Quella volta che mi innamorai della canzone sbagliata
Il lettore CD portatile era praticamente il mio compagno di vita, i lettori mp3 erano ancora rari, ma c’erano. Io, adolescente, mi ero impelagata in una storia complicata. Continuavo a sentire quel CD che avevo ricevuto per il mio compleanno, per via di una canzone in particolare. Cara Valentina - parte seconda era la dimostrazione di un ripensamento, di un amore snobbato e scartato che si riproponeva più forte e ingarbugliato di prima.
Per quel regalo avevo chiuso gli occhi così come richiesto e avevo ricevuto un bacio sulla bocca che non avevo chiesto ma che avevo sognato mille e mille volte. Bellissimo, meraviglioso, dolce, inaspettato. E assolutamente scorretto.
Mi ritrovavo così a dover scegliere fra due persone: il mio fidanzatino di cui ero innamorata e il ragazzo di cui ero stata follemente innamorata. Così continuavo a risentire quel cd sempre e sempre e sempre.
Finché il ritornello mi convinse che “Crescerò il tuo vuoto come figlio dell’amore che non ho saputo dare oppure dato per errore” voleva dire che non sarei stata felice con chi mi aveva dedicato quella canzone. E man mano che i giorni passavano mi innamoravo di una canzone che diceva “Come l'alba che abbaglia l'inverno quel che resta del buio ha un colore diverso”. No, nessuno dei due mi faceva sentire così e io mi ero innamorata della canzone sbagliata.








