Il lavoro: le nostre radici, il nostro futuro
Questo il motto di quest'anno del Concertone del Primo Maggio che, come da tradizione, si è tenuto ieri in Piazza San Giovanni in Laterano, organizzato dai tre sindacati confederati: CGIL, CISL e UIL. Una vera e propria maratona musicale che dal 1990 tiene compagnia agli italiani dalle 15 del pomeriggio fino a tarda notte della Festa dei Lavoratori.
E proprio gli organizzatori Massimo Bonelli e Carlo Gavaudan hanno dichiarato:
«Quest’anno abbiamo voluto dare al palco del Primo Maggio quell’impronta di contemporaneità che l’ha contraddistinto nelle sue prime edizioni, provando così a rappresentare al meglio l’attuale momento musicale italiano».
Ecco, infatti, che la line up dell’edizione 2017 del Concertone ha visto sul palco, tra gli altri:
Brunori Sas, al secolo Dario Brunori, cantautore quarantenne della provincia cosentina. Nel 2003 il suo esordio musicale nel collettivo Minuta, nel 2005 fonda con Matteo Zanobini e Francesca Storai la dream-pop band Blume, con grande consenso della scena musciale indipendente che lo premia nel 2006 in occasione del MEI (Meeting Etichette Indipendenti). E' però nel 2009 che si affaccia al cantautorato italiano col nome di Brunori Sas.
Pubblica così il suo album d'esordio “Vol.1”: un vero e proprio canzoniere italiano, fatto di sonorità retrò e immaginario anni 90. Diverso da “Vol. 2: Poveri cristi” (2011) in cui il racconto autobiografico lascia spazio alle storie di vita altrui. Nel 2014 Brunori chiude il cerchio con “Vol. 3 – Il Cammino Di Santiago In Taxi” che vi invitiamo a prendere in prestito in biblioteca.
Ascoltiamo invece il suo ultimo successo, trasmesso da tutte le maggiori radio italiane in questi giorni, e primo singolo del nuovo album A casa tutto bene (2017).
Levante (Claudia Lagona) nata nel 1987 a Caltagirone, è bella, canta da quando era bambina, suona la chitarra, disegna e ha attirato l'attenzione del grande pubblico con il ritornello, quasi un urlo, "che vita di merda"del suo primo singolo Alfonso, tratto da Manuale distruzione, diventato il tormentone dell'estate 2014.
Max Gazzè l'ha ascoltata e ha deciso farle aprire il suo tour. Fiorello l'ha invitata all'edicola a cantare con chitarra e voce. Nel 2015 arriva Abbi cura di te e da pochi mesi è uscito il terzo capolavoro dell'artista siciliana, Nel caos di stanze stupefacenti, ideale successore di Abbi cura di te, questo album vede la presenza di Antonio Filippelli al banco di regia e nuove sonorità più elettroniche e ritmate.
Vasco Brondi, alias Le Luci della Centrale Elettrica, è un giovane artista con la capacità di far discutere molto. All'uscita del secondo disco Per ora noi la chiameremo felicità (2010), criticato di essere troppo simile al debutto Canzoni da spiaggia deturpata (2008). O, viceversa, perché il terzo album Costellazioni (2014), che invece ha una svolta stilistica, ha scontentato alcuni fan della prima ora. Ma Vasco Brondi, ha dimostrato di non curarsene troppo e andare dritto per la sua strada: dischi (quest'anno è uscito il suo ultimo progetto Terra), libri (Anime galleggianti, Nave di Teseo 2016), graphic novel (Come strisce che lasciano gli aerei, Coconino 2012) e ora anche la nomination ai David di Donatello per L'estate addosso, brano che prende il titolo dal film di Muccino di cui ha scritto il testo insieme a Lorenzo Jovanotti Cherubini.
E poi ancora, Ex-Otago, Ermal Meta, Fabrizio Moro, Lo Stato Sociale, Samuel, Rocco Hunt, Motta, Gabbani e molti altri, fino agli ospiti internazionali come Editors, Public Service Broadcasting e Bombino.
Ma c'è anche chi, con la sua solita ironia sul concertone del primo maggio prova a riderci su, pur nell'assoluto rispetto di una festa così importante.