Hey PO3 we can read you like a book. We can see the worry within you. In the grand scale of things you are at M and gamefuna mercy.
"What they said!"
"I said be quiet... I'm fine. I'm not worried about anything, especially not that or-"
"Yea, I don't believe you. Look I'm not so sure about this Gamefuna lot but I'm not gonna do anything to you, how much you've annoyed me already should be evidence."
Beta: Server di Discord (ad eccezione di un pezzettino)
Fandom: Sarnemo RPF (Cenone di Natale AU/Sanremo Family AU)
Ship: Ehm... Nessuna? (cioè voglio davvero fare ancora finta che non ci sia una ship?)
Avvertimenti: Avvenimenti scollegati tra loro in ordine cronologico da Pasqua all’inizio dell’estate, probabilmente tutto molto confuso, oh irony, roba seria mascherata da roba leggera, menzioni anacore che non guastano mai, per un pezzettino dato che il POV è diverso c’è del misgendering
Note autore: Ci tenevo a postare qualcosa della mia queue in onore del MtF day che è oggi... Quindi sì, con un piccolo bonus... Ecco qui! (on another note: farò la brava persona e metterò la ship almeno nei tag, quindi se siete interessat* dateci un’occhiata.) Se siete confus* su cosa dovrebbe essere tutto ciò (X) e (X). Qui si segue come procedono le cose con Cally ed Anita dal momento un cui li avevamo lasciati.
«Pronto?» Cally risponde al telefono senza neanche guardare il nome del contatto, pensa che a quest’ora del mattino può essere solo Rancore che deve gestire un’emergenza con Anastasio o magari Riccardo che ha avuto qualche idea folle. Dall’altro capo del telefono arriva un sospiro «Ti ho svegliato, vero? Diamine, mi dispiace…» dice una voce che Cally ci mette un momento a riconoscere. È più acuta del solito, più femminile, ma è inconfondibile. E poi quale altra persona che conosce potrebbe mai usare “diamine” come esclamazione? «A- Anita? No, non mi hai svegliato… Tu, piuttosto, che diavolo ci fai sveglia a quest’ora? Sono le… Sono le cinque del mattino!» risponde Cally confuso dopo aver buttato un occhio all’orologio del salotto. Sente una risatina nervosa e poi Anita risponde «Io… A volte mi sveglio molto presto… E comunque potrei farti la stessa domanda!» dice quasi con tono di rimprovero. Cally scoppia a ridere «Guarda che mi hai chiamato tu… Soffro di insonnia comunque. Posso sapere perché mi hai chiamato a quest’ora?» chiede ancora e poi non riesce a trattenersi dal prenderla un po’ in giro «Che, non riuscivi a smettere di pensarmi?» aggiunge subito ridendo tra sé e sé. «Ma senti questo! Io gli confido una cosa e subito si sente chissà chi! Incredibile!» risponde con finta indignazione Anita.
Cally si accorge che si sta sforzando di nuovo di far suonare la sua voce più acuta e non può fare a meno di chiedersi quanti esercizi abbia dovuto fare per ottenere quel risultato. C’era stato un periodo in cui anche lui avrebbe voluto imparare a modulare la sua voce a seconda che si sentisse più maschile o più femminile, ma non ci è mai riuscito, forse anche perché non si è mai liberato della paura di danneggiare le sue corde vocali. Gli sta bene così, alla fine. È uno di quelli che non ha bisogno di grandi modifiche per sentirsi più femminile, in un certo senso si sente fortunato. «No…» la voce di Anita, improvvisamente più seria lo riporta alla realtà «No, ti ho chiamato… Riguardo a quello che ti ho detto… Io… Non l’ho mai… Mai detto a nessuno. Neanche Claudia lo sa e… Ecco non so bene come gestire questa cosa… È tutto nuovo e… Mi ero abituata a dover tenere tutto nascosto… Io non voglio che questo cambi il tuo modo di vedermi solo perché provi pena per me o qualcosa del genere… Se ti stavo sulle scatole prima, ti sto sulle scatole anche adesso… Ti chiedo solo di non… Non… Dirlo in giro…» la sua voce diventa sempre più un sussurro man mano che va avanti.
