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The International Day of Zero Tolerance for Female Genital Mutilation (FGM)
Illustrazione di Virginia Cabras alias Alagon
I l6 febbraio è la Giornata Internazionale contro le Mutilazioni Genitali Femminili (MGF).
Le Mutilazioni Genitali Femminili sono una forma di violenza che calpesta i diritti di bambine e giovani donne, mettendo a rischio la loro salute fisica e psicologica e che deve vedere tutti quanti noi impegnati in una battaglia che non riguarda solo le donne ma ha a che fare con lo sviluppo dell’intero genere umano.
Almeno 200 milioni di ragazze e donne vivono oggi nel mondo con le cicatrici di qualche forma di mutilazione genitale subita nel corso della propria vita. Le mutilazioni genitali vengono praticate principalmente su bambine tra i 4 e i 14 anni di età.
Tuttavia, in alcuni Paesi vengono operate bambine con meno di un anno di vita, come accade nel 44% dei casi in Eritrea e nel 29% dei casi nel Mali, o persino neonate di pochi giorni come nello Yemen.
La pratica può causare complicanze a breve, medio e lungo termine, tra cui dolore cronico, infezioni, aumento del rischio di trasmissione dell’HIV, ansia e depressione, complicazioni al momento del parto, infertilità e, nei casi peggiori, la morte.
L’UNICEF ha stimato che altri 68 milioni di ragazze subiranno mutilazioni genitali da qui al 2030 se non vi sarà una forte accelerazione nell'impegno per porre fine a questa pratica aberrante. In Italia, dove è in vigore la legge 7/2006 per prevenire e contrastare le pratiche di mutilazione genitali femminili, il numero di donne che hanno già subito una mutilazione genitale si stima sia compreso tra 61.000 e 81.000.
Ad eseguire le mutilazioni sono essenzialmente donne: levatrici tradizionali o le stesse madri. Ma è impressionante rilevare che oltre 20 milioni in 7 Stati (Egitto, Sudan, Guinea, Gibuti, Kenya, Yemen e Nigeria) sono state sottoposte a questa pratica per mano di un operatore sanitario. Una Risoluzione del Parlamento europeo del 2018 invita a vietare esplicitamente la medicalizzazione".
I governi degli Stati in cui le Mutilazioni Genitali Femminili sono ancora diffuse devono sviluppare Piani di azione nazionali per porre fine a questa pratica. Ma per essere efficaci, questi piani devono prevedere risorse di bilancio dedicate ai servizi per la salute sessuale e riproduttiva, all’istruzione femminile, al welfare e ai servizi legali.
Oltre al contrasto della pratica delle mutilazioni genitali femminili e alla realizzazione di un'attività di prevenzione, assistenza e riabilitazione delle donne e delle bambine già sottoposte a tali pratiche, la Legge 7/2006 prevede lo stanziamento di fondi per la formazione del personale sanitario. Fino al 2009 lo stanziamento era pari a 2,5 milioni di euro annui, scesi fino a circa 174.463 euro nel 2018. Un'integrazione delle risorse ha consentito di riportare lo stanziamento annuale a 500.000 euro. L'impegno come Ministero della Salute dovrebbe essere però quello di prevedere maggiori risorse dedicate nelle prossime leggi di bilancio.
Per eradicare questa efferata forma di violenza sulle donne bisogna agire senza sosta se si vuole che questo impegno si traduca in risultati concreti, duraturi e irreversibili.
Si tratta di un percorso ancora lungo e non lineare, ma è la sfida cui siamo tutti chiamati a concorrere.
Bisogna creare una vera alleanza tra politica, istituzioni pubbliche, associazioni nazionali e internazionali promuovendo condivisione, momenti formativi, intensificando azioni sanitarie e sviluppando solidarietà tra donne di diversi paesi di provenienza nel Paese di approdo. Solo così si potrà vincere questa battaglia.
Odore di gesso, tulle che solletica, capelli stretti in una crocchia, punte allacciate e dita accartocciate, ginocchia sbucciate coperte dalle calze. Ticchettio delle punte sul pavimento di legno e occhi puntati un po’ sulla maestra e un po’ sull’unico maschietto, bello come Terence di Candy. Sulla parete un poster con una ballerina eterea e bellissima su una gamba sola: Carla Fracci. Messa lì come se fosse un’icona. Avevo tre anni la prima volta che avevo messo piede in quella stanza e per tutti gli anni a seguire gli occhi sempre puntati sul poster. Modello irraggiungibile di grazia e impegno. Irraggiungibile. Infatti ho rinunciato presto alla danza (poca grazia e poca costanza), mi sono rimaste le dita accartocciate e le piccole punte e la consapevolezza che le icone non smettono mai di ballare con grazia innaturale, anche quando non ci sono più. (Alagon per Kotiomkin)
-il sogno di una me bambina-
Alagon: 2 agosto 1980 - Strage di Bologna
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Alagon: 2 agosto 1980 - Strage di Bologna
Il tempo passa, ma si ferma ogni anno alla stessa ora.
#2agosto1980 #stragedibologna #2agosto #strage #terrorismo
#strategiadellatensione #vignetta #illustrazione #kotiomkin #alagon
AceAximeck drew fanart of our lovely boys from Oracle of Tiber ;____; I LOVE IT SO MUCH THANK YOU
(reposted with permission)
Lizards Life comic page 2.
(Con Vincenzo Zoda Alagon Virginia Cabras)