Era un sabato mattina.
Ero seduto fuori ad un bar del centro.
Era una bella giornata e c'era il sole,
fino a quel momento però tutto era fuorché sereno per me.
Avevo appena finito di fare colazione e mi stavo fumando una sigaretta per rilassarmi.
Ad un tratto la vedo uscire e mi blocco.
La osservo. Osservo le persone che la osservano. Era magnifica.
Di sicuro c'era qualcuna che la criticava, solo per invidia.
Io l'ammiravo. Non c'erano parole.
Prese la bicicletta e se ne andò.
Rimasi estasiato. Non era la prima volta che la vedevo, ma la sensazione era sempre la stessa.
Aveva quel particolare che poche hanno. Quello che sentivo non era un sentimento d'amore.
Certo che no. Era qualcosa di diverso. Era desiderio puro. Quello che ti uccide.
Mi misi a leggere, mi sentivo ispirato.
Non è mai tempo sprecato leggere, ma bisogna farlo solo quando lo si sente dentro.
Solo così può essere un piacere.
Dopo parecchi capitoli decisi che era ora di ascoltare un po' di musica.
Così presi e me ne andai.
Mentre stavo andando verso la macchina la rividi.
Era sulla sua bicicletta e stava tornando a casa.
Aveva fatto la spesa. Lo dedussi dalle borsine nel cestino.
Era così bella! Amavo anche le borsine. Era perfetta.
Tornai a casa felice.
Sembravo un bambino che aveva appena comprato il suo giocattolo preferito.
Ma lei non era un gioco, e io non l'avevo ancora.