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Hallelujah
Hallelujah.
A chi è sul marciapiede della stazione,
a chi canta a squarciagola per strada,
all’anziana che ti chiede se è la tua fermata,
alla ragazza che alla bancarella del brûlé ti sorride,
a chi scrive ancora cartoline,
a chi pensa agli altri quando fa i regali di Natale e a chi non li fa affatto,
a chi vuole la rivoluzione, ai pochi che la fanno quotidianamente,
a chi ti pensa quando ascolta una canzone,
a chi lo fa mentre dà l’esame,
a chi si fa la cioccolata calda in casa e a chi te la offre,
a chi si lancia nel mare,
a chi lo fa da un ponte,
a chi sa che sotto ci sarà qualcuno pronto a prenderlo e a chi spera che ci sia dall’altra parte,
a chi racconta le storie della buona notte,
a chi racconta quelle della propria vita,
a chi fa l’amore e a chi ancora non l’ha fatto,
a chi torna casa il 25 dicembre, a chi non torna a casa affatto,
a chi non dimentica, a coloro che lo fanno perché devono,
a chi scrive,
a chi abbraccia,
a chi lo fa non stringendoti troppo forte perché sa che non ti piace,
a chi cammina nonostante tutto e a chi corre anche se sa che non potrebbe,
a chi studia ancora filosofia,
a chi vive dell’amore altrui, a chi vive d’amor proprio,
a chi non vive ma vorrebbe,
a chi legge Neruda,
a chi impara a memoria gli articoli del codice civile, a chi lo fa con le battute dei film,
a chi ama il proprio lavoro,
a chi studia fino a tardi, a chi sta a letto tutto il giorno,
a chi pensa di non meritarsi quello che ha, a chi pensa di meritarsi tutto,
a chi si innamora di un quadro,
di una donna,
di un bambino,
di un uomo,
di un libro,
di un’idea,
della vita,
dell’amore,
a chi guarda gli altri innamorarsi,
a chi non dice ma sa,
a chi non sa ma chiede,
a chi dà al mondo un figlio, a chi lo ha già fatto, a chi lo adotta,
a chi si prende un pappagallo,
a chi ha paura della complessità, a chi pensa che non esista,
a chi ha paura di essere solo,
a chi sa che lo è,
a chi è come Zeno
e anche a chi è come D’Annunzio,
a chi parla da solo,
a chi apprezza, a chi invidia,
a chi è a Madrid
e a chi è a Birkenau,
a chi crede nelle fate e a chi crede in Dio,
a chi segue l’ambizione, a chi vive di ossessioni,
a chi ha tutte le risposte in tasca,
a chi ti bacia sul collo, a chi ti sfiora la mano,
a chi dice che cambierà, a chi non lo annuncia ma lo fa,
a chi aspetta per una vita,
a chi non lo fa nemmeno per un minuto,
alle due ragazze che si baciavano in piazza Fiera sotto l’albero di Natale.
A “chi si chiama Antonio e fa il cantautore e quando pensa che sia finita, è proprio allora che comincia la salita”.
Che fantastica storia è la vita.
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