sito web come per esempio una porta girevole. Porre attenzione all’usabilità significa meno frustrazione e più soddisfazione ai visitatori e una chance migliore che tornino nel sito, infatti bisogna tenere conto che ogni volta che si entra in un sito si ha un serbatoio di fiducia e che ogni problema che si incontra diminuisce il contenuto di questo serbatoio che è limitato, e se si trattano gli utenti in malo modo , c’e un alta probabilità che essi vadano e che in futuro saranno meno disposti a utilizzare il sito.
Un’altra parte importante del libro è quella in cui ci spiega cosa sia l’accessibilità e come sia legata all’ usabilità. Per capire partiamo dal concetto di usabilità. La prima legge dell’usabilità secondo Krug è: “ non farmi pensare!”, significa che una pagina web dovrebbe essere auto evidente e auto esplicativa cioè dovrebbe essere usata senza alcuno sforzo e quasi senza pensarci. Una fonte inutile di punti interrogativi nella testa della gente sono i link e i pulsanti non ovviamente cliccabili.
Come utente non dovrei mai dedicare nemmeno un millesimo di secondo a pensare che cosa è cliccabile e che cosa no. Quando usiamo il web ogni punto interrogativo aumenta il carico di lavoro cognitivo distraendo l’attenzione da quanto stiamo facendo. Il fatto che chi costruisce il sito non si preoccupi più di tanto di rendere le cose ovvie e facili può diminuire la fiducia nel sito e nei suoi editori. Anche se il fine dovrebbe essere quello di rendere ogni pagina auto evidente in modo che già al primo sguardo l’utente medio sappia cosa è e come usarla, qualche volta però ci si deve accontentare dell'auto esplicativo. La comprensione di una pagina auto esplicativa richiede un piccolo sforzo del pensiero. Questo è importante perché, se si sfrutta l’utente, questo se ne andrà da qualche altra parte.
Creare pagine auto evidenti è come avere una buona illuminazione in un negozio, fa sembrare tutto migliore. Usare un sito che non costringe a soffermarsi su cose senza importanza appare facile e naturale.
Oggi con gli standard odierni è possibile rendere ogni sito molto accessibile senza uno sforzo eccessivo inoltre rendere accessibili i siti li rende più facilmente utilizzabili. Per tutti, infatti se qualcosa confonde la maggioranza degli utilizzatori di un sito è quasi certo che confonderà anche chi ha problemi di accessibilità, quindi per migliorare l’accessibilità di un sito basta testarlo spesso e migliorare gli aspetti che confondono tutti.
Se bisogna imparare a progettare pagine efficaci, dobbiamo convivere con le tre verità del web :
1) non leggiamo le pagine, le scorriamo, perché di solito andiamo di fretta e non abbiamo bisogno di leggere tutto. Ci si focalizza su parole e frasi che sembrano corrispondere o alla nostra necessità del momento o parole che innescano un corto circuito nel nostro cervello come “gratis”.
2) non scelte ottimali solo soddisfacenti, infatti nella maggior parte dei casi non facciamo la scelta migliore ma scegliamo la prima opzione ragionevole, perché di solito andiamo di fretta e sbagliare non comporta nulla.
3) non scopriamo come le cose funzionano, perché la gente usa le cose per tutto il tempo senza capirne il funzionamento o con un idea completamente errata di esso.
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Un altro libro, che spiega come approcciarsi alla progettazione, ma anche a qualunque aspetto della vita, è “Le Leggi della Semplicità” di John Maeda, docente presso il MIT. Egli stabilisce 10 leggi insormontabili che apporto qui di seguito:
1. RIDUCI: di fronte alla complessità, la prima regola (la più ovvia) è quella di “scomporla” secondo l’approccio coniato “SHE” (shrink, hide, embody). Ovvero rimpicciolisci, nascondi ed incorpora. In sintesi riduci quello puoi e nascondi tutto il resto senza perdere il senso del valore. Semplifica e accorpa.
2. ORGANIZZA: l’organizzazione aiuta sempre. Permette di chiarire tanti concetti, magari confusi (e quindi complessi) nella nostra mente. Organizza le tue idee.
3. TEMPO: esiste uno stretto legame tra tempo e complessità. Qualsiasi cosa che richieda maggior tempo ci risulta più complessa rispetto ad un’altra che ne richiede la metà. A partire dalla preparazione di un dolce fino alle pratiche burocratiche. Questo è dovuto all’importanza che la nostra società attribuisce al tempo. Risparmia sempre tempo.
