Mahmood

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Mahmood
Invidio chi non ha mai avuto un attacco di panico alle 3 del mattino. Anzi, invidio chi non ha mai avuto un attacco di panico e basta.
Quella sensazione di continua caduta, la mente che vaga toccando i tasti più deboli, le gambe che tremano e che se non ti siedi ti fanno sedere loro. Gli urli di rabbia che si soffocano l'uno con l'altro e tu che ti abbandoni al fatto che non puoi avere il controllo sul tuo corpo. Vorresti parlare con qualcuno ma non una persona qualsiasi, hai bisogno di quel qualcuno che se non cerchi non ti cerca, e appena realizzi che non ti scriverà nemmeno questa volta piangi. Piangi dal dolore, o forse dalla rabbia per non essere la ragazza bionda, alta e gnocca che lui si sogna tutte le notti. No, piangi sia per il dolore che per la rabbia. Poi il dolore se ne va, e con lui ogni tipo di emozione. Rimani tu, disteso sul pavimento con le guance bagnate e i capelli disordinati, con un tic all'occhio e il telefono lanciato sul letto.
Tutto è diverso rispetto a pochi secondi prima. Tranne una cosa: lui non ti scriverà comunque.
Raga 2 pagine e mezzo di tesi in sei ore, bomba.
se in può consolare conoscono gente che vorrebbe farsi salvini
……… scusa?
Un po triste. Non ho fatto NULLA di quello che mi ero prefissata di fare nel week end. Mi sentivo bloccata dall’uscire. Galeotto uno spiacevole anniversario di lutto. Pensieri pesanti a ruota libera. Non ci credo di essere già in preciclo con tutto il peso emotivo del caso. Ho praticamente avuto solo 7 giorni di respiro. Mi ripropongo di fare tutto quello che volevo fare questo sabato. Però la sensazione spiacevole resta. Mi sentivo gonfia, impacciata, i vestiti mi davano fastidio. La doccia di questa mattina ed i vestiti carini hanno dato un po’ di sollievo ma ora sono qui. Nella monotonia. Dormirei e basta. Non ho voglia di vedere persone. O forse si, solo non queste. Non lo so. Niente verde, niente movimento. Niente… di niente. Mi sembra di non avere niente in testa. Niente che resti. Niente che mi spinga a tenere duro e perseguire cose. Penso agli aperitivi di ieri. Prima con la nuova compagna di X, così simile e totalmente diversa dalla mamma e poi con le amicizie del bar. Generazioni diverse sedute a chiacchierare su tavolate e panchine di legno. È stato piacevole ma non è bastato. Mi sento infinitamente stanca. Annoiata.
Una chiavica insomma.
IL NONO FKDKSNDKSLSMS DI QUATTORDICI DKDKSLNCKDLS
Ho una voglia matta di urlare che sto male..di chiedere aiuto..ma poi non lo faccio,nessuno capirebbe..