Il teschio dalle orbite vuote studiò la fila di costumi, i resti di cerone sulla tavola del trucco. Le vuote narici annusarono gli odori mischiati di naftalina, grasso e sudore.
C'era qualcosa lì, pensò, che apparteneva quasi agli dèi. Gli umani avevano cotruito un mondo all'interno del mondo, che li rifletteva più o meno allo stesso modo in cui una goccia d'acqua riflette il paesaggio. Eppure... eppure.
All'interno di quel piccolo mondo si erano presi la briga di mettere tutte le cose dalle quali ci si sarebbe aspettati potessero voler scappare... odio, paura, tirannia e così di seguito. Morte si sentiva affascinato. Pensavano di voler essere portati fuori da se stessi, eppure ogni arte che gli umani sognavano li riportava più all'interno. Era davvero affascinato.