Due anni fa c'eravamo lasciati così.. Due anni con il rimorso di non aver fatto qualche cosa che mi sentivo di fare, ma che ora sono contento di non aver fatto.
Due anni ad aspettare il momento di rivederti, e a pensare di come avessi colpito realmente una persona.
Finalmente qualche mese fa il momento é arrivato.
Stesso luogo, stesso periodo, con la sola decisione di darti quel bacio che avrei voluto darti.
Non facevi altro che scrivermi di come ti mancassi, di come mi volevi bene, di come non ti eri mai dimenticata di me, ma a quanto pare erano parole al vento.
Ci incontriamo, c'è un po' di imbarazzo, ma subito noto il forte distacco.
Quel giorno ero tesissimo, e più la sera si avvicinava e più avevo dubbi su quello che dovevo dirti, quelle parole che avevo rimurginato per mesi.
Finalmente mi convinco, sono lì, vicino a te, ma non ho il coraggio di bloccarti perché noto sempre di più il forte distacco che ci separava, perché forse , come immaginavo, i tuoi occhi e pensieri erano già puntati su una vecchia fiamma, che non mi hai mai voluto confessare, ma che te l'ho sempre letto nell'anima.
La sera vola, la mia ansia era alle stelle, la delusione tantissima, ma decido di gettare la spugna.
Non avrei voluto mantenere tutto dentro, così il giorno dopo ti ho confessato: di come avrei voluto baciarti, di come ero venuto solo per te, di come non ho smesso mai di aspettare questo momento.. tutto però mi è sembrato impassibile.
Passano i giorni e una distorsione al piede mi ha costretto a stare lontano dal gruppo per qualche giorno, forse i giorni fondamentali per capire tutto.
Nonostante non mi vedessi non ti sei importata di me, non ti sei chiesta come stessi, e per quei pochi minuti la sera che riuscivo a venire, non mi calcolavi più di tanto, perché per te era più importante andare appresso ad un altro.
Quando te l'ho chiesto hai avuto anche il barbaro coraggio di incazzarti e di farmi stare male. Ho cercato di parlarti, di dirti che questa situazione mi faceva stare male perché ci tenevo a te, ma non hai mai avuto il coraggio di affrontarmi. Passa la prima settimana e hai fatto anche tu cilecca, ma a quanto pare il destino era ben segnato, ed ecco che giusto la sera degli arrivi si presenta davanti il tuo nuovo oggetto dei desideri.
Passa poco tempo e a quanto pare già avevi gli occhi solo per lui. Andavate da solo a passeggiare, le serate da soli in spiaggia, tutto questo, mentre io cercavo di farmi largo tra i tuoi pensieri. Ero su tutte le furie, la gelosia mi aveva invaso, ma a pochi giorni della fine della vacanza il tutto svanisce.
Avevo capito che persona eri, la persona che avevo sempre sospettato che tu fossi, ma che il cuore non aveva mai voluto confermare.
Ti dei dimostrata solo una bamboccia, una poco ci buono, una prostituta schiava delle tue fissazioni. Ti sei fregata di me, mi hai fatto del male e non te ne sei importata. Cosa più importante e che mi hai ignorato fino all'ultimo.
Non ho avuto mai l'intenzione di salutarti questa volta, ma non ho mai capito che intenzioni tu realmente avevi per non farlo.
Ho deciso di sprofondarti nell'indifferenza, ma ora l'unico rammarico che mi arde dentro è quello di averti voluto dire tutto questo e di quanto realmente mi facessi schifo. Ti odio, e ti aguro il male che mi hai fatto. Questa sola non c'è il lieto fine, anzi, rimpiango solo tutto quello che ho fatto per te.