In occasione della mia recente esperienza sui Monti Sibillini mi hanno intervistato qui. http://keeponlive.com/magazine/live-people/goldblesscomputers-10heartz-sibillian-soundtales-marche-terremoto/
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In occasione della mia recente esperienza sui Monti Sibillini mi hanno intervistato qui. http://keeponlive.com/magazine/live-people/goldblesscomputers-10heartz-sibillian-soundtales-marche-terremoto/
Rifugio del Fargno
Alta quota
I giorni passano veloci su queste montagne e tra poco è già il momento di tornare a casa. Sabato ritornerò a bassa quota, e un pò mi dispiace. Avrei passato volentieri altro tempo quassù. E’ un’esperienza davvero immersiva.
Suona presto la sveglia, tempo di un caffè è una brioche al bar e sono già seduto sul sedile posteriore della Jeep di Andrea. Andrea ha rilevato tra le altre cose la gestione del rifugio del Fargno, un posto meraviglioso a 1.840 m di altitudine. Si è offerto di accompagnare me, Chiara e Luca (un amico che è venuto a trovarci) lassù. Dopo un’oretta di viaggio su una strada che sembra un campo di battaglia arriviamo al rifugio. Da lassù puoi vedere le montagne a 360 gradi. L’impatto visivo è stupendo. Da qualsiasi angolazione guardi il paesaggio sembra una cartolina, o una di quelle foto su Instagram con hashtag #nofilter da 500 like :) Nello zaino ho il microfono, il computer e un paio di cuffie. Ho deciso che potrei lavorare un pochino da lì. Ho ancora molto lavoro da fare. Ci sono decine e decine di minuti di registrazioni da sbobinare e comincio il mio lavoro. E’ una mattinata molto produttiva, si vede che lavorare ad alte quote ossigena il cervello. Mangiamo qualcosa e torniamo giù in paese. Passerò il resto della giornata a lavorare al mio lavoro di residenza che presenterò giovedì sera a Camerino. Un cicchetto di amaro Sibilla e mi rintano nel sacco a pelo. L’ho già scritto che quassù è un freddo cane? Continua..
Tasselli di un puzzle
Mi sveglio di buon ora per lavorare al mio progetto. Nella stanza accanto alla mia oltre a Chiara c’è pure Luca Giachi, uno scrittore romano che ospiteremo per una notte. È qui sui Monti Sibillini per raccontare ciò che accade nelle residenze di 10Heartz. Poco dopo il risveglio dei miei coinquilini ci raggiunge Claudio, un fotografo di Pollenza (MC) che ci seguirà durante la nostra giornata. Vorrebbe scattarci qualche fotografia. Comincio ad unire i tasselli del puzzle. Ogni persona che incontro, ogni racconto sta trovando un luogo nei miei racconti sonori. Tempo di un veloce pranzo e incontriamo Peppe, un soccorritore alpino del luogo. La persona giusta a cui chiedere informazioni di carattere tecnico e geologico su queste aree. Ma non solo: Peppe conosce tutto di queste montagne. Abbiamo appuntamento con lui dopo pranzo al bar del paese. Io, Chiara e Claudio saliamo sulla sua jeep e cominciamo a percorrere strade sterrate in mezzo alla valle sotto al monte Bove. Ci racconta di com’era il versante di quella montagna prima che il sisma ne staccasse una parte. La montagna franando ha finito per distruggere parte del bosco circostante. Le buche della strada sterrata che stiamo percorrendo fanno sobbalzare la jeep ed è seriamente difficile riuscire a registrare le nostre conversazioni. Ci racconta del suo lavoro da soccorritore alpino. Negli anni ha visto cose molto dolorose, come molti corpi senza vita di alpinisti, bikers o sciatori recuperati tra le rocce. L’incontro con Peppe è molto importante per comprendere meglio alcuni aspetti del luogo in cui sto vivendo da alcuni giorni. Approfitto di alcune piccole soste per allontanarmi dal resto del gruppo e registrare il cinguettio di alcuni uccelli. Attorno a me solo il vento tra le foglie, il rumore di un piccolo ruscello e i miei passi tra i sassi. Di fronte a me, sul lato opposto del versante montuoso, un piccolo gruppo di case isolate. E’ una frazione chiamata Casali, rimasta disabitata e parzialmente distrutta dal sisma. Salutiamo Peppe e ci dirigiamo a casa di Patrizia. Ne approfitto per fare una lunga chiacchierata con lei e registrare tutto. Parliamo per quasi un’ora sulle poltrone di legno sotto la veranda di casa. Ritorno di corsa a C.A.S.A. per ascoltare le registrazioni e sonorizzare qualche registrazione ambientale. Il tempo per la scrittura in questi giorni è davvero ridotto all’osso ma queste gite in mezzo alla natura mi aiutano molto a riflettere e organizzare mentalmente il lavoro. E’ come se immaginassi già ciò che vorrei comporre. E infatti i temi musicali che stanno uscendo risultano assai spontanei ed immediati. Ho realizzato un tema partendo da un arpeggio fatto con un synth e ho iniziato a stratificarlo con accordi e suoni. Tutti registrati alla prima, senza alcun tipo di taglio o editing. Non avevo mai lavorato in questo modo ma trovo che per questo genere di progetto sia la strada migliore da seguire. Anche gli errori, nel loro complesso, possono essere un valore. Continua..
