Sogno n. 2 / La maga arciera e la fortezza
La fanciulla era ospite presso l'ennesimo castello pullulante di maghi, o forse una fortezza in stile Kaer Morhen, dove venivano addestrati in segreto giovani guerrieri, i quali si rendevano invisibili ai più.
Che fosse in visita per questioni personali o perché qualcuno avesse richiesto il suo aiuto, non è dato saperlo.
All'improvviso, l'irruzione di un troll percuote la tranquillità eterea di quel luogo. La fanciulla combatté al fianco di qualcuno, un ragazzo o un uomo senza volto né identità. Dopo un iniziale inceppamento del suo potere magico, riuscí ben presto a scoccare frecce incantate senza nemmeno bisogno dell'arco: dalle mani fioccavano scintille di fuoco e frecce invisibili impattavano con l'aria creando un'onda d'urto che le scostava i capelli dal viso.
Sconfitto il troll, torna la tranquillità nel luogo misterioso. La direttrice, un'elfa bionda dalla pelle nivea, girava sempre con addosso la sua mantella di pelliccia bianca. Aveva l'aria di chi nasconde qualcosa e, difatti, quel luogo custodiva un mistero che aleggiava attorno a delle segrete inaccessibili, segrete che la fanciulla aveva il bisogno di esplorare, per un motivo relativo alla sua vita, al suo passato. L'elfa-direttrice, però, non aveva la benché minima intenzione di rivelare quanto la fanciulla domandava a proposito delle segrete. L'unico accesso era attraverso quelli che sembravano dei bagni abbandonati all'interno della fortezza stessa. Costretta ad andarvi dinnanzi, sotto le pressioni della fanciulla, l'elfa rifiutò fino alla fine di condurre la ragazza all'interno: era necessaria una formula magica per la cui conoscenza però "non era ancora arrivato il momento".
Con lo sguardo deluso e irato, la fanciulla la lasciò andare tutt'altro che rassegnata: non le ci volle molto a decidere di avventurarvisi comunque. Scrutò il percorso così, cercando la via migliore per penetrarvi, con gli occhi fissi sulle mura marce e sull'oscurità che le nascondeva.












