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“Partida perfeita”: Grêmio domina Gre-Nal e abre larga vantagem na final
Pietro Antonio Bernabei ci ha lasciati
Con il cuore stretto in una morsa ho il dispiacere di comunicarvi che purtroppo Pietro Antonio Bernabei ci ha lasciati questa notte. Per me era un caro amico ed è stato uno dei primissimi sostenitori che ho avuto. A lui e a Gulisano dobbiamo gli studi anatomici fatti sul Crocifisso di Santo Spirito, sul David e pure sul Crocifisso Gallino oggi custodito nel Museo Nazionale del Bargello. Dei…
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TV, Giancarlo Magalli: " In Campania scoprii Troisi, Arena e De Caro"
TV, Giancarlo Magalli: ” In Campania scoprii Troisi, Arena e De Caro”
“Si chiamavano i Saraceni e io volli che cambiassero nome e divennero La Smorfia. Sono legato alla Campania. Ad ottobre prossimo tornerò a Sorrento per il premio Dino Verde. Vorrei diventare cittadino onorario della Penisola Sorrentina”.
Roma, 24 febbraio 2020 – Giancarlo Magalli, autore e conduttore televisivo ricorda il suo legame umano e professionale con la Campaniaed annuncia che…
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Alessio Bernabei – Noi Siamo Infinito (Official Video) [Sanremo 2016] Alessio Bernabei - Noi Siamo Infinito Tutte le hit sono nella playlist Topsify Italia HITS UNLIMITED…
#roma #bernabei #centerhistoric #streetofrome
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Sanremo 2017, le pagelle della quarta serata
La quarta serata è quella della noia e dell’eliminazione di 4 big. Poi c’è anche quella roba di proclamare il vincitore delle nuove proposte, che onestamente ho saltato a piè pari: tifavo Maldestro, ha vinto Lele. Ciao proprio.
Carlo Conti: 6 Carlo Conti, messo all’angolo dalla De Filippi, pare aver trovato forza di reagire ed evitare il K.O. tecnico. Dai Carletto, siamo tutti con te (cioè, in realtà m frega poco, ma pare brutto).
Maria De Filippi: 7 Conti dichiara che questo è il suo ultimo Festival e la De Filippi sembra Messi che fa scempio degli avversari con naturalezza. Fate due più due. Io non lo voglio un Festival tutto suo, ma il prossimo anno potrebbe accadere.
Ron – L’Ottava Meraviglia: 4,5 Siamo sempre lì e non ci smuoviamo: sembra una roba scritta da Jovanotti sotto LSD. Poi Ron ci mette del suo salendo sul palco con una voglia di vivere che Lana del Rey – a confronto – potrebbe fare l’animatrice in un villaggio turistico. A fine serata, comunque, finisce tra gli eliminati.
Chiara – Nessun Posto È Casa Mia: 1,5 Sembra che in quel di Sanremo – martedì pomeriggio – sia arrivata un’auto, si sia fermata davanti all’Ariston e non sia sceso nessuno. Era Chiara.
Samuel – Vedrai: 5,5 Lo stile c’è, perché Samuel ce l’ha, ma non convince. I Subsonica se fossero i Subsonica (eh?).
Al Bano – Di Rose E Di Spine: 6 Come sempre, per Al Bano non do un voto al pezzo perché non lo ascolterei mai. Do il voto a un 73enne che sale su quel palco e si diverte. Anche lui finisce tra gli eliminati, ma in gara resta molto di peggio.
Ermal Meta – Vietato Morire: 7,5 Il podio sarà suo. Non vincerà, se non il premio della critica, ma con questo pezzo dona nuova linfa al cantautorato italiano. E se ne sentiva davvero il bisogno. Grazie, Ermal.
Michele Bravi – Il Diario Degli Errori: 2 Michele, scrivilo ‘sto benedetto diario degli errori. Scrivilo. E a pagina uno stampaci a caratteri cubitali: “QUELLA VOLTA CHE DECISI DI INIZIARE A CANTARE”.
Fiorella Mannoia – Che Sia Benedetta: 6,5 Ha convinto di più la prima sera. Però il pezzo resta. Lei resta. E probabilmente vincerà.
Clementino – Ragazzi Fuori: 5 Clementino con Sanremo c’entra poco e niente. Ed è un peccato che ogni anno decida di portare un pezzo con una tematica seria che però non riesce a lasciare nulla a chi lo ascolta.
Lodovica Comello – Il Cielo Non Mi Basta: 5 La Comello la guardi e ti convince. Inizia a cantare e pensi che lo sappia fare. Poi la canzone va avanti e ti accorgi che il brano è banale e che lei non sia poi così precisa in alcuni (forse troppi) passaggi.
Gigi D’Alessio – La Prima Stella: 4 Eliminato anche lui. Non ho altro da dire, vostro onore.
Paola Turci – Fatti Bella Per Me: 9,5 Dovessi fare il tifo, lo farei per lei. A prescindere dal pezzo. Però, che pezzo. E che interpretazione.
