I Wandar, pur essendo tedeschi, hanno un modo personale di guardare il blackmetal norvegese ma, per quanto mi possa sforzare a citare i nomi più grandi verso i quali questa band sta rivolgendo lo sguardo, le risposte tentennano. Posso dire che Zyklus è un album che punta soprattutto sulla melodia ma che non ha le classiche tastiere alla Emperor o alla Dimmu Borgir. Posso dire che ha quel gusto di tragica malinconia dell’epica nordica però senza avere le chitarre acustiche o la componente folk. C’è qualcosa dei Taake, degli Angantyr, degli Enslaved e degli Tsjuder ma è innegabile non sentire quel sehnsucht tipicamente germanico.
Alcuni dei loro compagni di label, la Vendetta records, si avvicinano a queste sonorità che, non aggiungono nulla di sostanziale al panorama blackmetal ma allo stesso tempo non evocano in modo estenuante l’espressione “già sentito”. L’attenzione ad un certo tipo di teatralità ricorda gli italiani Selvans, soprattutto per la cura di fornire quasi ad ogni brano un intro (qui sì le chitarre acustiche) sinfonico e evocativo che faccia da preludio alla messa in scena.
Eppure rimanendo nella metafora teatrale, tutto rimane essenziale, pulito e dettagliato quanto basta, senza cadere nei gorghi più barocchi e mefistofelici (ad esempio dei connazionali Drautran o gli ormai blockbusterissimi Secrets of the Moon). Una band che negli ultimi anni è stata decisamente prolifica e che può aver fornito diverse influenze ai nostri potrebbe essere i Winterfylleth, però andrebbero un po’ desaturati dell’imponente (e indispensabile) cornice nazional-romantica.
Alcuni paragonano i Wandar ai connazionali Eīs ma trovo questo accostamento abbastanza sterile in quanto i quest’ultimi sono dediti ad un blackmetal tiratissimo, sempre melodico, ma che sfiora la collisione planetaria. Mentre si possono trovare dei punti di contatto con gli Antlers, band che sfornò un paio di capolavori nel passato più recente; anche essi ci tengono a spingere sui blast-beat senza però penalizzare il songwriting delle chitarre (che con gli Eīs era spesso succube delle tastiere).
Ecco, i Wandar si possono ritagliare un proprio spazietto una volta messe a fuoco queste osservazioni, e Zyklus è senza alcun dubbio un disco perfetto per tutti gli amanti delle grandi melodie, senza grandissime pretese ma con una grande efficacia.