4. IMPARA: Se la relazione con un elemento è complessa è perché non siamo preparati. Non abbiamo un’infrastruttura cognitiva che ci aiuta nella lettura dell’elemento. Per un bambino delle scuole medie un’equazione con gli integrali risulterà complessa ed impossibile. Al quinto anno del liceo scientifico l’approccio sarà diverso. Studia, conosci.
5. DIFFERENZE: Le differenze sono necessarie per apprendere la complessità. La semplicità e la complessità sono necessarie l’una all’altra. Passa sempre dall’ “approccio” complesso a quello semplice, ti aiuterà.
6. CONTESTO: nella ricerca della semplificazione, non dimenticate mai il contesto in cui vi trovate. Quello che potrebbe sembrare semplice in un contesto non lo è in un altro. La vera semplificazione si ha solo se non si escee dal contesto.
7. EMOZIONE: il processo di semplificazione, vedi approccio “SHE” non deve intaccare le emozioni, anzi. Le emozioni son fondamentali sia per il buon esito del lancio di un prodotto sia per la nostra memoria per apprendere meglio un concetto. non eliminate le emozioni.
8. FIDUCIA: siamo umanamente più portati a dare fiducia ad un dispositivo semplice. o meglio a quello che ci appare più semplice. è un processo che dobbiamo tener presente in questo percorso.
9. FALLIMENTO: fa parte del gioco. certe cose non si riescono a semplificare. Fallire a volte, significa poter ricominciare da zero, utilizzando un approccio diverso che spesso porta al successo. Ma non sempre.
10. UNICA: Semplicità significa sottrarre l’ovvio e aggiungere il significato.
In aggiunta alle dieci leggi vengono proposte tre “chiavi” per “schiudere” la semplicità in ambito tecnologico:
1. LONTANO “Più sembra meno: basta semplicemente spostarlo lontano, molto lontano” .
2. APERTO “L’apertura semplifica la complessità”.
3. ENERGIA “Usa di meno, ottieni di più”.
Il lavoro di John Maeda non finisce in questo libro, in quanto ha fatto della ricerca della semplicità una missione e la sua professione. Gli studi continuano sul suo sito http://lawsofsimplicity.com/ , il quale viene aggiornato con ulteriori suggerimenti su come vivere la propria vita con semplicità.
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Ultimo, ma non meno importante è “HTML&CSS”, una guida pratica e accessibile a tutti, sulla costruzione di pagine HTML affiancate dal codice CSS.
Inizia con una breve introduzione all’HTML (vedi post precedente sul web design), spiegando i comandi più usati per inserire un testo, un immagine, un link, i vari tag necessari, insomma tutto quello può esserci utile per creare lo scheletro della nostra pagina.
Segue l’introduzione al CSS, con i vari comandi per controllare gli stilidella nostra pagina, ovvero grandezza, dimensione e colore del testo, l’impostazione dei margini, la grandezza della pagina e tanto altro. L’ultima parte riporta esempi e di HTML 5 e fornisce un’introduzione sul web design di base.
Il libro di Duckett, è utilissimo per chi non ha alcuna dimestichezza con i linguaggi di mark-up e per chi vuole immergersi a pieno nel mondo della progettazione di pagine web.
"Radiant Lights"
Paolo Costanza
"Take One Last Breath"
(Paolo Costanza)
Web Design for Dummies
Cominciando lo studio del web design e mettendo in pratica le varie conoscenze acquisite nel corso del tempo, ho capito alcune cose a riguardo: bisogna ottimizzare le informazioni da inserire, raccogliendole e organizzandole, rendendo il più semplice possibile la navigazione e l’uso del sito internet, il tutto attraverso un semplice linguaggio di mark-up.
L’Hyper text mark-up language o HTML, è un linguaggio di pubblico dominio, sancito dal W3C (World Wide Web Consortium) che serve a descrivere i meccanismi di rappresentazione di testo utilizzando dei marcatori o <tag> disposti in linea o blocco, componendo la struttura del sito web e definendone il suo contenuto.
Ma per rappresentare visivamente al meglio il nostro scheletro, serve affiancare il linguaggio precedente con uno di diverso utilizzo, conosciuto con il nome di Cascading Style Sheets detto CSS il quale definisce la presentazione di documenti e lo stile della pagina web.
Agli elementi già elencati, si aggiunge alla nostra forgia di mark-up, un ulteriore elemento, cioè il JS o Javascript, che modifica e gestisce il comportamento di una pagina sulla rete, dando la possibilità di inserire alla pagina, delle proprietà come, per esempio,“fotogallery” o animazioni, proprie degli elementi racchiusi nel progetto.