Cally è estremamente confuso «Primo: che cazzo?! Ti ho detto che non intendo parlare di questa cosa con nessuno, è una tua decisione e lo capisco bene. Secondo: che cazzo?! Se ti ho evitato fino ad adesso è stato perché avevo un’idea di te che mi hai provato essere sbagliata. Non credevo che avresti parlato in quel modo alla zia Rita, non credevo che ti interessassi tanto o che ammirassi noi del gruppo dei cugini e non credevo assolutamente che avessi nascosto per tutto questo tempo la tua identità… E sono onestamente mortificato per tutto questo. Non dico che sono il tuo fan numero uno adesso, ma vorrei poterti conoscere, perché mi pare chiaro che fino ad adesso non avevo assolutamente idea di chi tu fossi su nessun livello. Mi dispiace se avevi altri piani, ma da adesso ti sei guadagnata un’impicciona amica lesbica. Se hai bisogno puoi trovarmi più o meno a qualsiasi ora, rispondo sempre al telefono ed aspettati che ti trascini a fare baldoria da qualche parte prima o poi… Chiaro?» risponde Cally quasi offeso, ma alla fine si accorge di star sorridendo. «Okay.» risponde piano Anita «Grazie, Cally.»
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Quando ormai tutti si sono sistemati da un po’ fa il suo ingresso Diodato, con la sua solita aria composta, alcuni lo osservano, ma nessuno lo saluta con più di un cenno del capo. «Direi che ci siamo tutti, allora.» annuncia Raphael mentre finisce di preparare l’ultimo tavolino da gioco «Ognuno può sistemarsi al tavolo che preferisce, oppure favorire dei biscotti che ha portato Enrico.» continua con un grosso sorriso. La serata giochi della famiglia ha inizio. Non ci sono proprio tutti ad essere onesti, più che altro solo i giovani, ma va bene così. Non tutti sono interessati. Diodato esce quasi subito per prendere una boccata d’aria. «È appena arrivato e già va a stare sulle sue…» commenta Rancore appena Diodato si trova fuori portata d’orecchio. Cally fa spallucce «Godgiven è sempre Godgiven, no?» risponde lanciando due fiches sul tavolo e buttando giù le sue carte. Anastasio si mette le mani nei capelli «Ma che cazzo, Cally hai vinto di nuovo! Un’altra scala, ma ti rendi conto?» commenta più frustrato che incazzato. Cally fa di nuovo spallucce «Sai come si dice… Fortunato al gioco… Comunque la ruota della fortuna gira, no? Vado a fare una pausa paglia, scusatemi…» risponde Cally quasi con indifferenza mentre si alza e prende il pacchetto di sigarette dalla sua giacca.
Cally esce in giardino e vede Anita seduta sul dondolo. Si va ad appoggiare alla parete lì accanto e si accende una sigaretta «Allora, come sta la mia ragazza preferita?» chiede con un sorriso. Anita alza la testa per incrociare il suo sguardo e ricambia il sorriso «Molto meglio adesso.» risponde a bassa voce.
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Cally si siede sul divano di Anita e nota un porta-cd proprio lì accanto e un raccoglitore di dischi. Ovviamente è il tipo da avere sia cd che dischi in vinile. Per distrarsi decide di guardare qualche titolo «Hai dei gusti musicali più vari di quello che avrei pensato, sai? Sono piacevolmente sorpreso…» commenta a voce più alta che può per farsi sentire da Anita nell’altra stanza. Sente una piccola risata arrivare in risposta «Grazie, immagino… Non so se è esattamente un complimento… Puoi mettere su della musica se ti va! I lettori sono vicini alla televisione…» gli dice Anita. Cally non se lo fa ripetere due volte e mette su un cd, forse qualcosa di Elvis Presley. Segue il ritmo della musica e si mette a ballare un pochino mentre aspetta che Anita si faccia viva.
