Lo Zündapp e un viaggio per l'Italia per borghi rurarli e assi stradali secondari con un mezzo d'epoca che possiedo dal 1979...Il mio Zündapp è una macchina del tempo. Che suscita emozioni, confidenze, ricordi. Uno Zündapp KS 125 verde, a faro tondo prodotto dal 1978...ed anche il primo 125 c.c. raffreddato ad acqua che permise ai sedicenni di allora di passare dal cross allo stradale e...iniziare a viaggiare. Considerata una "moto da ricchi" per quelle poche centinaia di migliaia di lire che costava in più delle sorelline di pari cilindrata. Oggetto del desiderio per gli adoloscenti a caccia di ragazzine ed ora fonte di rimpianti per i molti che l'hanno avuta e poi abbandonata, vuoi per l'arrivo della macchina ai diciott'anni, vuoi per averla spaccata giocando a smontare il delicatissimo cambio, che rompendosi ha macinato il motore - un classico. Io lo dico sempre: la mia funziona perché non so fare nulla.
La vista da Campocecina. Da una parte – in questa inquadratura dal rifugio Carrara – lo sguardo spazia sulla piana sino al mare (Luni, Carrara) con la foce del Magra e uno spicchio delle Cinque Terre; dall’altro dopo una camminata tra i faggi si arriva a vedere l’aspetto DANTESCO delle cave, di cui arrivano esalazioni di pietrisco rotolante e rantoli di macchinari in azione.
Quando sono tornato al rifugio Carrara del C.A.I. a Campocecina è stato soprattutto per salutare Gianni Scaffardi. Ricordo le sue parole mentre bevevamo un amaro al banco. I suoi racconti di montagna e gli aneddoti su Mauro Corona che aveva ricevuto un invito da un conoscente a rilevare tutti gli ulivi morti per la sigella, stipati a centinaia in un capannone, per lui che è anche scultore.
Calato dal passo del Bracco sino alla litoranea trovo questo delizioso signore che mi racconta la sua vita passata lavorando nella ristorazione. Ha fatto fortuna all’estero, mi parla delle sue diverse mogli e di Walnut Creek. Walnut Creek!dice, la città col clima migliore al mondo. Ho ancora un bigliettino col nominativo della città scritto di suo pugno.
Parti da Marina di Massa (che per me è Marina di Carrara) l’assessore Marco Iardella che ora gestisce l’ostello Apuano – luogo del cuore – mi spiega che il limite tra le due città è demarcato dal fosso che vedo uscendo su Via delle Pinete a sinistra, in località Partaccia. Un po’ antipatica la Torre Fiat sullo sfondo, ma tu non la guardi. Prendi un caffè al bar Stella 2002 da Mario (qui col papà…
Ed ecco anche il figlio Edo (ardo) in sella alla Honda Eliminator del papà che ha rubato un paio d’occhiali ad Elton John, probabilmente per nascondere le abbondanti libagioni presso il Civico Zero di Canarazzo, dove nel classico ambiente arioso ed informale del fiume (Ticino) si possono avere dei bei taglieri di salumi e formaggi guardando scorrere l’acqua che, ve lo dice un pescatore, fornisce lo spettacolo più sano e ricostituente esistente al mondo, col suo fluire e divenire.
Sono piatti un po’ pesanti, come suggerisce il mio sguardo da suora laica.
Siamo sul mitico ponte di barche di Bereguardo.
…qui con Edoardo Ed ecco anche il figlio Edo (ardo) in sella alla Honda Eliminator del papà che ha rubato un paio d'occhiali ad Elton John, probabilmente per nascondere le abbondanti libagioni presso il Civico Zero di Canarazzo, dove nel classico ambiente arioso ed informale del fiume (Ticino) si possono avere dei bei taglieri di salumi e formaggi guardando scorrere l'acqua che, ve lo dice un pescatore, fornisce lo spettacolo più sano e ricostituente esistente al mondo, col suo fluire e divenire.
Siamo tornati sul luogo del delitto, sulle Dolomiti. Conosco Alessandro, qui col figlio Federico, dai primi anni ’80: è lui l’autore della mia foto di presentazione su Storicozundapp tumblr, nel 1984. In Val di Fassa, o era la Val San Nicolò? più probabilmente la seconda. Sono amico di famiglia da tanto. Quando tornavo in moto dalle mie giornate sul Ticino, da ragazzo, mi fermavo a Cusago a cena…
Casa degli avi Muri spellati, il capannone dove lavoravano i miei. Io sono stato l'ultimo ad andarmene da qui. Glicine...siamo in centro, ma Milano resta fuori del portone. Silenzio
Io sono nato qui. questa è la casa dei miei avi e in questo cortile mio nonno paterno Francesco ferrava i cavalli. Ora vivo in una casa piccola e signorile, proprio al contrario di questa. Ma se è agevole definire le quantità “grande” e “piccolo”, dire ciò che è signorile e ciò che non lo è diventa assai complicato, soprattutto alla luce di considerazioni tipo: chi è ricco? Chi ha tanti soldi o…
Quanto tempo è passato da quando eravamo compagni di liceo…?
E’ il 14 luglio (presa della Bastiglia) e stiamo camminando in direzioni opposte, entrambi immersi nel watshapp del nostro gruppo del liceo, quando quasi ci scontriamo casualmente ad un angolo di strada. In un mondo di sconosciuti che mi lasciano ahimé indifferente, un volto buca il grande freddo.
Luci di Stefano: quando ci restituivano il compito in classe e lui si asciugava i palmi delle mani sui pantaloni e si toccava la punta del naso, prima di leggere il voto ed esultare (esultanza da stadio).
E quando giocavamo a calcio nel sottobosco di Cremia sul lago di Como, la cosiddetta “socca” come la chiamavano in paese, per scoprire che Stefano, normalmente destro, di piede è invece mancino.
Partitelle assieme al nostro compagno di liceo Luca Bertulini…incontrato la sera stessa dopo un numero di anni che mi rifiuto di quantificare – perché non può essere vero – rimpatriata a cui si è aggiunto Stefano.
Una bella giornata. Noi tre, dopo tanto tempo.
Amarcord
Io e Stefano
Stefano Chisoli Quanto tempo è passato da quando eravamo compagni di liceo...? E' il 14 luglio (presa della Bastiglia) e stiamo camminando in direzioni opposte, entrambi immersi nel watshapp del nostro gruppo del liceo, quando quasi ci scontriamo casualmente ad un angolo di strada.
Queste adorabili tendine non le vedevo da bambino. Poi le ho riviste a Stromboli, dove le porte non esistono e la gente può entrare liberamente per chiacchierare e spettegolare come accade nei posti piccoli. Una porta-non porta di un luogo-non luogo posto a metà strada tra il mondo delle vacanze e quello dei ricordi. Io ho appena visto gli adorabili paesini alla mia sinistra arroccati sui…
Il ragazzo sulla destra è il figlio dello storico titolare del centro Piaggio. Andato in pensione un paio d’anni fa dopo una vita di lavoro estivo senza vedere il mare. Da quando mi ha rimesso il filo della frizione, ben ingrassato e un poco alla volta, una ventina di minuti e altrettanti euro…non ho più avuto problemi. Sembra eterno. Siamo nella zona industriale delle Antiche Saline,…