Sotto al monte Bove
Pensavo che avrei avuto più tempo per scrivere, scattare fotografie e documentare questa esperienza. Invece le giornate passano in fretta qui. Ho conosciuto Renato, un signore settantaquattrenne di Casali, una minuscola frazione di fronte al Bove, una montagna imponente che svetta sul Parco Nazionale dei Monti Sibillini. Guardandolo bene si vedono sulla sua parete dei solchi profondi, delle scie più chiare che scorrono fino a valle. Mi hanno spiegato che sono i percorsi tracciati dalle frane e dai detriti scesi durante il sisma. Renato è il vicino di casa di Patrizia. Anche lui vive all’interno di una S.A.E. (Soluzioni abitative di emergenza). Vogliamo incontrarlo perché ci hanno detto essere una persona estremamente interessante, con un vissuto degno di essere raccontato. Conosce diversi passi della Divina Commedia e della Gerusalemme Liberata a memoria e questo ci basta per chiedergli un po’ del suo tempo per parlare con noi. Ci accoglie di fronte all’uscio di casa con un cesto di cicorie selvatiche appena raccolte che sta attentamente selezionando. Io e Chiara prendiamo un paio di sedie e ci accomodiamo accanto a lui. Accendo il registratore e ascolto ciò che ha da dirci. È una persona estremamente lucida e razionale. Ci spiega che nella vita ha sempre fatto il pastore ma che si è avvicinato alla lettura di alcuni classici delle letteratura grazie ai libri che possedeva suo padre. Scrive anche poesie. Parliamo della sua vita, delle sue avventure e dei suoi ricordi legati al terremoto. La piccola frazione nella quale ha vissuto tutta la vita è stata completamente distrutta dal sisma. Racconta il momento della scossa con estrema freddezza: ‘tremava tutto e io ero lì, fermo. Non ho fatto nulla e mi sentivo stranamente tranquillo’. Ho riascoltato la registrazione della nostra chiacchierata e credo che alcuni passaggi debbano essere assolutamente inclusi nel mio racconto sonoro. Mi sono infatti reso conto che le registrazioni più interessanti fatte fin’ora sono i discorsi fatti con gli abitanti del luogo. Meglio dei suoni della natura, quelli potrebbero essere stati registrati ovunque. Comunque non demordo! Prima di rientrare a casa, passiamo dal vecchio capanno di Patrizia a prendere della legna. Vogliamo accendere il fuoco questa sera. Abbiamo organizzato una cena da noi. Siamo in tanti: arrivano Persian Pelican con le chitarre (un duo musicale che partecipa tra gli altri al progetto 10heatrtZ), il loro fonico da Roma, Luca (uno scrittore romano che documenterà le nostre residenze), Patrizia, Silvia e Francesca del collettivo ospitante 10heartZ e alcuni amici di amici. Si mangia, si beve, si suona e si fa conoscenza. In tutto ciò ho iniziato a scrivere musica, stanno uscendo cose interessanti e non vedo l’ora di avere altro tempo per radunare le idee. Ecco.. il tempo è quello che manca. Stacco che domani devo alzarmi presto. E’ prevista una visita al rifugio del Fargno. Dicono che da lì si veda un panorama meraviglioso. Continua..
Cammino
Io e Chiara ci alziamo alla buon ora per raggiungere un gruppo di persone con cui faremo una lunga camminata da Visso a Ussita passando tra i sentieri di montagna. Il cielo è sereno e la pila del mio registratore è carica. Nello zaino ho una borraccia, un piumino, degli auricolari e una barretta di cioccolato. Cominciamo a camminare. La luce filtra tra i rami degli alberi e io cerco di estraniarmi ascoltando musica sul cellulare. Ho bisogno di emozionarmi. Ascolto una playlist che ho preparato prima di partire: dentro c’è musica triste ma è quello di cui ho bisogno per entrare in connessione con questi sentieri. Tolgo gli auricolari e mi distacco dal resto del gruppo per sentire solo il rumore dei miei passi sulle foglie secche. Accendo il microfono e registro. I suoni del vento sulle foglie, i miei passi, il cinguettio degli uccelli in lontananza. Incontro il resto del gruppo dopo alcune ore nel centro del paese. Tempo di un panino e trovo il tempo di scambiare quattro chiacchiere con Claudio, un fotografo marchigiano che ha allestito una mostra all’interno del parco di Ussita. Parliamo dei suoi soggetti fotografici, del concetto di provincia e del suo modo di interpretare la fotografia. I suoi scatti in bianco e nero mi piacciono molto. È una persona estremamente cordiale e interessante e spero di rincontrarlo in questi giorni per approfondire alcuni discorsi. Mi riaccompagna in paese a recuperare la mia macchina e mi metto in moto. Ho poche ore di sonno alle spalle che si accumulano a quelle del giorno precedente e sono stanco da morire. Torno a casa, accendo il fuoco e leggo un libro di leggende sui Monti Sibillini. Pare che prendano il nome dall’oracolo della Sibilla che insieme alle sue ancelle tesseva una tela color oro fatta con i raggi del sole. È tutto così surreale e il tempo scorre talmente veloce che non ho ancora avuto il tempo di trasformare queste storie in musica. Continua..