Abituarsi alla ricchezza, 3° puntata: 400.000 €
Eccoci, con un inaccettabile ritardo, al terzo appuntamento. Lunedì il mio pc era in condizioni poco funzionali come potete vedere da questo link Ci ho messo due giorni per ripararlo e, tempo di essere nuovamente operativo era ormai giovedì, così ho deciso di saltare l’appuntamento ad oggi. Tutto ieri e questa mattina crisi di emicrania come non mi capitava da molti mesi ed ora che scrivo (su gdocs) postereus è fermo per manutenzione Evidentemente i miei meccanismi autodistruttivi e sabotativi sono ancora molto forti. ^___^ Non importa, più vengono a galla e più è facile disperderli grazie alla LOA, al EFT e al ThetaHealing, non avranno vita lunga. ^__^ Detto questo, misero tentativo di scusarmi, torniamo a noi. Come puoi diventare ricco?
Ma non nel senso di avere tanti soldi ma di essere ricco, ricco oltre ogni immaginazione, così ricco che ogni cosa ti venga in mente, improvvisamente hai i mezzi per realizzarla? Sembra impossibile vero? Invece è solo una questione di abitudine.
Questo è l'inizio scelto per questa serie di post, questa breve serie di racconti/proposte.
Abbiamo avuto due idee ottime che hanno dato risultati a dir poco invidiabili ed ora abbiamo alla porta una fila di finanziatori che smaniano per partecipare dei nostri progetti. Ne scegliamo uno particolarmente simpatico che ci offre 400.000 € per dar vita ad un progetto eccezzionale. Che cosa stupenda. Ecco che ora ci vuole il progetto. Cosa fareste con 400.000 €?
In questo momento storico probabilmente mi limiterei ad acquistare un paio di appartamenti ma il nostro business angel vuole un progetto con cui bullarsi al bar quando prende l’aperitivo quindi dobbiamo trovare qualcosa di eccezionale. E quindi eccezionale sia.
Cosa pensate della moda naturalistica attuale (sì, lo ammetto, avevo scritto naturista ^___^). Io penso che sia una buona cosa, purtroppo, come in tutte queste mode, gli sciacalli e gli approfittatori sguazzano felici nell’ignoranza delle persone. Bisogna fare qualcosa, anche nel nostro piccolo, per limitare questo secondo fenomeno. Quale è l’unico vero modo per bloccare i truffatori? La conoscenza, non si può truffare una persona che sa di cosa sta parlando e cosa può aspettarsi. Ecco allora che possiamo iniziare a creare qualcosa di importante e funzionale.
Io sono sempre stato affascinato dell’erboristeria, un’arte antichissima e ancora oggi perfettamente funzionale. Tutte le medicine moderne, in un modo o nell’altro, derivano dall’erboristeria. Moltissimi rimedi erboristici ancora oggi sono pari o superiori ai rimedi medici (pensate alla banalissima liquirizia per alzare la pressione o all’aglio per regolarla).
Quale è il problema allora? Semplice. Molti sembrano riavvicinarsi alle erbe e infatti fioriscono le erboristerie, spesso gestite da persone che di erbe sanno ben poco ma molto sanno di marketing e commercializzazione.
Per fortuna non tutto è negativo, anzi credo che siano molto più numerose le persone che si applicano sinceramente alla riscoperta delle erbe e dei metodi tradizionali di cura che non i truffatori. Ecco allora che dobbiamo venire in aiuto a costoro, noi con la nostra idea.
Il mese scorso ho fatto un corso di erboristeria, un corso senza pretese di grandiosità o completezza, non era certo un corso di diploma o di laurea, però è stato molto interessante e, per certi aspetti, illuminante.
Alla fine del corso si è cercato di organizzare una piccola gita fuori porta, purtroppo il tempo è stato inclemente ed è saltata, ovviamente eravamo dispiaciuta per la cosa, già pregustavamo una bella passaggiata nelle colline intorno a Torino con tappa in un bel agriturismo e nel frattempo avremmo imparato a riconoscere un sacco di piante delle nostre campagne.
Ecco che è scattata la molla nella mia testa bacata. Le persone, soprattutto chi vive in città, hanno un grande desiderio di conoscere meglio e più approfonditamente le erbe e ciò che esse rappresentano anche a livello sociale e storico ma le possibilità per farlo sono molto rare. E quindi perché non creare queste occasioni?
Ecco quindi l’idea. Con una “sommetta” come quella di cui sopra possiamo dare il via ad un progetto che copra almeno l’intero territorio regionale. Il progetto consiste semplicemente nel formare un team di persone con competenze variegate nel campo dall’erboristeria ovviamente, del territorio e del turismo.
A questo punto, contattando la regione e le province per dare il via ad un coordinamento territoriale, si può creare una serie di percorsi turistici che, partendo dalle varie città della regione accompagni, con persone preparate adeguatamente, gli interessati su percorsi finalizzati alla conoscenza del territorio e di quello che può offrire a livello naturalistico.
Io vedo in questo una serie notevole di possibili clienti.
Innanzitutto gli studenti stessi di erboristeria che avrebbero enormi benefici nel poter vedere le erbe nel loro ambiente naturale e poterle confrontare con le piante che crescono nella stessa zona.
Le associazioni, onlus o meno, che organizzano corsi di erboristeria (oi ne conosco una ottima che è il salice ridente), di conoscenza del territorio e via dicendo che potrebbero appoggiarsi e contribuire alla struttura per creare nuovi percorsi e ampliare quelli esistenti
Gli erboristi intesi come proprietari, gestori e commessi di attività commerciali che potrebbero toccare con mano, dal vero e nel loro ambiente ciò che propongono e vendono ai clienti.
Le persone comuni che, come me, sono interessate all’argomento e potrebbero approfittare per passare delle bellissime giornate all’aria aperta imparando cose preziose per la propria salute.
Le scuole che potrebbero organizzare delle gite fuori porta semplici, interessanti e salutari e al contempo insegnare qualcosa di utile ai propri studenti.
In pratica quasi tutti a ben vedere, potrebbero ottenere qualcosa di buono dal nostro progetto.
Cosa serve per metterlo in pratica? Come sempre un progetto ben strutturato con un piano di azione e un business plan presentabili alle strutture pubbliche (nella mia mente i target più interessanti sono provincie e regione ma credo che i singoli comuni vorrebbero approfittarne per aumentare il turismo nella loro zona). Un team di persone preparate e motivate perché l’inizio sarà faticoso. Dei partecipanti entusiasti.
Quindi cosa vi chiedo ora?
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