Eri tu
lo sguardo appeso
all’aria.
Dicevi così tanto
con così poco.
L’impronta
di me stessa,
eri tu.
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Eri tu
lo sguardo appeso
all’aria.
Dicevi così tanto
con così poco.
L’impronta
di me stessa,
eri tu.
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Tra le pagine di un vecchio diario..
Siamo abbracciati dopo aver fatto l'amore, è tutto come quei giorni. Pensavo di essere andata avanti, di averlo dimenticato. Mi ero ripromessa di non far paragoni con Alessandro. Infatti, non c’è paragone, è tutto diverso, le sensazioni, i gesti persino l’atto in sé è ‘diverso’. Cosa ho fatto? Sarà come allora, già lo so. Mi farò male. Non resterà. Non c’è niente che lo possa trattenere qui ed io sono stata una stupida a cedere. Esattamente come tre anni fa. Non dovrei essere qui. Dovevo tornare a casa, come mi ero detta. Poi quando si sarebbe reso conto che non sarei più tornata glielo avrei detto o magari non mi avrebbe nemmeno più cercata, tanto ormai può andare. Ho fatto il mio, non me lo ha nemmeno chiesto, non ci siamo fatti promesse, non ho mai creduto al suo ‘sono venuto a riprenderti’. Gli sono stata vicina durante la riabilitazione, ‘insieme’ ce l’abbiamo. In questi mesi mi ha ripetuto un milione di volte che sono la sua forza, bugiardo. Adele continua a ringraziarmi per quello che ho fatto, anche se ancora non ho capito cosa in realtà io abbia fatto. Max ora è sereno, dopo mesi, sta in piedi, ha ripreso a nuotare, non ha più il busto, ha diminuito le medicine… abbiamo fatto l’amore. L’amore non quel sesso goffo e veloce degli ultimi tempi ‘solo’ perché ne aveva (avevamo) bisogno. Mi sento esattamente come allora felice perché sono tra le sue braccia e nessun’altro a mondo mi farà mai più sentire così: ‘Io’, desiderata, amata, importante. Ma con un peso sul petto che mi toglie il respiro, so che non durerà ancora per molto, questa volta sarà lui a partire perché questa non è casa sua. Non so se riuscirò ad affrontare tutto di nuovo, il ricordo di quel dolore è ancora vivo. Voglio tornare a casa, non voglio più stare qui, basterebbe sciogliere questo abbraccio, rivestirmi e uscire dalla porta. Non ci riesco però. Sto bene qui, tra le sue braccia. Siamo noi. Questo è! Max mi accarezza i capelli e mi bacia la spalla, sento il battito del suo cuore e l’andirivieni del suo respiro. “Non lasciarmi”. Le sue parole sono il colpo di grazia. “Max. Non verrò con te, non posso lo sai. Ed ho bisogno di frequentarti, di sapere chi sei veramente e di conoscerti per capire se le cose fra noi possono funzionare. Sto bene con te ma…” “Mi ami R?” nascondo il viso nel cuscino. Sono innamorata di Max, lo sa, non posso dirlo ora, mi renderebbe troppo vulnerabile. “Max vai troppo in fretta per me” mi solleva il viso per guardami negli occhi, e vede le mie paure e le mie insicurezze. “Di cosa hai paura?” “Di soffrire. Se investissi tutto il mio tempo, le mie energie e le mie speranze su di noi e poi tu ti stancassi di me, io che cosa farei?” Sono una ragazza normale, e tu… Tu sei Max ‘piacente’ e questo già dice tutto?” “Ragazzina, quello che vedi è solo un involucro, forse bello, sicuramente appetibile per le donne a caccia di una sistemazione, ma non ha niente a che vedere con quello che sono e tu lo sai bene. Tu sei diversa da tutte le altre donne che ho conosciuto, tu mi vedi dentro, non ti importa di chi sono e di quello che posso offrirti ed è per questo che voglio che le cose tra noi funzionino, è una vita che ti aspetto e ora che ti ho trovata non ti lascerò andare via”. Non so cosa dire così decido di tacere, nascondo il viso sul suo petto e mi addormento cullata dal ritmo regolare del suo respiro. Quando la mattina dopo mi sveglio Max non è accanto a me, mi alzo e vado in cucina dove trovo un biglietto che mi ha lasciato “Ragazzina mi spiace non essere lì al tuo risveglio, ma ho una riunione presto, ti lascio le chiavi di casa, usale quando vuoi. Chiamami a questo numero, non risponderò io personalmente ma non ti faranno attendere. Ti amo”. Sono così felice di avere Max nella mia vita, anche se non riesco ancora a credere che quest'uomo meraviglioso voglia proprio me. Non lo chiamo, non voglio disturbare, gli invio un messaggio “Spero che la riunione stia andando bene e che soprattutto si concluda in fretta perché vorrei pranzare con te. Fammi sapere luogo e ora e mi farò trovare. A proposito, sono innamorata di te”. Non ho dovuto aspettare molto per ricevere la sua risposta “Amore mio, dovevo mettere un oceano tra di noi per farti ammettere che mi ami! Tempismo perfetto Ragazzina, la riunione è quasi finita, passo a prenderti voglio portarti in un bel posto. Ti amo anche io non immagini quanto”. No, non lo immagino quanto mi ami. Immagino solo il male che mi farà questa mia scelta. Spero solo che qualunque cosa succeda io non debba mai odiarti. Allora sì che avrò sbagliato a fidarmi di me stessa.
(Non so' i due, tre mesi che me preoccupano...
Ma che l'amore daa vita mia eri tu.
Un'illusione certo.
Ma eri l'illusione a cui aggrapparsi per sopravvivere.
Barbara)
Sono pessima in amore. Ma non puoi biasimarmi se ci provo. Sai che mentirei se dicessi che eri tu quello giusto, quello finalmente capace di aggiustarmi. Guardando il mio passato: non sono brava in amore.
Eri tu
il luogo
dove volevo fermarmi
❤ Amo.
🎶🎵 Basterebbe solamente dire
Senza starci troppo a ragionare
Che sei tu che mi fai stare bene quando io sto male 🎵🎶
- Francesco Gabbani » Viceversa
Una volta quella notifica eri tu.
Non trattenere la tua rabbia, ti rovina dentro.
-Charles Bukowski