Ad un certo punto sente che si schiarisce la gola da dietro la porta della sua camera «Okay… Sono pronta… Sii buono, ti prego.» annuncia e Cally ridacchia «Non ti posso promettere nulla, ma farò del mio meglio. Ti propongo una sfida, magari ti aiuta a scioglierti un po’…» risponde con calma «Oh. Okay… Spara.» lo incita Anita «Sfila a tempo di musica.» dice semplicemente Cally con soddisfazione. Anita non risponde, ma Cally riesce a capire che sta dibattendo se dargli retta oppure no. Senza preavviso apre la porta di scatto ed arriva in sala a tempo di musica come proposto da Cally. Non è vestita in modo particolarmente elaborato… Una gonna lunga ed una camicia, ma si vede quanto si senta a suo agio. Cally si rende conto di non averla mai vista con le gambe scoperte, che sono completamente depilate. Sospetta che sia per quello che ha sempre portato pantaloni lunghi anche d’estate. Per poter avere quel pizzico di libertà nel suo corpo. Cally non può fare a meno di sorridere. «Oh la la…» commenta prendendo la sua mano per farle fare una piroetta prima di trascinarla in un twist improvvisato «Devo dire che ti preferisco molto più così che con la tua maschera da “cugino Diodato”.» aggiunge subito. Anita sorride ed abbassa lo sguardo, ma Cally riesce a notare che ha gli occhi lucidi. «Grazie… Vestirsi per me è bello, ma potermi far vedere da qualcun altro così è… È molto meglio.» risponde con un sorriso rilassato.
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«Ti ringrazio per avermi invitata a casa tua…» commenta Anita mentre mangia il suo gelato. «So che non è esattamente lo stesso mangiare il gelato in casa propria…» aggiunge subito con aria colpevole e Cally ridacchia «Ehi, intanto ti assicuro che il sapore è sempre lo stesso… E poi la compagnia è molto più importante del luogo. Potrebbero anche propormi di mangiare del gelato nei giardini di Buckingham Palace, ma se dovessi farlo con mio fratello Alberto o con la zia Rita rifiuterei subito!» risponde quasi facendo cadere i loro bicchieri mentre agita le braccia. Anita si mette a ridere e sembra rilassarsi «Oh, okay okay, capisco che intendi…» commenta e apre la bocca per dire qualcos’altro, ma Cally la precede «Comunque capisco… Non ti senti pronta a girare per strada presentandoti in modo femminile, ma arriverà anche quel momento. Fino ad allora, ci sono un sacco di attività che possiamo fare in casa. Per me non c’è nessun problema. Ti ho promesso di esserti amica, no? …E a questo proposito non ti ho ancora fatto i complimenti per questo vestito! Direi che lo stile vintage fa davvero per te…» fa una piccola pausa indicando con un gesto vago il vestito di Anita e poi riprende il filo del discorso «Comunque capisco come ti senti, lo sai anche io ho avuto difficoltà al tempo del mio coming out. Cazzo, sembra quasi un secolo fa adesso…» dice con serietà sorridendole. «Non ne ho mai potuto parlare con te direttamente… Però ho sempre ascoltato quando ti spiegavi con i miei cugini… Come…? Ecco… Come funziona per te…? Come hai fatto all’inizio?» chiede Anita con fare insicuro «Se posso chiedere ovviamente, non sentirti obbligata- Accidenti scusa… Non sentirti obbligato a rispondere.» aggiunge in fretta.
