Qualcuno sarà sempre più bello..
Qualcuno sarà sempre più intelligente..
Qualcuno sarà sempre più giovane..
Ma non saranno mai Te.
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Qualcuno sarà sempre più bello..
Qualcuno sarà sempre più intelligente..
Qualcuno sarà sempre più giovane..
Ma non saranno mai Te.
A volte mi sento come se fossi arrivata in ritardo nella mia stessa vita. Come se mi fossi persa qualcosa che per gli altri è stato naturale, quasi scontato. L’amore adolescenziale, quello leggero, ingenuo, quello che ti fa sentire scelta per la prima volta… io non l’ho mai avuto davvero. E non perché non lo volessi, ma perché semplicemente non ero quella che veniva scelta. Sono cresciuta con la sensazione di non essere abbastanza. Non abbastanza bella, non abbastanza interessante, non abbastanza per qualcuno che mi guardasse davvero. E quando qualcuno si avvicinava, spesso non era per qualcosa di sincero. Era per gioco, per noia, o peggio… per farmi sentire ancora più sbagliata. Così ho iniziato ad accontentarmi. Di attenzioni a metà, di persone che non mi convincevano davvero. Come se dovessi prendere quello che capitava, perché forse era l’unica cosa che potevo avere. E questo, col tempo, mi ha fatto ancora più male. Anni dopo, quando finalmente pensavo di aver trovato qualcosa di vero, mi sono ritrovata in una relazione che mi ha distrutta. Mi sono fidata, ho abbassato le difese… e mi sono persa. E da lì qualcosa dentro di me si è spezzato. Ora mi guardo e mi rendo conto che non è rimasta solo la delusione. È rimasta la rabbia. Una rabbia silenziosa, costante. E soprattutto una distanza. Faccio fatica a fidarmi, faccio fatica anche solo a immaginare qualcosa di sano. Perché nella mia testa è come se tutti gli uomini fossero uguali: bugiardi, incoerenti, pronti a ferire. E questa cosa mi spaventa, perché una parte di me sa che non può essere davvero così. Ma un’altra parte… ci crede. E si protegge. Mi accorgo anche che quello che mi attrae è diverso. Mi sento più a mio agio con chi sembra più leggero, più 'giovane". Forse perché mi sembra meno pericoloso, o forse perché in fondo sto ancora cercando qualcosa che non ho mai vissuto. E allora mi chiedo se ho un problema. Se c’è qualcosa in me che non funziona, che mi impedisce di vivere l’amore come gli altri. Se sono io a sabotarmi, o se semplicemente non ho ancora trovato il posto giusto, la persona giusta. Quello che so è che mi sento stanca. Stanca di sentirmi sbagliata, stanca di avere paura, stanca di non riuscire a lasciarmi andare davvero. E allo stesso tempo… so che da qualche parte dentro di me c’è ancora una parte che ci spera. Anche se fa di tutto per non farlo vedere.
[della mia bassissima capacità di sopportazione dei disfattisti] 🠇
Se noto che un soggetto posti in quantità industriale sui social messaggi solo sconfortanti in cui dichiari che "il mondo fa schifo" (senza un briciolo nemmeno di sana ironia sui propri malesseri) il mio input da cittadina responsabile che non resta mai solo a guardare ciò che non va, tenta di capire, in primo luogo, il perché quella persona lo faccia: potrebbe essere soltanto un momento di reale sconforto a cui dare peso oppure uno dei tanti account che non avendo grandi idee per la testa, non trova di meglio da fare che divertirsi nell'alimentare un'idea del mondo solo disfattista per guadagnare attenzione malsana.
Non facendolo io per prima, non sopporto chi ami crogiolarsi nel vittimismo (giovane o adulto che sia) e non sono affatto interessata a chi non faccia altro che lamentarsi nella vita per partito preso, mostrando una demenza senile talvolta pure precoce per l'età che si ha; il mondo non è solo un posto marcio: il mondo è solo un posto marcio per tutti coloro che hanno deciso di restare passivi a ciò che (gli) accade; chi non reagisce a ciò che non va non detiene alcun diritto di lamentarsi di una realtà che non ami, perché non puoi lamentarti di nulla se nel contempo non fai assolutamente nulla per cambiare manco un pezzettino piccolo della realtà che ti circonda - il minimo sindacale che ti è richiesto da persona Adulta!
