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Scambio di messaggi tra Fabrizio De André e la madre (1954-56).
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Faber e mamma Luisa <3
Scambio di messaggi tra Fabrizio De André e la madre (1954-56).
Questo del protagonista di Dolcenera è un curioso tipo di solitudine. È la solitudine dell’innamorato, soprattutto se non corrisposto. Gli piglia una sorta di sogno paranoico, per cui cancella qualsiasi cosa possa frapporsi fra sé stesso e l’oggetto del desiderio. È una storia parallela: da una parte c’è l’alluvione che ha sommerso Genova nel ‘70, dall’altra c’è questo matto innamorato che aspetta una donna. Ed è talmente avventato in questo suo sogno che ne rimuove addirittura l’assenza, perché lei, in effetti, non arriva. Lui è convinto di farci l’amore, ma lei è con l’acqua alla gola.
De André, a proposito di Dolcenera (via super-liviaserpieri)
Oggi un amico fragile avrebbe compiuto 74 anni.
…dove la particolarità
è in questo cuore, vedi?
La sua lampadina…
(Fabrizio De André, tourinteatro 1992/93)
Io penso che un uomo senza utopia, senza sogno, senza ideali, vale a dire, senza passioni, senza slanci, sarebbe un mostruoso animale fatto semplicemente di istinto e di raziocinio, una sorta di cinghiale laureato in matematica pura.
Fabrizio De André.
Quindici anni senza Faber, sono quindici anni senza un uomo che ci ha fatto conoscere a fondo il valore dell’utopia,dell’umiltà,della libertà. De André che ha sempre cercato di estirpare quella retorica troppo ingombrante,troppo soffocante,attraverso la poesia,la genialità di un verso colmo di significati e di poesia. Lui è sempre stato dalla parte dei randagi,degli ultimi,ed riuscito sempre a mostrare il lato umano di ogni personaggio che ha cantato,di ogni storia che ha raccontato,sempre modesto,mai banale e parlava solo se c’era qualcosa di veramente concreto ed importante da dire, grazie FABER……
( via ruhmstheory. )
Fabrizio De André con Fernanda Pivano
Fabrizio De André
Dalla mostra su Fabrizio DeAndrè al MAN di Nuoro.
È tempo di nomadismo. Hanno ragione loro, gli zingari. Vivono su questo pianeta da migliaia di anni senza nazione, esercito, proprietà. Senza scatenare guerre. Custodiscono una tradizione che rappresenta la cultura più vera e più semplice dell’uomo, quella più vicina alle leggi della Natura. Andiamo verso un mondo di pochi ricchi disperatamente sempre più ricchi, mentre il resto dell’umanità, quei miliardi di uomini che continuano a chiamare curiosamente “le minoranze” , si muovono in modo molto diverso da quello che consideriamo normale. Vanno verso l’abolizione del denaro, adottano lo scambio, che è già un primo passo in direzione di una maggiore spiritualizzazione, come nelle società primitive. L’uomo, spogliatosi delle pulsioni economiche, si spiritualizzerà di più, tornerà in un primo momento verso un mondo inevitabilmente più arcaico, ma sicuramente verso una guarigione. - Fabrizio De André.
Eppure ogni cosa fatta in qualche modo la si paga in ansia, in insuccesso e, se tutto va bene, in nostalgia.
Fabrizio De André (via chamberofmaidenthought)
Nell’acqua della chiara fontana lei tutta nuda si bagnava quando un soffio di tramontana le sue vesti in cielo portava dal folto dei capelli mi chiese, per rivestirla di cercare i rami di cento mimose e ramo con ramo intrecciare volli coprire le sue spalle tutte di petali di rosa ma il suo sen era così minuto che fu sufficiente una rosa cercai ancora nella vigna perché a metà non fosse spoglia ma i suoi fianchi erano così minuti che fu sufficiente una foglia le braccia lei mi tese allora per ringraziarmi un po’ stupita io la presi con tanto ardore che lei fu di nuovo svestita il gioco divertì la graziosa che molto spesso alla fontana tornò a bagnarsi pregando Dio per un soffio di tramontana.
..come fa questo amore che dall’ansia di perdersi ha avuto in un giorno la certezza di aversi.
Fabrizio De André (via moon-spoon)