Marco Masini – Spostato Di Un Secondo: 7 Molto meglio della prima sera. Il brano, come detto, è validissimo. Daje Marco.
Francesco Gabbani – Occidentali’s Karma: 6,5 Gabbani è lì per divertirsi e si vede. Sorride. Balla. Il palco è casa sua. Il brano è orecchiabile, resta in testa, ed è quello dell’anno scorso. Ma ce ne frega davvero poco perché la scimmia nuda balla, occidentali’s karma, namasté, alè.
Michele Zarrillo – Mani Nelle Mani: 4 Zarrillo canta e ti chiedi se vanno lasciati così sfrangiati o se serva dargli un punto da qualche parte. Ai maroni, dico.
Bianca Atzei – Ora Esisti Solo Tu: 3 L’ha scritto Kekko dei Modà. Non c’è simpatia per Bianca Atzei che tenga. Più lo ascolto più m’incazzo.
Sergio Sylvestre – Con Te: 3 Ok, ha azzeccato intonazione e tempo stavolta. Ma il pezzo non è per lui. L’ha scritto Giorgia, sì, ma avrebbe anche potuto cantarlo lei e le saremmo stati grati a vita.
Elodie – Tutta Colpa Mia: 4,5 Elodie sa cantare. Elodie non sbaglia. Elodie non interpreta ciò che canta, però. Stai parlando d’amore, cazzo, non stai elencando la lista della spesa. Se ti rompi i maroni tu che la stai cantando, figurati noi che dobbiamo ascoltarla. Anima. E dai, su.
Fabrizio Moro – Portami Via: 6,5 Non ci fossero Paola Turci, Fiorella Mannoia ed Ermal Meta lui sarebbe da podio. Ma è come dire che se non ci fossero Messi e Ronaldo, Ibrahimovic e Robben lotterebbero ogni anno per il pallone. Il pezzo è bello, però. Dovesse arrivare sul podio nonostante quei tre, sarebbe meritatissimo. Ma probabilmente non ci arriverà.
Giusy Ferreri – Fa Talmente Male: 4,5 Meglio della prima sera, ma il suo pezzo e la sua voce fanno talmente male anche alle mie orecchie. Eliminata, sia lode.
Alessio Bernabei – Nel mezzo di un applauso: 0- Io lo so. Io la vedo già. La morte che arriva e pompa i pezzi di Bernabei. Si salvi chi può.
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Sanremo 2017, le pagelle della terza serata
La serata delle cover ti catapulta nel film The Purge. Una notte in cui tutti gli artisti in gara possono macchiarsi di ogni crimine senza venire puniti.
Carlo Conti: 5 Ormai sembra una comparsa. La De Filippi lo sta eclissando in tutto e per tutto. E lui non fa nulla per evitarlo. Carlo, reagisci.
Maria De Filippi: 6,5 Di ‘sto passo, sabato le intitolano l’Ariston e via. Non sbaglia più nulla.
Mika: 8 Ormai te lo trovi ovunque in tv. Però è innegabilmente bravo. Sa fare tutto. È lo spettacolo nello spettacolo.
Luca e Paolo: 7,5 Ironici, pungenti e – come sempre – a loro agio su un palco difficile. Dite a Brignano e agli altri due fenomeni di prendere appunti.
Orquesta de Instrumentos Reciclados de Cateura: 6 La caratteristica del gruppo è che tutti gli strumenti che adoperano sono realizzati con materiali di riciclo recuperati dai rifiuti. Bravi, ci mancherebbe. Però, dico, anche noi col riciclo abbiamo fatto Gigi D’Alessio. Ma mica adesso ce la tiriamo.
Maldestro – Canzone Per Federica: 6 Il migliore dei quattro giovani di ieri sera. Il pezzo è da 5, ma lui è bravo e mi sta simpatico. Sufficienza e ciao. Citando la nota filosofa Caterina Balivo: caso chiuso.
Tommaso Pini – Cose Che Danno Ansia: 5 Abbastanza anonimo, anche se non vorrebbe esserlo. Combatti Tommaso, che magari un giorno ti ricorderemo. Ma non è questo il giorno.
Valeria Farinacci – Insieme: 5 Idem come sopra. Forse leggermente meglio. Ma forse. Quindi no. Ciao.
Lele – Oramai: 5,5 Poteva fare meglio, ma anche peggio. Apprezziamo lo sforzo.
Chiara – Diamante: 3 La presentano come “omaggio” a Zucchero. E sembra una roba sincera. Poi Chiara inizia a cantare e ti vien da pensare: “Se avesse preso Zucchero, l’avesse messo in un angolo iniziando a sputargli in faccia, cosa sarebbe stato allora? Un favore?”.
Ermal Meta – Amara Terra Mia: 7 In questo Festival c’è una costante: Ermal Meta non sbaglia niente. Fategli tirare il rigore decisivo al 90esimo minuto scoccato e lo mette nel sette senza la minima esitazione. E infatti vince la serata.