Cally alza le mani «No, no tranquilla, va bene… Intanto, puoi usare anche il femminile. Uso il maschile perché è più comodo per tutti, ma non mi dispiace per niente il femminile, anzi, ogni tanto scappa anche a me.» comincia subito e le fa un sorriso per cercare di rassicurarla «Per è… Sicuramente molto diverso… Ho sempre sentito di non essere completamente a mio agio con la sfera maschile, ma nemmeno con la sfera femminile e pensavo che… Beh, pensavo che fossi io ad essere strano, capisci? Insomma nessuna delle persone che conoscevo, quando ero alle elementari o alle medie o alle superiori, dimostrava di avere quello stesso disagio… Ho provato ad ignorare la cosa, mi dicevo che erano i soliti problemi da adolescenti di cui senti tanto discutere. Alle superiori ho iniziato a sentire parlare di comunità LGBT. Sempre di nascosto, sempre solo tra alcuni ragazzi… Però mi ha spinto ad informarmi, a cercare di capire. Spesso sentivo gli adulti della famiglia che ne parlavano, ma solo tra di loro. Perfino mio padre faceva pochissimi accenni e mai a me e mio fratello. Comunque alla fine ho scoperto delle identità di genere. E più leggevo, più mi ritrovavo in quelle descrizioni e in quelle testimonianze. È stato un po’ spaventoso perché era tutto molto nuovo, ma anche una bella sensazione perché sapevo di non essere il solo, sapevo che c’era un nome per quello che provavo ed era normale.» spiega Cally con calma mentre continua a mangiare tranquillamente il suo gelato. È evidente per Anita che ha affrontato il discorso talmente tante volte che ormai è quasi come parlare di un argomento qualsiasi. Smette di mangiare ed abbassa la testa. Lei invece si sente ancora così bloccata…
Cally trattiene una risata ed indica il gelato di Anita «Guarda che se non lo mangi adesso si scioglierà tutto.» commenta facendola risvegliare dal suo momento di riflessione «Ho sentito che tu hai fatto coming out molto presto però… Com’è andata con tuo padre? Non riesco ad immaginare Raphael che reagisce male, ma non voglio presumere…» si affretta a dire mentre cerca di tirare su il più velocemente possibile le gocce che colano lungo il cono del suo gelato. Cally sbatte le palpebre un paio di volte «Ehm… Sì, sì… In pratica appena l’ho capito. Sono andato da Pa pronto a sentirmi dire chissà che cosa.» inizia a raccontare e si fa sfuggire una risatina al ricordo «Ecco… Arrivo lì dicendogli “Pa, ti devo parlare. È importante. Tu mi ascolti e poi puoi rispondere. Ma non mi devi interrompere, okay?” e lui si è subito preoccupato, perché chissà che avrà pensato. Mi ha fatto sedere accanto a lui sul suo letto, ha chiuso la porta e ha aspettato che iniziassi a parlare. Io ho quasi sputato tutto… Ho iniziato a parlare a raffica di tutto quello che avevo letto, dei commenti che sentivo in famiglia sulla comunità LGBT, di come mi sentivo io… E poi ho concluso con “Quindi sono non-binary. E non me ne frega se ti sta bene o no.” Mi ero caricato così tanto che ero diventato rosso. E lui non riusciva a credere a come avevo affrontato così deciso quel discorso… Mi ha abbracciato fortissimo. Ti giuro, ha una presa quando vuole che rischia di stritolarti, peggio di un orso… E poi mi ha detto “tale padre, tale figlio” e si è messo a ridere. Io invece, che ero ancora così pieno di adrenalina che stavo tremando, ci ho messo cinque minuti buoni a capire cosa volesse dire.» Cally sorride ancora, allegro «Per fortuna grazie a Pa ho avuto meno problemi con l’abituarmi a presentarmi con la mia identità. All’inizio pensavo di dover essere per forza il più androgino possibile, o di dover sempre mischiare elementi maschili e femminili… Come se avessi dovuto “provare” la mia identità con il mio modo di presentarmi… Poi anche grazie a lui, ho capito che bastava essere me stessa. Ogni tanto integro elementi più maschili o più femminili nel mio modo di presentarmi e ogni tanto no. Va benissimo in ogni caso. Ma ricordo bene che le prime volte che sono andata in giro con elementi che erano chiaramente “fuori dalla norma”, per dire l’equivalente di un cartello al neon che dice “EHI QUESTA È UNA PERSONA QUEER”, ero terrorizzata. Davvero. Quindi, anche se non ho avuto esattamente la tua stessa esperienza, ecco… Capisco che puoi avere difficoltà anche ad uscire come te stessa.» conclude seriamente guardando Anita dritta negli occhi. Lei ha di nuovo smesso di mangiare per concentrarsi solo sulle sue parole.
