Le pagine Spotted e gli anonimi del web
Recentemente è nata una nuova moda, sopratutto tra i giovani, su internet: si tratta della possibilità di scrivere qualcosa leggibile da chiunque rimanendo però nel totale anonimato.

(Fonte immagine: the tweeter)
Sicuramente una delle maggiori espressioni di questa moda sono le pagine Spotted di Facebook. Queste pagine si riferiscono ad uno specifico luogo o gruppo di persone, come per esempio una scuola, un università o un paese, e permettono di scrivere qualcosa rivolto a qualcuno o a tutti senza che si sappia chi lo ha scritto. Per farlo basta inviare un messaggio privato alla pagina il cui amministratore provvederà a pubblicare in bacheca.

(Fonte immagine: miracolo a Milano)
L’idea da cui derivano questa pagine l’ha avuta uno studente di un università londinese nel 2010 che creò un sito che permetteva a lui ed ai suoi amici di scrivere anonimamente commenti sulle ragazze dell’università. In pochissimo tempo fece un enorme successo, raggiungendo 250000 utenti, poi però venne chiuso a causa di innumerevoli proteste.

(Fonte immagine: Facebook)
Ormai però avevo fatto successo e così si diffusero in tutta Europa e poi anche in Italia migliaia di siti di questo tipo. Su Facebook questo fenomeno diede vita alle pagine chiamate Spotted, che in inglese significa infatti adocchiato e si riferisce alla possibilità di commentare su di una persona che si ha adocchiato.
L’anonimato ha fatto talmente tanto successo che sono nati siti e pagine di Facebook basati su di esso ma con fini diversi. Per esempio in Italia è nata una pagina chiamata PSDM (ovvero performance sessuale di merda) i cui utenti ironizzano sulle proprie esperienze sessuali, in poco tempo ha raggiunto quasi 550000 iscritti! Un sito che ha fatto molto successo di recente grazie a questo fenomeno è Insegreto dove si può confessare un proprio segreto specificando solo età e sesso, ha già raggiunto quasi 4000 pagine di segreti archiviati!
 
(Fonte immagini: Facebook, Facebook)
Written by Balbo Davide












