♠️_Ogni donna è un segreto:
un fuoco, un gesto,un’impronta,un silenzio..
🖤🌹
©️Licaonia Lupe

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♠️_Ogni donna è un segreto:
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©️Licaonia Lupe
@cielo-e-voragine
“A volte, le persone credono di conoscerti. Sanno alcune cose sul tuo conto e le mettono insieme, creando un ritratto che a loro appare sensato. E se tu non conosci te stessa molto bene, rischi persino di credere che abbiano ragione loro. Ma la verità é che quella non sei tu. Non lo sei affatto.”
— Leila Sales
Resta con me fino all’ultima canzone
I trascendentalisti distinguono tra l’intelletto logico, che analizza i fenomeni materiali, e la Ragione in senso trascendentale, intesa come facoltà intuitiva superiore capace di cogliere l’assoluto.
Giacomo Leopardi opera una distinzione che può apparire analoga, soprattutto nello Zibaldone. Per lui, la ragione meccanica (o “ragione stretta”) è la facoltà logico-analitica che seziona la realtà, distrugge le “amene illusioni” e conduce all’“arido vero”, ossia alla consapevolezza del nulla e dell’infelicità umana.
Leopardi sostiene che le grandi scoperte e la vera conoscenza non derivino da questo calcolo freddo, ma da un’altra facoltà: l’immaginazione, unita al sentire. Solo chi possiede una forte capacità immaginativa e una profonda sensibilità può infatti giungere a quelle intuizioni originarie che precedono e rendono possibile la successiva dimostrazione logica.
Secondo Leopardi, il vero genio - come Newton o Galileo - non è un mero calcolatore, ma un individuo dotato di entusiasmo e di una forza creativa che gli consente di scorgere connessioni là dove la ragione meccanica vede soltanto dati isolati. Sebbene la ragione sia necessaria per confermare la verità, senza l’impulso vitale del sentimento e dell’immaginazione l’uomo resterebbe in uno stato di paralisi intellettuale e spirituale.
Per Leopardi, dunque, la ragione, se isolata, è distruttiva; solo l’unione tra la profondità del sentire e il rigore dell’analisi permette di accostarsi alla complessità dell’esistenza.
L’indagine razionale così come è concepita da Leopardi non tocca mai il trascendente, ma resta sempre circoscritta ai meccanismi della natura, intesa come ente impersonale e privo di finalità. Da qui nasce la necessità di affiancare all’intelletto logico-razionale un’altra facoltà, il sentire, capace di restituire profondità e vitalità all’esperienza umana.
La Ragione dei trascendentalisti, invece, non richiede un’integrazione tra logica e sentimento, poiché si configura come un’unità originaria: essa è espressione della persona divina e rappresenta una facoltà alla quale l’intelletto umano può in qualche misura attingere. In questo senso, la Ragione trascendentalista è già sintesi, mentre in Leopardi la sintesi resta sempre incompiuta.
A mio parere, Leopardi ha vissuto entro un limen storico e culturale che non gli ha consentito di trovare uno sbocco compiuto, oltre lo scetticismo espresso attraverso il dubbio, per la propria filosofia. Se la sua breve esistenza si fosse prolungata, è plausibile che sarebbe entrato in contatto con nuovi stimoli filosofici capaci di sviluppare ulteriormente il suo concetto di sentire, rafforzandone il primato - da lui stesso riconosciuto - sulla fredda ragione analitica.
“Fa che sia il tuo cuore a scegliere la meta, la ragione a cercare la vita." Proverbio indiano
Scegli bene le tue battaglie.
Dicono che “discutere con certe persone sia come giocare a scacchi con un piccione: puoi essere anche il campione del mondo, ma il piccione farà cadere tutti i pezzi, sporcherà la scacchiera e poi se ne andrà camminando impettito, come se avesse vinto lui”.
Di piccioni in giro ce ne sono parecchi: spesso si comportano così per limiti di analisi, cattiveria o ottusità mentale. Non spetta né a me né a te cercare di convincerli: è semplicemente impossibile.
In questi anni ho capito che non puoi batterli. Loro vincono e basta.
Non esistono argomenti, dati o suggestioni in grado di farli ragionare.
L’unica cosa sensata da fare, dopo un primo tentativo in cui ti rendi conto che hai davanti un piccione, è allontanarti e metterti il cuore in pace.
Non si vince mai contro un piccione.
Scegli bene le tue battaglie: a volte la tua pace vale più dell’avere ragione.
(Edoardo De Blasio)
“A questo servivano i libri, a sfogliare le storie infinite che uomini del mondo raccontavano ad altri uomini dello stesso mondo perché ognuno riconquistasse la propria vita con la ragione o con la forza dei giusti sentimenti.”
— Remo Rapino, “Di nome faceva Arturo”.
" Preferisco le trasformazioni circoscritte che possono aver avuto luogo da vent’anni a questa parte in alcuni ambiti che concernono i nostri modi d’essere e di pensare, le relazioni d’autorità, i rapporti tra i sessi, il modo in cui percepiamo la follia o la malattia; preferisco queste trasformazioni, anche parziali, che sono state fatte correlando l’analisi storica e l’atteggiamento pratico, alle promesse dell’uomo nuovo ripetute dai peggiori sistemi politici nel corso del XX secolo. Caratterizzerò dunque l’εθος filosofico proprio dell’ontologia critica di noi stessi come una prova storico-pratica dei limiti che possiamo superare, e quindi come un lavoro di noi stessi su noi stessi in quanto esseri liberi. "
Immanuel Kant, Michel Foucault, Che cos'è l'illuminismo?, Mimesis Edizioni (Minima/Volti n° 28, collana diretta da Pierre Dalla Vigna e Luca Taddio), 2012.