«In realtà, io… Un paio di volte sono uscita in panni femminili… Da sola… Però… Senza mai andare davvero in luoghi molto affollati… Escludendo un paio di locali… Ma… Una volta rischiai di farmi beccare da mio padre e allora… Non l’ho più fatto… Anche se dovessimo per sbaglio incontrare uno dei tuoi cugini sarebbe difficile anche solo spiegare perché stiamo prendendo un gelato insieme, figurarsi perché io sono… Vestita da donna. Però sono convinta che arriverà il giorno in cui ci riuscirò davvero. Diamine. Hai avuto molto più coraggio tu nella tua adolescenza che io da adulta…» commenta Anita quasi con vergogna. Cally prende un tovagliolo tra le mani e lo piega mentre risponde «Intanto, non è una questione di coraggio… Ognuno ha i suoi tempi, per qualsiasi cosa. Poi buon per te che hai un’amica lesbica con cui essere te stessa, no? E infine…» sorride e si sporge oltre il tavolo «Mi preoccuperei di più del fatto che non riesci a mangiare il gelato senza sporcarti il naso.» conclude ridacchiando mentre con il fazzoletto pulisce la punta del naso di Anita. Lei subito diventa rossa e si copre la faccia con le mani «È colpa tua! Mi hai distratta con tutti questi discorsi importanti e io…» prova a replicare con evidente imbarazzo e Cally scoppia a ridere ancora di più «E tu ti sei dimenticata come si mangia?» commenta tra le risate «Beh, felice di sapere che ho questo effetto ipnotico su di te, sono lusingato…» aggiunge subito continuando a ridere.
Quando finalmente Cally riesce a calmarsi, Anita scopre il volto e gli sorride leggermente «Grazie comunque.» dice seria «Sei davvero un’ottima amica. Anche se questa potevi risparmiartela…» aggiunge con un leggero tono ironico di rimprovero. Cally alza le mani «Scusa, scusa… In qualità di amica è mio compito prenderti un po’ in giro, oltre che dare qualche consiglio… E per essere del tutto onesti, anche tu hai un free pass per prendermi un po’ in giro, quindi sentiti libera di dare del tuo peggio.» risponde Cally divertito ed Anita sorride rilassata «Ah sì? Mhhh, bene… Vedremo…» commenta «E riguardo i consigli hai qualcosa da suggerire adesso?» chiede poi incuriosita indicando con un gesto la sua figura. Cally si strofina il mento con due dita corrugando la fronte «Mhhh… Come ho detto il vestito è perfetto… Devo dire che ti sai truccare davvero bene… Mhhh… Sai forse potresti farti crescere un po’ i capelli… Secondo me staresti bene… Se riesci a farti un taglio abbastanza androgino puoi sentirti più femminile senza dare sospetti alla famiglia. Che dici?» risponde con convinzione «Sai… È davvero una buona idea.» ribatte Anita con un sorriso.
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Cally si sta godendo il sole dalla sua sdraio mentre il resto della famiglia è sparso in giro per la spiaggia impegnato nelle più disparate attività. Edo e Lauro si sono piazzati al bar a riempirsi di gelato ed alcol e sembra che non abbiano molta voglia di fare altro; zia Tosca ha deciso di fare una passeggiata alla ricerca di belle conchiglie con cui probabilmente vuole fare collane e braccialetti per tutti; mentre Francesco ha trascinato Paolo in una lunga partita a racchettoni di cui nessuno sta tenendo il punteggio. A qualche sdraio di distanza da Cally c’è anche Riccardo, troppo impegnato a scambiarsi messaggi al telefono con Eugenio, che non è potuto venire in vacanza, per notare qualsiasi cosa stia accadendo intorno a lui.
