“Ogni cosa è un colore. Ogni emozione è un colore. Il silenzio è bianco. Il bianco infatti è un colore che non sopporto: non ha confini.
Passare una notte in bianco, andare in bianco, alzare bandiera bianca, lasciare il foglio bianco, avere un capello bianco… anzi, il bianco non è neanche un colore. Non è niente, come il silenzio. Un niente senza parole e senza musica. In silenzio: in bianco.
Non so rimanere in silenzio o da solo, che è lo stesso.”
Inizia così il romanzo “Bianca come il latte, rossa come il sangue” di Alessandro D'Avenia. È una storia d'amore. O meglio, la storia di un ragazzo innamorato. Innamorato del suo sogno che è la bellissima ragazza dai capelli rossi, Beatrice. Come la Beatrice di Dante è lontana, difficile, un miraggio. Lei però è malata e questo rende tutto dannatamente più difficile. Protagonisti sono anche due colori: il bianco, la più grande paura di Leo e il rosso, il colore dell'amore, della vita, il colore di Beatrice.
La mia professoressa di Italiano me lo ha assegnato come lettura e dovrei davvero ringraziarla perché mi è piaciuto davvero tanto. È triste, è vero, ma l'infelicità è il nostro destino e ci riguarda tutti. Questo libro mi ha fatto crescere, mi ha fatto riflettere e mi ha posto delle domande. Non so se riuscirò mai a rispondere, ma forse è proprio questo il bello.