E’ vero, lo sappiamo pure noi. Siamo una generazione strana. Siamo quelli dei dilatatori alle orecchie, dei piercing nascosti ai genitori, delle sigarette fumate di nascosto. Siamo quelli che hanno già progettato di fare migliaia di tatuaggi. Siamo quelli che vogliono andarsene dal loro paese, ma non trovano mai la forza di farlo veramente. Siamo quelli che hanno sempre le cuffie alle orecchie, sperando di trovare rifugio in un altro luogo, dove ci sono persone che riescono a capirci veramente. Siamo quelli dei succhiotti come dimostrazioni di proprietà privata, per far capire agli altri che quella persona è già nostra. Siamo quelli dei “Ti amo” mai detti per il timore di essere respinti e incompresi. Siamo quelli di Tumblr, Ask, Facebook. Siamo quelli delle foto, ai cui “mi piace” diamo troppa importanza, dimenticando il vero valore di quell’immagine, magari scattata in un momento speciale della nostra adolescenza. Siamo quelli dei messaggi su Whatsapp alle due di notte. Siamo quelli che controllano gli ultimi accessi della persona che ci piace, sperando che quell‘“online” si trasformi in uno “sta scrivendo…”. Siamo quelli che non vogliono mai iniziare la conversazione, per paura di disturbare. Siamo quelli sempre attaccati ai cellulari, perché ci fanno sentire un po’ più vicini a coloro che sono troppo lontani. Siamo quelli del “voglio dimagrire” e poi ci mettiamo a mangiare la nutella col cucchiaio, giusto perché il pane fa ingrassare. Siamo quelli che non si piacciono mai. Siamo quelli che cantano a squarciagola per le strade, fregandosene degli altri. Siamo un gran casino, questo lo dobbiamo ammettere, ma in fondo siamo consapevoli di essere il casino più bello che esista, perché questi siamo noi, e ci piacciamo proprio così.