C'era una volta una bambina che guardava spesso alla sua futura adolescenza. Pensava che da grande ne avrebbe avuto una bellissima, circondata da molti amici. Che avrebbe avuto un bellissimo ragazzo e almeno 3 amiche del cuore. Che sarebbe entrata e uscita da casa tantissime volte al giorno. Che in pratica a casa ci sarebbe tornata solo per dormire, la sera tardi. Questa era la concezione dell'adolescenza di una bambina dai 6 ai 10 anni. In quel periodo frequentava le elementari. La sua classe era "la peggiore dell'istituto", come dicevano gli insegnanti. Andava d'accordo con tutti. Eravano molto uniti e non davano molto peso alle antipatie. Aveva un bel rapporto con ognuno di quei bambini. Poi passò alle medie. La classe delle elementari non c'era più. Non c'erano più quei ragazzini con cui era cresciuta. Il primo giorno di scuola, quando li misero insieme come classe, guardò ciascuno dei nuovi ragazzi e pensò che presto sarebbero diventati amici. Pensò che si sarebbe fatta tanti nuovi amici. Le cose non andarono così. Ovviamente. Gli anni delle medie furono orribili. Da dimenticare. La sua classe non era unita. Eravano tutti contro tutti. Non uscivano insieme nè organizzavano qualcosa al di fuori della scuola insieme. Aveva solo un'amica. Si incontravano a casa di una o dell'altra a spettegolare su qualcuno della classe tanto odiata da entrambe, a sfogliare riviste, a confidarsi segreti. Arrivò l'esame di terza media. La sua amica decise che non le andava più bene lei. Decise di rompere tutti i rapporti. Lo stesso decise di fare il suo migliore amico. Ormai sola, passò al liceo con una ragazza della vecchia classe delle medie. La nuova classe era formata da gruppi. Gente che si conoscevano già dalle medie. Non riuscì ad inserirsi in nessuno di quei gruppi. La sua amica cambiò indirizzo. Si trovò di nuovo sola. Completamente sola. Dopo poco, riuscì a legare con una ragazza della classe e, arrivata al quinto anno, si rese conto che tutto sommato era riuscita a legare con tutti quelli della sua fila. Si rese conto però che dopo il liceo quella gente non l'avrebbe più vista. Non erano amici. Solo compagni di classe e nient'altro. Ora, a 19 anni da compiere fra due mesi, si rende conto che la sua adolescenza non è stata quella che si aspettava. È stata dolorosa. Ha sofferto per non essere riuscita a farsi degli amici per la vita. Ha sofferto per il fatto che l'hanno spesso tenuta lontana perché andava bene a scuola. Non ha fatto le esperienze di tutti gli altri ragazzi della sua età. Non è mai riuscita ad avere un ragazzo che la portasse in giro su una moto o in auto. A 19 anni non riesce a fidarsi di nessuno. Si sente esclusa dal mondo. Si sente diversa dagli altri. Rifiutata da un mondo a cui sente di non appartenere e a cui non apparterrà mai. Probabilmente se qualcuno leggesse questa storia, la prenderebbe per pazza. Oggi, un sabato qualunque, lei lo passerà in casa con i suoi libri mentre gli altri andranno alle feste, in discoteca, in piazza con gli amici. Non era l'adolescenza che voleva. Non è l'adolescenza che augurerebbe a qualcuno, senza amici e con un cuore spezzato da un amore non corrisposto. Spesso si sente di gente che non se la passa bene in questi anni ma che poi si prendono una bella rivincita. Lei spera solo che sia così anche per sé.