Sullo sgombero della Bigattiera
L’Europa dei muri e dei respingimenti non è così lontana come il Presidente del Consiglio e gli Amministratori PD si ostinano a dire. Girandoci intorno è facile vedere, notare e capire che anche nella nostra città è presente il germe dell’odio e dell’intolleranza. Lo sgombero del campo Rom della Bigattiera è l’esempio più evidente: la tanto decantata e mai applicata solidarietà da parte di chi amministra il territorio viene oggi pubblicamente sacrificata sull’altare della sempreverde sicurezza. Quale sicurezza? Quella che taglia luce e acqua ad un campo dove la maggioranza degli abitanti sono bambini? Quella che butta in mezzo ad una strada chi ha un regolare permesso di soggiorno? Le motivazioni che hanno portato a questa decisione sono illogiche poiché, come già da molti sottolineato, agli abitanti della Bigatteira si imputano mancanze dovute esclusivamente all'Amministrazione, che ad oggi non è ancora in grado di presentare il minimo progetto di integrazione da parte del Comune. Un atto grave che viola completamente quelle che sono le disposizioni in tema di diritti umani e accoglienza, un fatto che ripone l’attenzione sulla questione accoglienza nella città della torre pendente e nella Regione tutta. “È vero. Le periferie possono essere realtà degradate, ma sono luoghi di vita e resistenza che la città non riesce a vedere perché ferma all'apparenza". Così ha dichiarato recentemente un prete di strada, padre Agostino, e noi siamo perfettamente d'accordo con lui; riteniamo l’accoglienza non uno spot ma un principio che deve essere accompagnato da pratiche quotidiane, nell'interesse della collettività nel suo complesso. Al contrario dell'Amministrazione che sembra ormai aver completamente perso, in nome di un effimero consenso, la strada della solidarietà e la capacità di governare la città ed i fenomeni sociali la coinvolgono.











