Qualcuno al posto mio dovrebbe dirti che ho paura. Dovrebbe dirti che piango con i nostri progetti stretti nei pugni che tu non ricordi più, perché poi ho il timore che sfuggano. Qui i sogni, come me, crescono troppo in fretta. Cerco di non farli invecchiare, cerco di tenerli vivi e pieni di luce. Cerco di non farli riempire con tutto l'orgoglio che ho ed ogni tanto sfuggo al controllo di me stessa per cercare scuse che spesso vorrei trovare.
La mia testa la conosci, cammini sempre lì come se fossi sull'altra parte della Luna e non ti stanchi mai. Conosci i miei sorrisi e lì iniziano un miliardo di arcobaleni.
Io che prendo a schiaffi le paranoie e loro sembrano essere più forti di me. Io che blocco le lacrime con un STOP ma si fanno spazio sul mio viso. Qualcuno al posto mio dovrebbe dirti che sorrido alla vita sempre. Qualcuno mi dica che sta pronunciando il mio nome seguito da una smorfia in un angolo di qualche vicolo della città. Qualcuno al posto mio dovrebbe dirti quanto sono brava a dipingere immagini di noi sul soffitto immaginando(ci) nelle notti più scure. Qualcuno al posto mio dovrebbe dirti che ti sei preso praticamente tutto di me, senza lasciare una briciola. Qualcuno al posto tuo mi dica che mi tieni custodita come il più bel segreto e che con la testa dici di no a qualcosa che non sa di me. Qualcuno al posto mio dovrebbe sussurrarti: 'fai crollare questa porta, che di là ti aspetta chi sai tu.' Un nome non pronunciato, tu che arrivi, sorridi - "io lo sapevo", passa tutto ma noi no.
- Ilaria Sansò














