Lo schema adottato in Birra Mitica per raffreddare il mosto
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Lo schema adottato in Birra Mitica per raffreddare il mosto
La nostra IPA è davvero una bomba!
011 Internet of chaos.
Internet è molto utile, per tantissime cose. E' ovunque nella nostra vita, e lo usiamo costantemente per cercare informazioni, guide, consigli e suggerimenti. Ma bisogna fare attenzione e distinguire tra informazioni adatte ad una attività professionale ed informazioni buone per un pubblico amatoriale. Nel caso della nostra professione di birrai, cercare su internet porta raramente a risultati validi, creando invece un sacco di confusione, informazioni parziali se non completamente errate, insomma un sacco di casino.
Meglio chiedere ai professionisti. Non abbiate timore: provate a chiamare un birrificio, scrivete una email, contattate l'ufficio delle Dogane locale. Mal che vada non vi rispondono e non avrete perso nulla. Però può succedere che vi rispondano e, gentilmente, vi diano suggerimenti preziosi. A noi è andata così, e per questo ringrazio sentitamente i gestori dei birrifici come anche il personale delle Dogane!
E se avete domande, chiedete pure a Birra Mitica.
Ma quanto è buona, La Mitica?!
010 La ricetta della felicità.
Nel mentre vi industriate, probabilmente impazzendo, a trovare il traguardo nella corsa burocratica per aprire il vostro birrificio, vi dovete ricordare di un aspetto: le Dogane vogliono sapere cosa producete e, soprattutto, quanto alcool ci sarà. Per questo motivo nella richiesta di licenza va allegato l’elenco delle ricette che pensate di produrre ed, espresso in gradi Plato, il valore alcolico del prodotto finito. Partendo dal presupposto che qualche ricetta l’abbiate già pensata prima di cominciare tutta ‘sta trafila, dovete convertirla alla capacità dell’impianto che utilizzerete, cioè quello descritto nella relazione tecnica presentata alle Dogane. Scalare una ricetta non è difficile, e ci sono programmi che lo possono fare per voi in pochi secondi. Il difficile invece è la stima dei gradi Plato finali: i software danno un valore, ma è indicativo. Quindi state larghi, perché valori misurati più bassi del dichiarato non sono un problema, mentre valori più alti sì (potete arrivare fino a mezzo grado Plato in più).
Per fare un esempio, noi avevamo in mente di produrre 4 stili di birra, e quindi abbiamo inserito le loro ricette nella dichiarazione. Ricordatevi che successivamente potrete produrre tutte le ricette che volete, previo comunicazione alle Dogane, quindi il consiglio è di inserire nella relazione solo quelle che andrete a produrre sicuramente nei primi mesi, specialmente se siete abbastanza sicuri dei valori importanti.
Le birre di Birra Mitica
009 Under pressure?
Nella richiesta di licenza alle Dogane occorre indicare anche i fermentatori. Anzi, più precisamente, va indicato il sistema di misura del loro riempimento. Quindi bisogna allegare le specifiche del metodo che si utilizzerà nel caso di una visita degli ufficiali doganali, quando vorranno verificare il riempimento dei serbatoi. Occhio che la legge prevede sistemi misura specifici, che non sono necessariamente i più “furbi” ed efficaci da usare. Per esempio il nostro caso: usando noi gli unitank isobarici, secondo me sarebbe stato sufficiente A) il costosissimo contalitri B) un sistema a bilancia, conoscendo la tara a vuoto dei serbatoi e la densità del mosto. Ma la legge impone un mezzo diverso, di conseguenza va preventivata la necessità di comprarlo.
Obbiettivamente, un birrificio artigianale che prevede di utilizzare solo fermentatori non isobarici è avvantaggiato, in questa procedura. Un produttore che opta invece per l’isobarico deve prepararsi ad una maggiore complessità burocratica.
Consiglio fortemente, in ogni caso, di smettere di esplorare forum e ricerche su Google e di mettersi a parlare con il personale delle Dogane: confrontatevi, chiedete e non siate timidi. Noi abbiamo trovato, qui a Ferrara, persone simpatiche, competenti e molto disponibili, che ci hanno aiutato parecchio fornendoci preziosi consigli.
008 Spaccio o non spaccio, questo è il problema.
Gnente droga, qui. Parliamo di mettere un negozio o meno da qualche parte nel birrificio. Cioè lo spaccio. La scelta ha una certa importanza perché bisogna indicarla nella documentazione che si presenta in Dogana per ottenere la licenza, e ne va contrassegnata la posizione nella planimetria dello stabile. E’ importante anche per lo scopo generale del birrificio, poiché sottende l’obbiettivo di base che volete dare alla vostra attività: priorità al mercato business (cioé birrerie, ristoranti, insomma portatori di partita IVA) oppure priorità al mercato privato (i comuni consumatori)? Se la risposta è il B2B, per lo spaccio potete soprassedere per un pò e pensarci successivamente. Anche perché la licenza che richiedete, di base, vi consente di produrre e vendere la vostra birra, non la birra di terzi. Se invece puntate ai consumatori, allora lo spaccio può essere molto importante ed è meglio aggiungere, nelle richieste alla Dogana, anche la licenza specifica per vendere alcolici in generale, non solo il vostro prodotto. Il consiglio è di strutturare l’attività nel modo più organico e completo: oltre allo spaccio, provvedete per tempo a realizzare un bel sito web, il più possibile informativo ed accattivante, sul quale innestare uno shop online; siate presenti su tutti i social network; ragionate in modo proattivo e cercate di essere anticipatori, sfruttando ogni novità internettiana.
Il progresso, che ci piaccia o meno, accade: meglio sfruttarlo.