La “Lingua dei giovani”
La lingua dei Giovani
Una delle prime cose che ho notato, provando anche un profondo fastidio, già all'alba delle prime informazioni che circolavano sul virus, è stato il linguaggio guerresco. Poco a poco quel linguaggio s'è fatto strada e a oggi è difficile trovare qualcuno che non usi termini come "nemico" "guerra" "fronte" "eroi", nella già stanca retorica dell'emergenza.Perché?Ho letto articoli di vario genere che provano a dare una spiegazione, tutti molto ben costruiti e condivisibili.A me ne viene in mente uno di più (immodestamente, lo so).E cioè l'età di una lingua. Ho fatto due calcoli e ho provato a dare qualche pallidissima linea di lettura.La "Lingua della religione" esiste da almeno 12.000 anni (prendendo il tempio più antico mai rinvenuto, Gobekli Tepe, ed evitando di andare indietro alle pitture rupestri).La "Lingua della guerra" esiste più o meno dallo stesso tempo (se prendiamo Cimitero 117 come riferimento).A volte le due lingue si sono fuse in una sola e i frutti di quella mostruosa unione sono sotto gli occhi della storia.Vuol dire che per affrontare la precarietà dell'esistenza e i rivolgimenti del destino, il linguaggio della guerra e quello della religione sono in uso da così tanti millenni che fanno parte della struttura profonda del nostro lessico.Mamma, papà, guerra, dio. Solo più di recente l'umanità s'è dotata di un terzo e poi di un quarto linguaggio.Il linguaggio politico ha 2500 anni (esatti l'anno prossimo, se prendiamo come riferimento il discorso di Pericle).Questa terza lingua la mastichiamo meno, è tutto sommato una lingua giovane come potrebbe essere il greco che si studia a scuola.La lingua più recente è la "lingua della scienza". A prendere Galilei come riferimento è una lingua che usiamo (poco e male) da poco più di 400 anni. Insomma in una prospettiva evolutiva, la lingua che oggi dovremmo usare per parlare di pandemia, la lingua della scienza è un neologismo. Forse allora non stupisce che messi davanti a paure collettive, utilizziamo le nostre strutture più antiche e più consolidate: la guerra e la religione. E infatti questi mesi sono stati un festival di simboli religiosi e di rimandi guerreschi.E forse non è un caso che la politica stenti a trovare un proprio tono rispetto alla crisi.E forse, che la lingua della scienza, dei medici, fatichi così tanto ad essere ascoltata, capita, e usata lo si deve anche alla sua giovane età.
(Nell'immagine "Torre di Babele" Duomo di Monreale).















