Il Ministero della Verità del romanzo 1984 di Orwell, adibito alla falsificazione delle fonti e dei documenti, potrebbe avere qualcosa da nascondere anche sul conto di Radamel Falcao. L'attaccante colombiano è al centro dell'attenzione mediatica per una notizia rilanciata dal telegiornale colombiano Noticias Uno. Lo scoop riguarda l'età di nascita del Tigre: Falcao non avrebbe 27 ma 29 anni. Il notiziario ha mostrato un registro delle scuole elementari con la foto del piccolo Radamel e anno di nascita 1984. In virtù di questa falsificazione il bomber avrebbe giocato e vinto un Sudamericano Under 20 con la Colombia nel 2005 a 21 anni. Le conseguenze più rilevanti, e che differenziano questo caso da quello di Taribo West, Eriberto-Luciano e gli altri africani dalla carta d'identità incerta, sono di carattere economico.
Falcao è stato comprato dal Monaco per una cifra vicina ai 60 milioni di euro, con un ingaggio di 14 milioni di euro l'anno. Il contratto, quinquennale, è stato stipulato in considerazione della piena maturità del calciatore, 27 anni, con 5 anni di carriera ad alto livello ancora da giocare. Ora la prospettiva cambia, perché Falcao verrebbe pagato 14 milioni d'euro anche a 34 anni, età che di sicuro non giustifica uno stipendio così alto.
Inoltre il danno patrimoniale emerge dal punto di vista del prezzo del cartellino. Un calciatore da 27 a 29 anni si deprezza notevolmente. Basti pensare alle grandi cifre offerte dal Manchester City per De Rossi. Il calciatore romanista godeva di una valutazione importante intorno ai 25 milioni di euro ma ora, all'alba dei 29 anni, può essere ceduto per una cifra assai inferiore.
L'Atletico Madrid non avrebbe mai potuto esigere il pagamento di 60 milioni di euro della clausola rescissoria a fronte di un calciatore di 29 anni, dovendosi accontentare di una cifra inferiore.
Il caso è spinoso. La parte danneggiata è senza dubbio il Monaco ma anche l'Atletico Madrid potrebbe essere considerato parte lesa in quanto l'acquisto dal Porto di Falcao è stato di 47 milioni per un giocatore che avrebbe avuto 27 anni e non 25. A guadagnarci da questa situazione è stato sicuramente il calciatore, in virtù di contratti ben remunerati, e il suo procuratore, Jorge Mendes, per le onerose parcelle.
La FIFA, nel suo regolamento sui trasferimenti, non sembra avere le armi adatte per affrontare la vicenda. La transazione è formalmente regolare, e la risoluzione del contratto per giusta causa comporterebbe un danno aggiuntivo per il Monaco. La FIFA potrebbe imporre una squalifica al tesserato, ma occorrerebbe contemporaneamente una pronuncia di un tribunale civile per il maxi-risarcimento (che sarebbe clamoroso) nei confronti del Monaco da parte di Falcao. In caso di semplice esclusione dalle competizioni il club del Principato si ritroverebbe privato un calciatore fondamentale, subendo così un danno ulteriore.
Un'ipotesi di annullamento del contratto, ammesso che sia possibile, scaricherebbe la perdita finanziaria sull'Atletico Madrid che, ignaro della truffa sull'età di Falcao, dovrebbe rimborsare i 60 milioni di euro al Monaco e tenere parcheggiato a deprezzarsi il colombiano, che sarebbe squalificato.
Ogni soluzione, dal punto di vista finanziario, finisce in un cul de sac. Senza considerare la problematicità del controllo effettivo dell'età in alcuni Paesi, perché la causa, milionaria, potrebbe comportare ulteriori truffe a copertura del raggiro. L'unica opzione percorribile potrebbe essere la rinegoziazione del contratto per gli ultimi 2 anni, con deciso abbassamento dell'ingaggio. Invece conseguenze più pesanti potrebbe subirle la nazionale colombiana, dalla revoca del titolo Under 20 alla squalifica del bomber ai prossimi Mondiali.
Questa storia di Falcao rappresenta solamente la punta di un iceberg fatto di interessi economici di procuratori e talent scout che tolgono anni ai loro assistiti pur di renderli più appetibili dal mercato, soprattutto in Africa. Ma è la prima volta che tale pratica potrebbe avere ripercussioni finanziarie, e di conseguenza giuridiche, clamorose.