Il fabbro che compone tutta l’opera, è il Web Designer.
Il suo compito è quello di creare siti web, dotati di layout dinamici e armonici, rendendoli più “user friendly” e diventare utente a sua volta: essere user facilita la comprensione delle esigenze del pubblico e come rendere più accessibile un sito internet.
Per rendere una pagina web più accessibile (quindi appetibile), bisogna fare in modo che l’utente venga guidato con facilità all’utilizzo del dominio visitato, in modo tale da poter eliminare qualsiasi dubbio o perplessità sulla navigazione.
In tutto questo, la conoscenza del basic design, l’utilizzo di griglie e layout fluidi, permettono la realizzazione di un buon progetto grafico e di conseguenza una migliore sistemazione, metodica, delle informazioni, migliorando la comunicazione del dominio; scrivere e organizzare schiarisce le idee e mette in chiaro i dubbi.
Le griglie consentono ad un lettore di prevedere dove trovare informazioni e sono di aiuto nella comunicazione di tali informazioni; esse aggiungono ordine, continuità e armonia alla presentazione del contenuto.
Esistono, inoltre, tre tipi di layout: fisso, realizzato per siti web con dimensioni predefinite; fluido, per quando il contenuto si adatta alla grandezza della pagina; responsive, layout di tipo fluido, un processo che si adatta in base alla risoluzione del dispositivo usato(computer, tablet, smartphone), ottimizzando la visualizzazione e l’armonia del sito.
Oltretutto, per dare maggiore equilibrio e facilitare la lettura, nonché la navigazione, è importante “dare aria” ad una pagina web.
Dare aria ad una pagina web, significa aiutare l’utente a rendere più facile e scorrevole la visualizzazione del contenuto presente nel sito: il 95% di un sito è composto da testi ed elementi tipografici.
Leggere un qualsiasi testo su internet è piuttosto complesso, quindi non bisogna caricare la pagina eccessivamente di colori o caratteri dai pesi più svariati.
Nel corso degli anni, si sono aggiunti molti servizi gratuiti di Font-Face e innumerevoli servizi di font hosting, che permettono l’utilizzo di moltissimi caratteri che si adattano alla maggior parte dei browser conosciuti, aggiornati alle attuali versioni di codice (HTML5 e CSS3).
Una volta giunti alla fine dell’edificazione del sito, si passa alla prova o “Test di Usabilità” che, secondo Steve Krug (architetto dell’informazione e professionista dell’user experience) mette alla prova la pagina,a disposizione di un gruppo di utenti, supervisionati da un membro del team di realizzazione (copywriter, art director, web designer).
Se non si ricevono dei feedback positivi, se l’utente non sa dove si trova o non sa come approcciarsi alla navigazione del sito internet, si può incorrere nel FALLIMENTO.
Fallire non è mai da considerare in maniera negativa; per quanto possa essere spesso un muro invalicabile, altre volte permette la rielaborazione e l’organizzazione ancora più precisa del progetto, imparando dai propri errori e semplificando la resa finale.
“Un buon artista, o un qualsiasi altro membro della classe dei “creativi”, quando affronta un fallimento, sfrutta l’evento negativo per cambiare completamente prospettiva. L’esperimento di semplificazione fallito da un uomo può rappresentare il successo di un altro, che lo interpreta come una meravigliosa forma di complessità. […] Complessità e semplicità sono due qualità simbiotiche.”
John Maeda,nel suo scritto “Le Leggi della Semplicità” parla di come, a volte, incepparsi nel fallimento, possa avere delle ripercussioni nella realizzazione di un qualsiasi prodotto. Bisogna approcciarsi quindi con un metodo di semplificazione, attraverso la riduzione, l’organizzazione, il risparmio di tempo e la conoscenza.
In conclusione, il web design è dinamicità, equilibrio e comunicazione, tutti racchiusi in un sistema gerarchico di matrioske, con lo scopo di ottimizzare l’elaborazione della sua struttura interna (HTML,CSS) e rendere la navigazione per l’utente molto più semplice, adattandosi alle esigenze di tutti
La complessità nella realizzazione di un sito web, sta nel renderlo il più semplice, ma allo stesso tempo, il meno scontato possibile.
"Silent nights and empty days"
(Paolo Costanza)
"Ode To Bear"
(Paolo Costanza)
"Between time"
(Paolo Costanza)
"Would Know"
(Paolo Costanza)
"You took your time"
(Paolo Costanza)
Matthew Taylor Wilson