Un anno. Oggi è esattamente un anno. Un anno da quando… Beh da quando il dolore è diventato un po’ più forte, sinceramente insopportabile. Un anno che è passato così velocemente che quasi non sembra realmente accaduto, anche se solo quel giorno, solo quel 5 gennaio, sembra quasi lontano anni luce, come sepolto in un posto buio dove i ricordi non cercano la luce. Un anno da quando l’ho rivelato a lui. Un anno da quando il dolore ha iniziato a lacerare la mia pelle. Un anno da quando ero sospesa sul ciglio di una finestra, tenuta ancora su da qualche strana forza, anche se ancora non so bene cosa, e dire che fosse stata la non reale voglia di andarmene sembrerebbe troppo banale, perché in cuor mio sono sicura : non è stato così. Un anno da quando una bottiglia di vodka è stata stappata in una falsa bella serata, finita nella notte più cupa che ricordo. Ecco un anno esattamente tra poche ore. Sono un anno lontana da quella disperazione, con la speranza di saperla affrontare ne qual caso debba tornare. Ora, solo ora, ad un anno di distanza voglio lasciare ciò che accaduto o perlomeno affrontarlo in totale tranquillità, sostenuta da una traccia di malinconia obbligatoria. Ancora adesso non sono pienamente in grado di analizzare ciò che accadde, forse perché l’animo umano non è in grado di concretizzare tanto dolore, forse perché il dolore fa annebbiare i momenti passati con lui accanto, distorcendoli e intricandoli in una massa insostenibile. Sono qui a chiedermi a cosa stessi pensando, ma l’unica cosa che davvero ricordo è ancora il dolore, una sensazione avvolgente, soffocante, mitigata dalla rabbia. Distruzione, perché ad un certo punto esplode ma non riesce ad uscire, neanche un oceano di lacrime riuscirebbero a far fuoriuscire il dolore umano, è una mole troppo grande per chiunque. Scrivere del dolore incupisce, ma non ora, ora è il tempo di essere lucidi, perché come tutti i tagli reali si sono rimarginati, così fanno anche quelli immaginari. Lasciano solo un flebile ricordo. Non credo che si avrà per tutta la vita questo punto buio negli occhi di chi cela un segreto troppo doloroso, no anche quello svanisce. Ciò che non svanisce è la consapevolezza dell’accaduto,anche se ancora non ho capito del tutto cosa questa consapevolezza tenta di dirmi.
Questo Filippo l’ho scritto anche per te, per avere la certezza di essere ancora in grado di parlare con me stessa anche senza il dolore.
05/01/2015










