Bisogno costante di accortezze, di attenzioni.
Ilaria Sansò
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Bisogno costante di accortezze, di attenzioni.
Ilaria Sansò
La gentilezza è una signora ottantenne che ogni volta pulisce il segno del rossetto dal cucchiaino e dalla tazzina perché “mi dispiace altrimenti”
Nonostante io le dica di non preoccuparsene, lei ogni volta mi fa trovare quella salviettina sporca di rossetto poggiata tra la mia tazzina e la sua attenta accortezza.
Ti ho amato per queste accortezze, per le sciocchezze che mi venivano concesse, perché non volevo essere saggia, volevo essere stronza e ragazzina.
Giulia Carcasi
Ogni tanto mi mancano le sue attenzioni, quelle piccole accortezze che riservava solo a me.
Dimmi che avrai sempre per me quelle piccole accortezze. La maglia quando tira vento. Un abbraccio se ho freddo. Una rosa comprata in piazza dal vietnamita per stupirmi. Lo zucchero nel caffè, che sai che lo detesto amaro.
Giulia P; - Sarei dovuta nascere quando ci si guardava ancora negli occhi;
Le ACCORTEZZE : la mia ancora .
Meno vedo una persona e meno la vorrei vedere, meno la vorrei cercare . Atteggiamento paradossale : la distanza genera il desiderio di altra distanza . È come una nave lasciata in balia delle onde, senza alcuna ancora, senza alcun appiglio : si allontana inesorabile verso l’orizzonte spinta dalle acque e dai venti, non lo fa di proposito, non vi è timone, non vi sono vele tese, solo l’incessante forza del mare che la spinge via . E così son’ io . Senza ancore a tenermi, mi allontano e piano piano scompaio insieme al sole lungo la linea tra terra e mare . Maggiore è il tempo dell’assenza, più ci si perde : quante piccole cose che un tempo avrei condiviso insieme ora le tengo per me? Sapendo comunque il dibattito che sarebbe potuto nascere e che mi avrebbe tenuto compagnia tutto il pomeriggio . Perché dovrei chiedere un consiglio su un vestito se nemmeno so come stanno i suoi occhi? Il suo cuore? Più non vedo e meno vorrei vedere quella persona : quanto si cambia anche nel giro di pochi mesi? E se mi trovasse diversa? Ingrassata? Dimagrita? Sciupata? Cosa penserebbe? E quali sono i giorni importanti della mia vita che si è perso? Cosa posso tralasciare e cosa devo assolutamente sottolineare nei racconti? Come posso riuscire a fare una stima della mia vita: va bene, va male, è monotona? Tendo ad avere delle difficoltà a farne un bilancio usando il passato prossimo, mi è più facile al remoto, quando ho il giusto distacco emotivo e mentale dai fatti . E quindi? Cosa ti dovrei raccontare di me? Di quello che ho fatto? No, credo ti annoierebbe, anche perché a me sembra di fare sempre le stesse cose . Come ti spiegherei che mi vedi più asciutta, se io mi vedo sempre uguale ? Sì, mangio, non ti preoccupare e ho cominciato pure ad andare in palestra -ma vedo che non hai notato che il mio fondoschiena è più sodo! Piccola delusione per i miei sforzi a quanto pare vani- . Stressata? Mha, no, stressata quanto può essere una studentessa che vive da sola . Mamma e papà? Sempre via . Sì sì, il lavoro tiene, ma è dura, non si è mai abbastanza grandi per il distacco dai genitori . Sì insomma, questa è a grandi linee la storia . Ma io non sono una da “a grandi linee” , perché facendo le cose “a grandi linee” tralascio sempre, dimentico, non dò il giusto peso, faccio e dò un’impressione sbagliata . Voglio essere prolissa, parlare e poter dare per scontato, non dover dare ogni volta i contorni generali . Il “generale” mi stomaca, amo i dettagli e le particolarità . La mia ancora è il COME VA quotidiano, il messaggio stupido alle sei di pomeriggio, la buonanotte la sera . Le accortezze . Le accortezze sono la mia ancora .