Se scriviamo nonfiction, non è perché il vissuto sia più potente dell’invenzione. […] Scriviamo nonfiction perché esistono pezzi di vita che non ci portano a nulla se tentiamo di usarli come semplice materiale di lavorazione. Se a un personaggio diamo una parte di noi come backstory, lasciamo che quei fatti vadano a contaminare la storia di qualcun altro.
“In senso narrativo”, uscito su minima et moralia.
Venite a parlare con noi di questo e altro a Bookcity Milano, domani pomeriggio alle 16:30, Sala della Balla, Castello Sforzesco.













