An Introduction to... Elliott Smith (2010)
Pitchfork.com: 8.8
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Sono molti anni ormai che mi dico contrario a qualsiasi forma di Best Of, Greatest Hits, Raccolta et cetera. Il motivo è semplice: cambiare la cornice di un'opera d'arte spesso può significare denaturarla, privarla di quella sacralità che l'Artista le dona. Eppure... questa "Introduzione" a una delle più grandi voci del '900, sembra avere le carte in regola per stupire, meravigliare, commuovere, scuotere. Chi non ha avuto la fortuna di ascoltare almeno una volta Elliott Smith, neanche nel film Will Hunting-Genio ribelle (in cui trova spazio la splendida Miss Misery), può trovare in questo disco postumo le basi per capire le ragioni di un vero e proprio culto. Il genio musicale di Smith, che ha trovato nel male di vivere un ostacolo fin troppo arduo da superare (il suicidio risale al 2003, con annesse speculazioni mediatiche in pieno stile Cobain), andrà approfondito, studiato, compreso. Ma solo dopo l'ascolto di Between The Bars, The Biggest Lie o Angeles.
(Khruner)















