Gli anni poi passeranno
masse di monti e pietra si frapporranno
tutto sarà dimenticato
come si dimentica il cibo quotidiano
che ci tiene in piedi.
Tutto, tranne quell’istante
in cui sul metrò affollato
ti aggrappasti al mio braccio.
Titos Patrikios
Claire Keane
Sade Olutola

JVL

Andulka

@theartofmadeline
we're not kids anymore.

⁂
Stranger Things

No title available
styofa doing anything
i don't do bad sauce passes

★
wallacepolsom
"I'm Dorothy Gale from Kansas"
let's talk about Bridgerton tea, my ask is open

No title available

Kiana Khansmith

Love Begins
Cosimo Galluzzi

tannertan36
seen from Romania
seen from Saudi Arabia
seen from United States

seen from Japan

seen from United States
seen from United States
seen from United States
seen from United States

seen from United States

seen from United States
seen from United States
seen from Canada
seen from Lithuania
seen from United States
seen from United States
seen from United States

seen from United Kingdom

seen from Chile
seen from United States

seen from Japan
@tabacco-e-miele
Gli anni poi passeranno
masse di monti e pietra si frapporranno
tutto sarà dimenticato
come si dimentica il cibo quotidiano
che ci tiene in piedi.
Tutto, tranne quell’istante
in cui sul metrò affollato
ti aggrappasti al mio braccio.
Titos Patrikios
Non finisce la poesia, come
non finisce anche il cielo. Come le ore di Dio
e le rotazioni del nostro pianeta. I riverberi della vita
conservano forma nella poesia. Finché
andrà e tornerà il mare, finché
nasceranno fiori e colori, finché
gli uomini si daranno l’un l’altro la mano
esisterà anche la poesia.
La poesia nasce
insieme alle cose, insieme all’amore,
insieme al dolore. Per esempio,
di molte mie pagine la poesia è nata
insieme ai tuoi occhi.
Nikifòros Vrettakos
Un giorno mi perdonerò.
Del male che mi sono fatta.
Del male che mi sono fatta fare.
E mi stringerò così forte da non lasciarmi più.
Emily Dickinson
Parole Vuote Evanescenti
Irridenti.
Scavano Solchi Ferite.
Lacerano
Slabbrano
Disintegrano.
Pesano come macigni.
Tranciano come maceti.
Lasciano marchi.
Indelebili
Le parole non sono mai innocue
Spongebob...
Ti piacevano le battute d’arresto del mio cuore,
sei entrato ad invadere il mio silenzio
come quando tu un giorno insperato
mi hai tolto la pelle dall’anima.
Alda Merini
Mi arrampico
nel bisogno contorto d’intarsi
di incastri felini,
di baci sull’anima,
che sanno soffiare onde d’amore
sulle maree dei miei giorni.
Ho bisogno di salsedine
che bagni ogni anfratto d'anima
mentre mi commuove ancora la notte.
Calamita
è questo pulsare, questo osservare,
questo cavalcare il mondo.
Ho occhi che colano ricordi
raschiando sul vento
il canto infinito di me
Quelli che non sentono questo Amore trascinarli come un fiume, quelli che non bevono l’alba come una tazza di acqua sorgiva o non fanno provvista di tramonto, quelli che non vogliono cambiare lasciateli dormire.
Jalal’uddin Rumi
Le persone si riconoscono quando tutto vacilla.
Non nei giorni facili,
non nelle risate comode,
non quando il mondo sembra tenere.
Si riconoscono quando qualcosa si spezza.
Quando il silenzio fa rumore.
Quando una notizia ti cambia il respiro.
Quando perdi qualcuno
e con lui una parte di te.
Quando sei stanco,
svuotato,
meno brillante
e più reale.
È lì che capisci chi resta.
Chi si siede accanto a te
senza fretta,
senza consigli non richiesti.
Chi ascolta anche ciò che non sai dire.
Chi non scappa davanti alle tue crepe,
chi non ha bisogno di salvarti
per poterti amare.
C’è chi stringe la mano
mentre il pavimento trema.
Chi resta in silenzio
e quel silenzio ti tiene in piedi.
E poi c’è il resto:
presenze leggere,
parole educate,
promesse dette per abitudine
e dimenticate in fretta.
Nei momenti duri
la vita smette di fingere.
Toglie le maschere,
abbassa le luci,
e lascia solo la verità.
E allora vedi.
Chi resta.
Chi c’era solo quando splendevi.
E chi, invece,
è casa.
Anche quando ti senti crollare.
Anche quando la casa
sei tu,
con i muri che tremano
e il cuore che chiede solo
di non essere lasciato solo.
Julien Moreau
Artefici di un realistico Sogno,
ci Svegliamo tra le braccia di una Surreale Utopia.
Liberi di Viverla, carezziamo ogni sua possibile conclusione...
Liberi di gustarne ogni delicata e variopinta definizione d' " Essere"...
Oltre ogni confine, Liberi e mai stanchi di Sognare ...Oltre ed ancora.
Come sei bella.
La tua bellezza mi spaventa.
E ho fame di te. E ho sete di te.
E ti supplico: nasconditi.
Qualsiasi cosa tocchi,
la carta, il tavolo, il bicchiere,
è te che tocco.
Le mie mani
attaccate ai tuoi seni.
Non le controllo le mie mani.
Le mie mani ti ricordano
più profondamente della memoria.
Sei tornata ridendo dal mercato, carica
di pane, frutta e un’infinità di fiori. Sui tuoi capelli, vedo,
ha passato le dita il vento.
Gettasti i lenzuoli
apristi le finestre
ci riempimmo di stelle.
Una farfalla d’oro
sui tuoi capelli.
Eppure chissà
là dove qualcuno resiste senza speranza