Ad essere onesti Cally sa benissimo che Riccardo non è l’unico che non si sta veramente godendo la vacanza di famiglia al mare. Normalmente Cally starebbe quasi tutto il tempo in acqua, ma quest’anno ha preferito rimanere sulla spiaggia a prendere il sole. Qualche fila di sdraio dietro di lui Anita sta facendo lo stesso, o meglio sta nascosta sotto un ombrellone, completamente vestita, con un grosso libro in mano. Ha sempre fatto così ad ogni vacanza con la famiglia allargata che Cally riesce a ricordare. È riuscita a rivelargli che non si è mai sentita a suo agio in spiaggia, per un motivo che Cally riesce a capire, ma con cui lui ha meno problemi. Odia dover mettere un costume da bagno maschile. Così Cally, non avendo altro modo per aiutare Anita a superare questa situazione ha proposto di tenersi in contatto via telefono per farle compagnia, anche senza stare direttamente accanto a lei. Per tutti gli altri in famiglia loro non si sono mai parlati molto e sarebbe difficile spiegare un improvviso avvicinamento, inoltre Anita lo ha pregato di non attirare troppa attenzione su di lei e Cally non ha protestato.
Quindi Cally rimane sulla sua sdraio a messaggiare di nascosto Anita mentre ogni tanto butta un occhio ai suoi cugini in acqua. In particolare Anastasio e Tarek attirano la sua attenzione e la sua frustrazione.
Anastasio e Rancore invece stanno ancora muovendo i loro primi passi in quella che potrebbe essere una vera relazione, ma sono sempre i soliti coglioni. Il che significa che nonostante ormai siano a quota tre appuntamenti e ogni volta che si guardano hanno gli occhi a cuoricino, non hanno avuto contatti oltre al tenersi un paio di volte per mano e ad un bacio sulla guancia dopo il loro primo appuntamento. In poche parole, stanno facendo incazzare Cally davvero tanto. E non solo lui a dire il vero. Un po’ tutti i cugini stanno attendendo con ansia che quei due smettano di essere dei completi coglioni. Perfino Leo, il grande amico di Anastasio, che è una delle persone più pazienti e buone che Cally conosca è arrivato quasi, per un soffio, a dire una parolaccia dopo l’ennesimo momento mancato. Ma Cally è sicuro di soffrire più di lui. Tanto per cominciare perché li vede insieme ad ogni riunione di famiglia e ad ogni uscita tra cugini, mentre Leo di solito ha contatti solo con Anastasio; poi Cally non ha la pazienza da santo di Leo, anzi, e avrebbe solo voglia di andare da quei due e sbattere le loro capocce dure l’una contro l’altra al grido di “e baciatevi, cazzo!”. Ma non può. Perché in fondo è una persona di classe e perché qualche giorno fa Anita ha suggerito di lasciare che seguano il loro percorso con i loro tempi, e per qualche motivo che non riesce a capire non può fare a meno di seguire il consiglio.
Il pensiero però gli sta impedendo di rilassarsi. Si guarda cautamente intorno e si assicura che nessuno della famiglia stia girando vicino alla sua sedia sdraio prima di afferrare in fretta il cellulare e mandare un messaggio ad Anita.
Cally: Perché mi hai consigliato di lasciar perdere quei due?
Anita: 😊 Perché anche se non sembra ho esperienza in campo sentimentale… Certe cose è meglio lasciare che si evolvano con calma…
Cally: Con calma???!!! Lo sai da quanto quei due gravitano uno intorno all’altro??!!! Non hai idea di che sofferenza è vederli fare così!
