Il neologismo antislamismo denota un movimento culturale o ideologico di opposizione e critica all'islamismo, nei suoi vari aspetti e, talvolta nell'ambito delle sue realizzazioni politiche.
L'antislamismo non va confuso con l'islamofobia. Il secondo è un neologismo che indica la paura irrazionale dei musulmani e dell'Islam. L'antislamismo prescinde invece dalla fede religiosa o politica di chi critica i modelli politici attuati in buona parte del mondo islamico che voglia sottolineare esplicitamente la sua "islamicità" ed è sostenuto anche da gruppi o personalità laiche che non militano in movimenti o partiti politici precisi, che considerano l'islamismo una minaccia alla laicità e alle libertà dell'Occidente.
Più specificamente, l'antislamismo si oppone all'idea che uno Stato sia regolato sui precetti della religione islamica: obiettivo principale invece del cosiddetto "Islamismo". Tale opposizione si basa su due principi. Il primo teorico e il secondo empirico. In primo luogo l'antislamismo - che si richiama anche al portato anti-religioso degli illuministi, come pure alla laicità dello Stato (intesa all'interno della logica della "libera Chiesa in libero Stato") - esprime tutta la sua opposizione all'idea che un qualsiasi Stato voglia essere guidato dai principi religiosi dell'Islam (fine perseguito invece dal cosiddetto fondamentalismo islamico). Infatti uno Stato religioso, di qualunque fede si tratti, si basa su regole assolute, svincolate dalla razionalità. In secondo luogo l'antislamismo si basa sull'analisi delle conseguenze sulla società dell'applicazione della legge islamica, la sharīʿa. L'antislamismo valuta tali conseguenze decisamente negative.