Lodovica Comello – Le Mille Bolle Blu: 4 Violenza gratuita su Mina e no, non se ne sentiva il bisogno.
Al Bano – Pregherò: 6 Al Bano si mantiene sulle sue corde ed esegue tutto con calma e per bene. Non va oltre, ma lo rende comunque un brano “suo”. Non puntava né a vincere né a fare una figura di merda, ha semplicemente scelto il limbo. Apprezziamo.
Fiorella Mannoia – Sempre E Per Sempre: 6,5 La Mannoia va sul sicuro, un brano così non lo avrebbe sbagliato mai nella vita. Nemmeno se lo avesse cantato con le labbra incollate col Bostik. Non spicca, a differenza del suo pezzo in gara, ma rimane comunque una sicurezza.
Alessio Bernabei – Un Giorno Credi 0- Zero meno solo perché più in basso non si può andare. Aspetto che Bennato lo quereli. O lo pesti a sangue.
Bernabei, se Bennato ti stava sul cazzo potevate risolverla a manate. Mica dovevi sfasciargli un pezzo così. #sanremo2017
— Adriano Costantino (@A_Costantino) 9 febbraio 2017
Paola Turci – Un’Emozione Da Poco: 9,5 M-O-N-U-M-E-N-T-A-L-E. Paola Turci vive, regna, illumina e glorifica.
Gigi D’Alessio – L’Immensità: 4,5 Presentazione: “Un pezzo così, D’Alessio poteva permettersi di farlo solo a Sanremo”. Svolgimento: un pezzo così, D’Alessio, poteva permettersi – al massimo – di farlo solo nel cesso di casa sua, sotto la doccia.
Francesco Gabbani – Susanna: 6,5 La quota simpatia di questo Festival è innegabilmente di Gabbani. È bravo, sceglie un pezzo su misura e scorre via liscio. Se l’è giocata (molto) bene.
Marco Masini – Signore Tenente 8 Nel panorama musicale italiano c’è solo un uomo che può permettersi di fare questo brano di Giorgio Faletti in maniera dignitosa (infatti, prima d’ora, non l’ha mai coverizzato nessuno – o forse D’Alessio sotto la doccia, ma questa è un’altra storia). Quell’uomo è Marco Masini. Ci mette l’anima, il cuore e la “quota Masini” quanto basta. Applausi veri.
Michele Zarrillo – Se Tu Non Torni: 4 Boh.
Elodie – Quando finisce un amore: 3,5 Elodie cantava e io pensavo “quando finisce ‘sta roba?”. Non c’è altro da dire, altrimenti passiamo agli insulti e non sta bene.
Quando finisce un amore amore amore andando via. #Elodie #sanremo2017
— Adriano Costantino (@A_Costantino) 9 febbraio 2017
Samuel – Ho Difeso Il Mio Amore: 6 Samuel difende la sua sufficienza. Hai sempre l’impressione che possa dare di più ma non voglia rischiare.
Sergio Sylvestre – La Pelle Nera: 5 Esperimento riuscito maluccio. Passiamo oltre.
Fabrizio Moro – La Leva Calcistica Della Classe ’78: 6 Fabrizio Moro ha l’innegabile capacità di rendere ogni pezzo che canta un pezzo da Fabrizio Moro. Nel senso che suona uguale alle sue canzoni. Il problema è che stai facendo De Gregori, non Vasco Rossi. Nonostante ciò, non dispiace moltissimo e la sufficienza c’è tutta.
Pensa, prima di tirare un calcio di rigore pensa. #Moro #sanremo2017
— Adriano Costantino (@A_Costantino) 9 febbraio 2017
Michele Bravi – La Stagione Dell’Amore: 2 Battiato è Battiato, ciccio. Non puoi cantarmelo con la voce di Noemi. Non puoi urlare “puZZa il cuore”, perché a Battiato poi pulsano le vene in testa e viene lì a prenderti a pedate. La prossima volta prova a coverizzare la cover di Gabry Ponte, al massimo. Il voto sarebbe 1, ma per il coraggio di devastare tutto con atarassica strafottenza arriviamo a 2. Non osare farlo mai più.
Dei sei a rischio eliminazione, tornano a casa i duetti. Che erano oggettivamente i peggiori per distacco. Bene così. Spiace per Nesli, l’impressione è che da solo avrebbe fatto meglio. Ma anche D’Alessio avrebbe fatto probabilmente meglio qualora avesse deciso di coverizzare – che ne so – la Tatangelo. Con i se e con i ma non sa va da nessuna parte, voi direte. E mi sa che avreste anche ragione. Su Raige e Giulia Luzi non mi esprimo perché raramente ho sentito di peggio. Andate, andate: al limite ci facciamo sentire noi.
Togliamoci la voglia, stanotte: mandiamoli a casa. #sanremo2017
— Adriano Costantino (@A_Costantino) 9 febbraio 2017