Socialismo tascabile (Prove tecniche di trasmissione) - Offlaga Disco Pax (2005)
Genere: elettronica, new wave
"Ne parlò perfino
la Komsomolskaya Pravda:
'Vicino a Reggio Emilia, in Italia,
travolta da insolito disgusto
una scura statua del compagno Lenin
ha pianto lacrime bianche
come le navi del porto
di Arcangelo'."
Oggi segnaliamo un album di qualche anno fa, che probabilmente conoscerete già . Scriverne oggi, però, è per noi il modo per tributare un piccolo omaggio ad Enrico Fontanelli, polistrumentista e fondatore del gruppo, scomparso silenziosamente ieri, a 36 anni, per malattia.
Gli Offlaga Disco Pax sono un complesso di musica new wave italiana (sì, quella che Battiato afferma di non sopportare in Up patriots to arms), con spiccata vocazione elettronica e politica. I testi non sono cantati, ma recitati da Max Collini con dizione marcatamente reggiana, giustapposti - come in quadro postimpressionista - al tappeto musicale predisposto dal moog, dal basso, dalla chitarra e dalla drum machine (solo in Enver e in Cinnamon troviamo la batteria) di Fontanelli e Carretti.
L'album è pregevole da plurimi punti di vista. Per quanto riguarda il lato strettamente musicale, le atmosfere sintetiche, ritmate e rarefatte che predominano nell'album - debitrici, tra l'altro, della Kosmische Musik dei Kraftwerk, del synthpop dei Depeche Mode, del dark anni '80 dei Cure e dei Joy Division - si alternano a piacevoli incursioni marcatamente più rock come quelle di Cinnamon e Robespierre.
Le liriche, per conto loro, potrebbero essere definite - con un calco prattiano - "letteratura cantata". Dalla rassegna ricordi d'infanzia e d'adolescenza di Kappler, Khmer Rossa e Robespierre, passando per le valutazioni storico-politiche più o meno sistematiche di Enver, Cinnamon, Tatranky e Piccola Leningrado, fino al bozzetto contemporaneo di Tono metallico standard, Socialismo Tascabile è una vera e propria epopea del socialismo appenninico dell'Emilia. In questo, come giustamente è stato affermato, gli Offlaga Disco Pax stanno al Duemila come i CCCP stavano agli Ottanta.
Nel frattempo, però, the Wall came down (cantavano i Pink Floyd), il punk è pressoché morto - con buona pace di Susan Dynner - e Praga è stata ripulita dal grigiore brezneviano mentre i Tedeschi si sono comprati persino la Skoda... La fabbrica! Insomma, almeno superficialmente molto è cambiato sotto il sole, e questo album di successo prova ad offrirvi - dalla sua prospettiva - un piccolo, egocentrico ed originale riepilogo delle puntate precedenti. Vale la pena di ascoltarlo.
storiadellamusica.it: 8/10