Anita: Certo che lo so! Tarek è mio cugino… Ho notato quasi da subito che c’era qualcosa tra loro… Forse anche prima di te… Non vedevo l’ora che si decidessero a fare qualcosa! Quando ho saputo che avevano avuto il loro primo appuntamento ascoltando te che ne parlavi con Lauro credo di aver fatto i salti di gioia per un pomeriggio intero.
Cally: Tu sei davvero interessata?
Anita: Te l’ho detto sono sempre interessata a tutto ciò che riguarda la mia famiglia… Anche se mi sono sempre limitata ad osservare dalla distanza… Però è anche una posizione privilegiata… Tendo a notare più cose… Sapessi quante cose ho imparato su di te 😉
E adesso ti conviene posare il telefono… Stai incuriosendo tua cugina…
«Va bene, da Rik me lo aspetto che stia attaccato al telefono così tanto, gli manca Eugenio ed è normale… Ma da te… È già la quarta volta che ti vedo tirare fuori il telefono di soppiatto per scrivere… Stai nascondendo qualcosa, Cally?» Claudia si avvicina alla sua sdraio facendogli ombra all’improvviso. Fino a pochi minuti fa era in acqua con Elodie, Cally era certo di averla vista, e a sostegno della sua idea l’acqua del mare continua a gocciolare dai suoi capelli e lungo il suo corpo. Sorride furbetta mentre si abbassa per guardarlo dritto negli occhi «Allora?» lo incalza. Cally scuote la testa con indifferenza mentre blocca discretamente lo schermo del telefono per evitare che Levante possa anche solo darci un’occhiata. «Non ho assolutamente niente da nascondere, Cla. Al massimo qualche piano diabolico in lavorazione.» risponde con un sorriso sicuro rimettendosi gli occhiali da sole. «Tu piuttosto non sei impegnata a divertirti con la tua saffica “amica”? Cosa ne ricavi dallo spiare me?» aggiunge Cally con aria di sfida e Levante ride serena «Elo è andata a prendere da bere al bar… E non ti stavo spiando… Solo normale curiosità per un importante componente della mia famiglia… Lo sai che ti voglio bene, vero Cally? E tu mi vuoi bene, vero? E mi diresti se, non so, ci fosse una ragazza speciale nella tua vita, vero?» risponde Claudia con un tono a metà tra lo scherzo e la serietà e solleva un sopracciglio per accentuare le sue domande. Cally stringe istintivamente il telefono che tiene ancora in mano e deglutisce a fatica. Non gli viene nessuna delle sue solite risposte ironiche. Abbassa gli occhiali da sole sul naso e guarda sua cugina negli occhi «Cosa ti ha fatto pensare che stessi scrivendo ad una “ragazza speciale”?» chiede genuinamente sorpreso dall’insinuazione di Levante. Lei sorride soddisfatta ed indica Riccardo a qualche sdraio di distanza con il telefono in mano ed un sorriso timido stampato in faccia «Lo vedi? Occhi da cucciolo e tutto il resto?» chiede Claudia e Cally annuisce velocemente invitandola a continuare «Avevi la stessa faccia prima.» conclude Levante con tono di grande soddisfazione un attimo prima di allontanarsi al seguito di Elodie che ha fatto ritorno con due birre in mano. Cally resta un attimo confuso ad osservare prima la cugina che si allontana con la sua ragazza, poi il cugino sulla sdraio che sorride ai messaggi del suo ragazzo ed infine al suo stesso telefono che tiene stretto in mano un po’ più forte del normale. Vorrebbe voltarsi a guardare Anita qualche fila dietro di lui, ma resiste alla tentazione ed invece sblocca il telefono all’arrivo di una nuova notifica.
Anita: Ho visto che Claudia si è allontanata… Non è andata a raccontare gossip agli altri, quindi immagino che non ti abbia beccato. 😉
Cally butta la testa all’indietro e sospira cercando di pensare a come rispondere. Eccome se lo ha beccato.