Nella tribù degli aborigeni australiani, in cui mi trovai a vivere, era evidente che per loro il tempo non era importante. A differenza di noi occidentali, i miei compagni non celebravano di anno in anno le stesse feste; festeggiavano i vari membri della tribù, ma non il giorno del loro compleanno, bensì, piuttosto, quando giungeva il momento di riconoscere un loro specifico talento, un nuovo contributo alla comunità, un ulteriore passo avanti verso la crescita spirituale. Non celebravano il tempo che passa, ma ciò che li faceva divenire migliori.
Marlo Morgan, “E venne chiamata Due Cuori”.








