Sento spesso le persone dire che vorrebbero un partner con cui sentirsi a casa. Sto imparando, quanto, a volte, essere accogliente, sia controproducente. È come autorizzare l'altro a pulirsi le scarpe sullo zerbino, entrare, fare un po' i comodi propri e poi sbattere la porta senza nemmeno salutare. Per ripresentarsi alla porta, l'indomani, come se niente fosse. Il punto è che, spesso, l'accoglienza viene confusa con beneficenza e non si aspettano che, presto, arriverà loro, invece, il conto da pagare.













