Ecco una delle mie ultime letture.
Titolo: la Luce degli Abissi
Autore: Frances Hardinge
Casa editrice: Mondadori
Anno di pubblicazione: 2020
Valutazione in stelline: ****
Pagine: 449
Trama:
L’Abissomare, il buio regno fatto di puro terrore che si cela nelle più basse profondità del mare conosciuto, un tempo era la dimora degli dèi. E gli dèi erano terribilmente concreti e reali. Nell’arcipelago non erano rari aneddoti riguardanti interi equipaggi inghiottiti dalla furia di quei grotteschi mostri marini e il popolo della Miriade era devastato da continui riti sacrificali.
Per fortuna quei tempi sono finiti. Per ora.
Quando Hark, un giovane ladro di strada, si imbatte in una reliquia di un dio il suo migliore amico Jelt cerca immediatamente il modo per ricavarne guadagno: anche il più piccolo pezzettino delle perdute divinità di un tempo può bastare a render ricca una persona. Ma, come i due ragazzi scopriranno presto, quella reliquia ha poco a che vedere con i comuni ritrovamenti di divinio. L’oscuro potere di quel globo pulsante sembra essere in grado di distruggere definitivamente non solo l’amicizia fra i due, ma anche il loro mondo.
Cosa ne penso:
La grande forza di questo romanzo è sicuramente il world building. Frances Hardinge ci presenta un mondo completo, articolato e funzionante, intriso di storia e leggende, con le sue tradizioni e la sua politica. Leggere della Miriade, dei Continenti e di Bramadidama è un’esperienza coinvolgente e magica, che da la sensazione di star esplorando questi luoghi in prima persona.
Ho apprezzato Hark come protagonista, in particolar modo la sua crescita personale e il suo modo di relazionarsi con Jelt: a differenza di molti protagonisti di cui ho letto, lui non giustifica mai i comportamenti del suo amico, né li accetta passivamente; ci dice anche che sa di sbagliare facendosi trascinare continuamente da lui in situazioni sbagliate, ma ha la consapevolezza di star vivendo un’ingiustizia e lotta imperterrito per liberarsene, infatti, crescendo come personaggio, troverà la forza di ribellarsi.
In generale trovo che la caratterizzazione di tutti i personaggi sia molto valida.
Purtroppo, lo stile di scrittura mi è sembrato non avere nulla di particolare e, sebbene abbia apprezzato i personaggi, non mi ci sono mai affezionata; tanto che, nelle scene in cui rischiavano la vita o erano in pericolo, mi sentivo poco coinvolta e quasi non mi dispiaceva per loro. Per me il coinvolgimento emotivo del lettore è molto importante e quando non ne trovo quasi per niente rimango abbastanza delusa, soprattutto in un libro valido come questo.
Questo romanzo mi è piaciuto molto e lo consiglio vivamente, ma a me ha lasciato poco a livello emotivo.











