Generazione defunta Ep:17 (6)

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Generazione defunta Ep:17 (6)
Generazione defunta Ep:17 (5)
Generazione defunta #6 (5)
Anonimi.
Quando li smerdi spariscono.
come il rugby mi ha salvato
oggi dopo tanti anni sono ripassato davanti alla mia scuola media. La cosa che mi spinge a scrivere è che il primo ricordo che mi è venuto in mente è stato il Bullismo subito davanti quella scuola.
alle medie ero già un ragazzino allegro, molto tranquillo e molto molto cicciotto. insomma mi prestavo bene ad essere preso di mira da questi bulletti. Non ho mai subito niente di grave eh, qualche insulto, qualche richiesta di soldi (1000, 2000 lire) roba da niente paragonato a quello che fanno i bulletti del giorno d'oggi
la cosa che più mi infastidiva però erano le minacce, intese come "ci vediamo fuori, perchè hai fatto questo e hai fatto quell'altro". Non avendo mai fatto niente passavo tutto il tempo a pensare quale mio comportamento avesse potuto urtare i sentimenti di questi stronzi. di 11 anni.
oggi che di anni ne ho 28, ho preso coscienza che la cosa che più mi dava fastidio non erano gli insulti o le minacce, ma quanto il fatto che mi impedissero di trattenermi davanti scuola a fare 2 chiacchiere con gli amici, a giocare con le figurine. il mio essere dodicenne
la mia rivalsa arrivò quando il mio professore di educazione fisica in 2° media mi volle nella squadra di rugby. ero cicciotto ma ero massiccio. Ero, e sono ancora, pilone, che per i non addetti ai lavori è uno dei tre messi uno accanto all'altro che fanno la mischia, se non ne avete mai visto uno è perchè poi sopra arriva metà squadra tua e metà di quella avversaria. una tonnara. Li ho cominciato a a perdere un bel pò di peso e a diventare calloso e a non sentire il dolore di pizzichi e manate, che durante una mischia ci sono sempre.
e durante una partita di un triangolare nell' altra squadra c'era anche uno di questi bulletti, il cognome era Sansone, un cognome cattivo per uno che già di suo era abbastanza stronzo. si sentiva forte perchè bulletto, e pensava che nessuno lo avrebbe "affrontato". Nei limiti della regole del gioco, gli ho fatto un male, ma un male, entrate con la spalla sul petto. Spallate che oserei definire ignoranti per la rabbia e foga agonistica che ci mettevo. dopo quella partita non mi ha mai più fatto niente.
io non so chi c'è all'inferno, ma so che in paradiso ci dovrebbero essere quei bulletti, cresciuti ma che sono sempre rimasti piccoli, il mio mister, e una palla ovale