è forse là che inizia
la storia umana, come la chiamiamo, e la bellezza dell’uomo.
Voglio descrivere il tuo corpo. Il tuo corpo è infinito. Il tuo corpo
è un tenue petalo di rosa in un bicchiere d’acqua chiara.
Il tuo corpo
un bosco selvaggio con quaranta spaccalegna neri. Il tuo corpo
profonde umide valli prima che sorga il sole.
Il tuo corpo due notti con campanili, stelle filanti e treni deragliati.
G. Ritsos
...per il Maltemi nell' anima.
Che gli inizi sono tutti belli.
Il vero incanto sta nel saper continuare.”
"Se qualcuno
m'avesse, un dì, chiesto
come pensi sarà mai
l'"Amore"
così
proprio così
l'avrei immaginato ...
sempre per sempre"
......oltre virgola............
Non è quello che è successo,
né ciò che lo produsse:
l'impressione,
ciò che permane di te, quella misuro.
.
Le strade, ipnotizzate,
sono avvolte nel crepuscolo,
sentieri di sogni e dolori
che accelerano i battiti del cuore.
Alcune finestre insonni
si illuminano nella città
, e le stelle sospese
catturano illusioni. Il vento, con la sua cadenza ritmica , sussurra l'impossibile , accarezzando le crepe della nostalgia. Mentre la notte , con la sua magia, si accende , e nel silenzio si può udire il battito dei cuori.
Le persone si scoprono nei giorni storti.
Non nelle foto riuscite,
non nei messaggi leggeri,
non quando va tutto bene
e sorridere non costa nulla.
Si scoprono quando la vita inciampa.
Quando arriva una telefonata tardi.
Quando il futuro fa paura.
Quando perdi un lavoro, un amore, un nome caro.
Quando sei stanco di essere forte
e ti permetti di essere fragile.
È lì che vedi chi rimane.
Chi non ha fretta di riempire il silenzio.
Chi non minimizza il dolore.
Chi sa restare accanto
senza pretendere di capire tutto.
Chi non ti chiede di essere diverso
per meritare presenza.
C’è chi resta mentre piangi
e non si sente a disagio.
Chi ti offre tempo invece di soluzioni.
Chi ti guarda crollare
e non se ne va.
E poi ci sono gli altri:
le frasi automatiche,
le promesse gentili,
le sparizioni educate.
Quelli che c’erano solo
finché non faceva male.
Nei momenti difficili
la vita è onesta.
Spoglia le relazioni,
lascia solo l’essenziale.
E allora capisci.
Chi è passaggio.
Chi è presenza.
E chi, anche quando ti senti perso,
continua a chiamarti casa.
M. Leroux
Perché è così: prima si sbaglia, ci si perde, ci si arrampica per astratte impalcature intellettuali, finché la vita un bel giorno comincia, coi suoi gesti leggeri e sapienti, a richiamarci a lei.
E’ come aprire gli occhi ad un tratto e ritrovarsi su una striscia di prato al sole, vicino alle pietre e alle piante. Il senso della vita non è più sparso, nel cervello, nelle mani, negli occhi, ma è tutto raccolto nel centro del petto, come un enorme fiore o come una corazza: e il domani non è più che portare sempre più in avanti quel fiore, sereni, eretti, per una grande strada bianca.
Antonia Pozzi
Quando ti prende il male
della vita storta
abbi infinita cura di te
della tua capacità
di andare piano.
Rallenta il fiato
fino al momento in cui
dentro ogni respiro
verrà a trovarti un profumo.
Dai un nome
a ogni tuo passo
fuori dagli inciampi mortali
della fretta.
Lascia che un fiore ti racconti
osserva
dietro ogni filo d’erba
un paesaggio
dietro ogni spigolo
un mondo.
Lascia che il rosso
della facciata di una casa
ti sia d’augurio
per tutto il giorno
e che il primo volto
incontrato per strada
sia per te un romanzo
di domande.
Quando ti prende il male
della vita storta
retrocedi.
lascia al tuo sguardo
un’altra possibilità
regala al tuo cuore
un mistero più profondo,
alle labbra
la parola preziosa
che
nomina le cose.
Foto Y. Krikis .. G Gherzi
Ci sono momenti in cui io vorrei poter prendere tutto quello che dicono i pensieri e chiuderlo in uno di quei barattoli con la chiusura termica, quelli che non passa un filo d’aria nemmeno se cerchi di corrompere le guarnizioni del tappo che, no, non le corrompi nemmeno se gli prometti un barattolo nuovo. Loro il barattolo nuovo non lo vogliono, sono guarnizioni fedeli. Così, tutti quei pensieri che non sono riuscita a sigillare, raggiungono il cuore per fargli il loro solito discorsetto a quattr’occhi e dirgli: Non puoi continuare così, devi smetterla di fare tutta questa confusione, di metterti lì a correre come un centometrista per toccare mete che somigliano a tutti quegli orizzonti che i sognatori rincorrono per non raggiungerli mai. Eppure, per una volta, vorrei che le guarnizioni si facessero corrompere, che il cuore fosse lasciato in pace e che io riuscissi a guardarlo scattare al via senza aver paura che si faccia di nuovo male, lasciando che viva il mondo come non ha mai dimenticato di saper fare. Il cuore non dimentica, fa solo finta, lo fa per darla a bere ai pensieri, per non farsi smascherare, perché, nei momenti in cui sembra che nulla possa essere più ascoltato, inizi a battere con la stessa passione di un sognatore che corre incontro al prossimo orizzonte che sa che non raggiungerà mai.
...sghemberie....