Saverio Romano: “Terrorizzato da quanto letto nelle carte del PM” – il deputato non può essere arrestato per effetto dell’art.68 della Costituzione
L’Onorevole Saverio Romano, coinvolto nell’inchiesta palermitana sugli appalti nel settore sanitario siciliano, non può essere arrestato in virtù delle garanzie previste dall’articolo 68 della Costituzione italiana, che tutela i membri del Parlamento da misure cautelari senza l’autorizzazione della Camera di appartenenza. Saverio Romano è avvocato, Coordinatore politico di "Noi Moderati", Presidente Commissione Parlamentare per la semplificazione, già Ministro delle politiche agricole, Alimentari e Forestali nonché Deputato della Repubblica. Ed è proprio quest'ultima carica che lo tutela dagli arresti in virtù dell'Art.68 della Costituzione Italiana che così recita: I membri del Parlamento non possono essere perseguiti per le opinioni espresse e i voti dati nell'esercizio delle loro funzioni. Senza autorizzazione della Camera alla quale appartiene, nessun membro del Parlamento può essere sottoposto a procedimento penale; né può essere arrestato, o altrimenti privato della libertà personale, o sottoposto a perquisizione personale o domiciliare, salvo che sia colto nell'atto di commettere un delitto per il quale è obbligatorio il mandato o l'ordine di cattura. Eguale autorizzazione è richiesta per trarre in arresto o mantenere in detenzione un membro del Parlamento, in esecuzione di una sentenza anche irrevocabile. In pratica, come accaduto già per altri esponenti politici nel passato, solo se ritenuto opportuno dalla Magistratura, dovrà essere la Camera dei Deputati (alla quale appartiene) a dare autorizzazione affinché si possa procedere nei suoi confronti. La Procura di Palermo ha chiesto gli arresti domiciliari per diciotto persone, tra cui l’ex presidente della Regione Siciliana Salvatore Cuffaro e lo stesso Romano, nell’ambito di un’indagine condotta dal Ros dei Carabinieri che ipotizza, a vario titolo, i reati di associazione a delinquere, corruzione e turbativa d’asta. Saverio Romano che al momento della diffusione della notizia da parte di qualche testata giornalistica aveva dichiarato di non aver aver ricevuto alcuna comunicazione in merito ha diffuso ieri, 4 novembre, alcuni video sui social. Il primo video nella mattinata, intorno alle 10, in cui il deputato ha dichiarato di essersi recato personalmente al Comando Stazione dei Carabinieri di San Lorenzo in Lucina, a Roma, per chiedere la notifica di eventuali atti a suo carico. Poco dopo, in un secondo video, l’onorevole, carte alla mano, ha comunicato di essere stato ufficialmente invitato a comparire davanti al Giudice per le Indagini Preliminari di Palermo il prossimo 14 novembre alle ore 9.30 per un interrogatorio previsto dalla legge, precisando di aver appreso in tale occasione i dettagli delle contestazioni a suo carico. Poi, nel pomeriggio, intorno alle 16, Romano ha pubblicato un terzo video, questa volta con toni più preoccupati, dichiarandosi “terrorizzato” per la propria posizione dopo aver letto le richieste del Pubblico Ministero e le relative forme di prova. Secondo quanto riferito dal deputato, le carte dell’inchiesta ammonterebbero a circa 250 pagine, ma il suo nome comparirebbe 'marginalmente' solo in cinque o sei di esse, circostanza che, a suo dire, non sarebbe nemmeno sufficiente per iscriverlo nel registro degli indagati, "figuriamoci per chiedere gli arresti domiciliari”. Romano ha poi aggiunto di essere “preoccupato perché hanno voluto fare diventare teatro mediatico ciò che riguarda intimamente le persone”. L’onorevole ha infine annunciato l’intenzione di convocare nei prossimi giorni una conferenza stampa per fornire ogni chiarimento e discutere pubblicamente di tutti gli aspetti della vicenda. Read the full article