Una persona giovane ha bisogno di essere sostenuta quando continua a vomitare scemenze sul mondo che fa solo schifo e non che gli si dica "Si, ok, hai ragione, il mondo fa schifo e pure io trovo che fa schifo": la realtà non è composta solo da soggetti passivi che sopportando situazioni assurde pensandosi eroiche, ma anche da ottime persone che ogni giorno, pure incazzandosi di brutto, si impegnano per portare Progresso attorno a loro - e non ci guadagnano un cazzo nell'andare a dormire ogni giorno con l'idea che il giorno successivo dovranno affrontare un'altra battaglia contro conservatori e giovani pessimisti dell'ultima ora - giovani pessimisti dell'ultima ora che si aggregano ai pessimisti anziani della prima ora, da cui non si deve assolutamente prendere esempio.
E' molto facile fermarsi alle prime righe di uno scritto (alle impressioni a pelle di ogni questione), ma non si potrà mai avere una percezione corretta della realtà senza nemmeno viverla a fondo (leggendo tutto il libro e non soffermandosi alla copertina); tutto ciò che leggiamo oppure osserviamo oppure soltanto ascoltiamo, sarà continuamente inteso in modo parziale e scorretto sia se si è caratterialmente pessimisti ma anche e soprattutto se si è PIGRI.
Non esistono pensieri isolati pessimisti originali: negli anni, tra realtà e social - senza contare la marea di poeti e scrittori di romanzi attuali e del passato da "mattonata sui coglioni" - di persone che si arrendono al primo ostacolo ne ho incontrate a centinaia e di qualsiasi età, perché arrendersi e dare degli idioti agli altri è facilissimo: non costa alcuna fatica; colpevolizzare i terzi in continuazione della propria costante resa sociale non rende intelligente e manco interessante qualcuno; gli arresti momentanei sono sani solo se momentanei: in giovinezza, tutti proviamo davanti ad una realtà complessa una naturale fatica a capire e dominare gli avvenimenti, perché la realtà è complessa e difficile da dominare per tutti, anche quando non sei più un giovane adulto (non c'è nulla di originale o straordinario in questo stato d'animo).
Se non sarà così, se non sarà un arresto momentaneo quello che viva il giovane pessimista dell'ultima ora, il futuro che lo attende prossimo è di invecchiare prestissimo, moltiplicando esternazioni degne di un anziano fallito e non di una persona giovane dentro e fuori, CHE HA TUTTA UNA VITA DAVANTI.
La mia risposta ai giovani pessimisti potrebbe suonare dura e priva di compassione rispetto ad una madre pancina: ma sono una persona adulta razionale e non una madre pancina e non mi passa nemmeno per l'anticamera del cervello di offrire ad una persona giovane scusanti per arrendersi al tutto, piangersi addosso, invece di far emergere la vitalità del DESIDERARE.
C'è una realtà che da attivisti affrontiamo in ogni minuto della nostra esistenza: non possiamo aiutare chi non vuole essere aiutato - ma questo non vuol dire non provarci, almeno! Non significa non tentare nemmeno a comunicare con la dovuta forza a chi sia più giovane di noi e troppo facilmente arrendevole alla complessità, che il passato non è affatto migliore del presente come i vecchi stolti sostengono; che ognuno fa parte della Storia; che gli altri attorno a noi sono responsabili fino ad un certo punto del malessere che viviamo: il resto dipende soltanto dall'essere pigri o meno in un mondo che ti offre migliaia di strumenti per risolvere e non per disfare.
Se sei un disfattista, se sei un pessimista, è perché vuoi esserlo e non perché non esistano strumenti offerti dalla scienza, oggi più di prima alla portata di tutti, per non esserlo affatto: per voler contribuire con gioia, con costruttività, a ciò che sta al di fuori del recinto del tuo giardino deprimente nel quale tu hai voluto chiuderti; nessuno può metterti all'angolo quando tu non lo vuoi è la corretta trasposizione nella realtà di un Dirty Dancing in cui non verrà un ballerino sexy a ricordarti che arrendersi è solo un atteggiamento da bambini che non vogliono crescere mai.
“Prima il disagio dei giovani era un’eccezione, ora è un’epidemia. Bisognerebbe rendersene conto, in tempo. C’è da fare, ma non si può aspettare”.
(Massimo Ammaniti psicoanalista e medico neuropsichiatra infantile)
Quand'ero giovane, avevo la libertà, ma non la vedevo; avevo il tempo, ma non lo sapevo; e avevo l'amore, ma non lo provavo. Ci sono voluti molti anni per capire il significato di tutti e tre, e ora, al tramonto della mia vita, questa comprensione s'è mutata in appagamento. Amore, libertà e tempo, allora così disponibili, sono il nutrimento che mi permette di andare avanti. Specialmente l'amore, mia cara: per te, per i nostri figli, per i nostri fratelli e sorelle, e per il vasto e magnifico mondo che ci ha dato la vita e che continua a sorprenderci. Con affetto infinito, mia Sofia, tuo per sempre, Ezio.
Ispirazione outfit capodanno 🥂🍻🥃🤙💃