Io mi farò capire anche da te se ascolti bene, se ascolti un po'.
Luciano Ligabue
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Io mi farò capire anche da te se ascolti bene, se ascolti un po'.
Luciano Ligabue
Ho fatto in tempo ad avere un futuro Che fosse molto più grande di me Magari ne merito un altro di nuovo Dove comunque ci sei anche te
Ligabue, ho fatto in tempo ad avere un futuro
Ho lo strano vizio di far andare via le persone da me.
FottitiDistanza
Ti ho perso per sempre.
FottitiDistanza
Più voglio star sola più entrano in camera e accendono la luce. Ma porco dio vi uccido.
andate tutti a fanculo. anche tu!
La mente - è più grande del cielo - perché - se li metti fianco a fianco - l’una contiene l’altro facilmente - e te - anche
Emily Dickinson, Poesie
Quand'ero piccola aspettavo sempre che mi arrivasse una lettera. O una cartolina, un pacchetto, qualcosa. Qualsiasi cosa...
Anche se preferivo sicuramente i pacchetti. Speravo in una sorpresa che, puntualmente, non arrivava. E la delusione peggiore era quando arrivava ad un destinatario che non ero io. Ogni volta mi sarei messa a piangere.
Probabilmente mi era anche stato detto, che per aspettarmi una cosa dovevo aver fatto io qualcos'altro, che fosse un gesto carino o la raccolta dei punti del latte. La mia testa dura, però, non credo abbia mai accettato fino in fondo questo assunto, anche perché era sempre associato alla spiegazione del suo lato negativo- se fai qualcosa di male, devi aspettarti il suo ritorno- e io un po' di male l'ho sempre ricevuto, pur non facendo nulla per meritarlo e altrettanto nulla per ripagarlo. Così aspettavo pacchi e arrivavano paccheri.
Da brava capatosta e slugger per metà ho sempre incassato e zitta, poi la vita ha cominciato a darmi (o, forse, dovrei dire a farmi) vari pacchi di piccole e grandi dimensioni, per cui poi uno cambia e comincia a non aspettarsi più nulla di buono- solo jab e uppercut ben piazzati a cui uno magari non sa rispondere- e a non volerlo fare per evitare minimominimo la delusione. Alzi la guardia, abbassi testa e spalle, il meglio che puoi fare è schivare.
Quando magari ti arriva un pacco giusto, lo guardi e non lo apri, oppure lo scarti con le pinze, nemmeno fosse un pacco-bomba. Il problema è che, quando arriva, sei tu a volerlo. E allora stai lì: un po' ti avvicini, poi qualcosa ti spaventa, ringhi e ti allontani. Sempre questo, finché non succede qualcosa che decide una volta per tutte le posizioni. È una specie di danza dell'animale ferito che incattivisce: ha bisogno di aiuto e individua chi può darglielo, ma non si fida; e allora ti devi avvicinare un po' alla volta, lentamente, sapendo che gli farai male. Ma a lui questo non importerà se deciderà di fidarsi di te. Se l'animale ferito ti sceglie, sarà tuo per sempre. E ti aspetterà ogni giorno, come un bambino aspetta un pacco che non ha motivo di esistere.
Ecco, forse sarebbe carino ricevere una lettera. Una cartolina, un pacchetto, qualcosa. Qualsiasi cosa...